Scie bianche nel cielo... che cosa sono?

Scie chimiche o scie di condensazione?

TorinoScie

Utente: TorinoScie

- Cosa sono quelle scie bianche?
- Quali scie bianche?
- Quelle lassù, nel cielo!
- Ah… ma non sono le scie degli aerei?

Il cielo su Torino


Per capire meglio

Secondo le definizioni tratte da pubblicazioni di enti come l’EPA o la FAA una scia di condensazione consiste fondamentalmente di vapore acqueo, immesso nell’atmosfera dagli scarichi caldi di un motore in quantità sufficiente a saturare, una volta a contatto con l’aria fredda d’alta quota, e condensarsi momentaneamente in cristalli di ghiaccio o goccioline d’acqua.

Di norma queste scie si formano soltanto dagli 8.000 metri in su, con temperature inferiori ai -40 °C ed umidità relative non inferiori al 70%. Le scie di condensazione si dissipano mediamente in una cinquantina di secondi, o al massimo qualche minuto.

Il blog

Quindi, se non sono scie di condensazione... quelle scie bianche cosa sono?

Questo blog raccoglie foto e video che testimoniano la presenza di scie bianche sulle nostre teste.

Osserviamo il cielo: che cos'è ciò che vediamo?

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giovedì, 06 marzo 2008

Gli aerei inquinano

Fonte: corriere.it

Le regole: dal 2012 le compagnie dovranno tornare al livello di emissioni del 2004-2006

Voli aerei: «Stop ai cieli inquinati»

La Ue: limiti e permessi a pagamento. Il progetto «Clean sky»: 1,6 miliardi di euro per i velivoli ad ala intelligente

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

BRUXELLES — Dicono certi esperti che, in un solo volo di andata e ritorno fra Londra e New York, un aereo lascia per i cieli tante porcherie inquinanti quante potrebbe lasciarne una famiglia media, se tenesse acceso il riscaldamento di casa per un anno intero. E se davvero è così, i cieli d'Europa possiamo immaginarli come affollati di termosifoni e di famiglie medie: 10 milioni di voli nel 2006, anche 33.000 voli in un solo giorno, e una scia di emissioni che aumenta sempre più, sempre più nera. E sempre più rumorosa. Dal Co2, il biossido di carbonio, agli ossidi di azoto, all'inquinamento acustico, se uno vuol preoccuparsi c'è solo da scegliere. Gli aerei, negli ultimi 80-90 anni, hanno reso più affascinante e più produttiva la nostra vita quotidiana, hanno cambiato in meglio la nostra storia: ma sulle loro ali, come sulle ruote delle automobili, viaggiano da un paese all'altro anche fantasmi che si chiamano gas serra o riscaldamento della terra.

Qualche dato tratto dall'ultimo rapporto dell'Agenzia europea dell'Ambiente, diffuso proprio l'altro ieri: dal 1990 al 2005, le emissioni di Co2 causate solo dai voli nazionali nei 15 stati della zona Euro sono aumentate del 44%; ma se si considerano tutti i voli europei, si scopre che l'aumento delle emissioni ha toccato il 73%. Al nuvolone nero contribuiscono anche gli errori umani, come le carenze del controllo aereo: nel 2006, nei voli europei si è registrato in media un «allungamento » di 50 chilometri; e queste piroette supplementari hanno comportato 4,7 milioni di tonnellate di Co2 in più.

Altri dati, spesso citati dalle imprese aeronautiche, assicurano invece che si deve agli aerei non più del 3% delle emissioni di Co2. Sia come sia, le previsioni parlano chiaro: il traffico passeggeri sui voli nazionali nella Ue continuerà ad aumentare di circa il 4,5% all'anno, e alla fine risulterà raddoppiato nel periodo 2000-2020. Morale: entro il 2020, le emissioni di Co2 dal traffico aereo europeo toccheranno i 284 milioni di tonnellate, il doppio di oggi. Se agli aerei si aggiungono auto, navi e treni, tutti i mezzi di trasporto produttori di gas serra, si comprende meglio il grido allarmato che lanciano gli esperti dell'Agenzia europea dell'ambiente, cioè gli stessi custodi designati dalla Ue: «C'è bisogno di fare molto ma sta accadendo troppo poco».

Ritardi e contraddizioni si spiegano bene; la materia è dannatamente complessa, l'industria aeronautica assicura 3 milioni di posti di lavoro nella Ue, e contribuisce al 2,5% circa del Pil europeo. Ma in realtà, un piano politico per ripulire i cieli esiste da anni. A dicembre, grazie a un compromesso, ha avuto il sì dei ministri della Ue. E ora, nel 2008, dovrebbe avere il suo varo definitivo, per entrare poi in vigore dal 2012. Due, i cardini: le compagnie aeree in arrivo o in partenza dalla Ue dovranno limitare le emissioni ai livelli del 2004-2006; e dovranno entrare almeno in parte nel cosiddetto «mercato dei permessi», che già si applica ad altre industrie, secondo il principio «chi inquina, paga ». Dovranno cioè comprare all'asta alcuni «permessi di emissione»: ma solo, pare, nel 10% dei casi, perché negli altri i casi i permessi saranno gratuiti come accade per certe raffinerie il cui lavoro è giudicato indispensabile. Su questo, divampa la discussione all'Europarlamento. «L'aviazione civile è sovvenzionata da decenni, ora è giusto che paghi per i permessi di emissione soprattutto sui voli brevi e medi dove si può anche scegliere il treno, meno inquinante — dice Paolo Costa, presidente della Commissione parlamentare trasporti —. E poi, negli Usa già da anni adoperano la leva fiscale sul cherosene ». «No, pagare per i permessi sarebbe solo una tassa», dissente Philippe Eydaleine, vicepresidente del settore europeo dell'Air France-Klm.

Accanto alla politica, si muove anche la scienza. Il maggior progetto di ricerca della Ue, appena lanciato, si chiama Clean Sky e coinvolge 54 industrie di 16 paesi. Costerà 1,6 miliardi di Euro (800 milioni finanziati dalla Ue), studierà gli aerei «ad ala intelligente » o quelli fabbricati con materiali superleggeri. Obiettivi: dimezzare Co2 e rumore esterno, ridurre dell'80% gli ossidi di azoto. Nella speranza, chissà, di spegnere un po' di quei termosifoni accesi su per i cieli d'Europa.

Luigi Offeddu
05 marzo 2008

---

Riassumendo.
 
- Gli aerei inquinano. Un solo volo inquina quanto un anno di riscaldamento di casa acceso.
- In 15 anni le emissioni di Co2 in Europa sono aumentate del 73%.
- Un “allungamento” medio di 50 Km causa in un anno 4,7 milioni di tonnellate di Co2 in più.
- Il traffico passeggeri sui voli nazionali nella Ue continuerà ad aumentare di circa il 4,5% all'anno
- Le compagnie aeree in arrivo o in partenza dalla Ue dovranno limitare le emissioni ai livelli del 2004-2006
- Il progetto Clean Sky costerà 1,6 miliardi di Euro e come avrà come obiettivi: Co2 e rumore esterno, ridurre dell'80% gli ossidi di azoto.

 Quindi, dal momento che:
- Gli aerei inquinano e l’inquinamento fa male alla nostra salute;
- Ogni giorno vediamo delle lunghe scie bianche nel cielo rilasciate dagli aerei;
- L’ENAC sostiene che l’incremento di scie non è dovuto all’incremento del traffico aereo civile;
- Un volo a/r Londra-New York inquina come un anno di termosifoni accessi di casa nostra;

sorgono spontanee alcune domande: quanto inquineranno complessivamente le centinaia di aerei che vediamo ogni giorno e che non fanno parte del traffico aereo di linea? Quanto nuocciono alla nostra salute? Perché i governi fingono di non sapere?

 

 

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categorie: riflessioni, news, scie chimiche
martedì, 06 novembre 2007

Scie chimiche: siamo tutti drogati inconsapevoli?

Tratto da rudybandiera.com

Partiamo dai fatti, che sono quelle cose certe ed inconfutabili sulle quali nessuno può avere da discutere: la base di un qualunque ragionamento.
Sappiamo che il nord Italia, ed in particolare la parte lombardo veneta, è tra le aree più ricche e produttive del pianeta: il nord est italiano ha, in proporzione, un PIL più alto del Giappone.
Sappiamo anche che la gran parte della ricchezza viene sottratta da quella laboriosa parte della nostra nazione, per alimentare e foraggiare la macchina burocratica Italia. Se tutto il paese fosse così produttivamente evoluto, e non ci fosse una classe politica così abbietta e vorace, le tasse del Bel Paese si potrebbero calare della metà e saremmo la terra più ricca del sistema solare!

Fino a qui i FATTI concreti e sicuri di cui disponiamo.

Ora: ammettiamo per un attimo che la nostra furba e malsana nomenclatura politica (la stessa “stipendiata” in principal modo dal ricco nord est di cui parleremo più avanti) abbia trovato un modo per controllare le masse, un metodo chimico ai limiti della fantascienza per poter rendere la gente stupidamente felice ed alienata… specie nei periodi di tensione sociale o di elezioni.
Questo sistema potrebbe già esistere ed essere messo in pratica, prendendo un nome ambiguo quanto misterioso: scie chimiche.

Le scie chimiche sono una forma conosciuta e standardizzata di controllo del clima: sono di fatto quelle sostanze che vengono immesse nell’atmosfera, in genere da aeroplani, per controllare, imbrigliare e modificare i movimenti nuvolosi a nostro piacimento.
Ricordate quando si diceva che a Pechino il prossimo anno non si sarebbero potute disputare alcune gare per via dell’inquinamento troppo elevato? La soluzione al problema sembrava essere indurre forti precipitazioni per “ripulire il cielo”. Queste precipitazioni sarebbero state “stimolate” tramite sostanze chimiche rilasciate in quota. Ecco cosa sono le scie chimiche.

Adesso invece prendiamo in esame il fatto che il Governo (il cattivo in tutti i film di fantapolitica) abbia a portata di mano una droga, una sostanza probabilmente uscita da un laboratorio militare, che induca la gente alla mancanza di lucidità ed obbiettività necessarie, per poter analizzare le situazioni in maniera critica e distaccata.
Ammettiamo ora che questa sostanza, essendo sconosciuta alle masse e soprattutto alla medicina convenzionale, venga usata sulla gente, nelle grandi città, in momenti di tensione sociale particolarmente elevata o, perché no, vicino ad elezioni.
Il riferimento iniziale al ricco nord est non è casuale: c’è chi giura che le scie chimiche siano visibili, in quella zona d’Italia, spesso e ad occhio nudo ( http://www.palmerini.net/blog/?p=96 )

È chiaro che tutta questa parte del ragionamento è congetturale, in quanto non ci sono fonti certe che affermino il fatto che questo metodo venga usato realmente, ma sta di fatto che l’argomento è stato trattato più e più volte in giro per la rete, ed è stato esaminato anche in ambienti istituzionali.
Lasciandoci trasportare dalla convinzione che tutto questo possa essere vero, le riflessioni importanti da fare sono sostanzialmente due: fino a che punto questa sostanza può essere tollerata dal nostro corpo senza produrre effetti collaterali? Di fatto, non possedendo un preciso resoconto medico, nessuno potrebbe saperlo.
Ed infine: è davvero possibile che un Governo, di qualunque colore esso sia, possa essere così meschino, ipocrita e violento, da intossicare gli stessi elettori che gli dovrebbero concedere fiducia? È possibile essere a questo punto?

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categorie: riflessioni, scie chimiche
martedì, 28 agosto 2007

Scie chimiche nel cielo di Venezia


"Oggi, sabato 25 agosto 2007, è uno di quei giorni in cui l'attività delle aerocisterne che scaricano le loro porcherie è al massimo. Uno di quei giorni frenetici in cui viaggiano senza sosta e in cui le scie sono lunghe decine di chilometri e anzichè dissiparsi, si allargano sempre più rendendo il cielo coperto di una nuvolosità che di naturale non ha proprio nulla. Il cielo, spaventa a guardarlo.

Hanno iniziato molto presto, tra le 8:30 e le 9 era già uno sfacelo di scie, incroci e nuvole lattiginose.
Qui sotto potete vedere un paio di minuti ripresi durante quella mezz'ora.




Il piccolo montaggio è utile per notare alcune cose:

1) Il fenomeno di rifrazione (da non confondere con l'arcobaleno provocato dalle goccioline d'acqua in sospensione) in cui alcune zone nuvolose si illuminano come fari riflettendo la luce del sole con tonalità multicolore che vanno dal verde rame al viola (chiaramente visibili attraverso lenti polarizzate). L'effetto "specchio" è dovuto a particelle metalliche che rimandano anche le tonalità particolari di colore.

2) Le nuove scie tracciate appena al di sotto del manto nuvoloso creato dalle precedenti scie sul quale si proiettano lunghe ombre scure

3) una scia che si sta allargando sfilacciandosi e aumentando il proprio volume anzichè dissiparsi e che non presenta alcuna caratteristica riconducibile ad una comune scia di condensazione.

4) Uno degli aerei che grazie ai punti di riferimento presenti (una gru) si vede benissimo che non sta certo volando a 8000 metri... Anzi, è piuttosto basso.

5) Lo stesso aereo che in precedenza aveva interrotto la scia per un breve tratto... superata la Gru la interrompe nuovamente... Procede senza scia per un pò... E alla fine riprende copiosamente. Da quando le scie di condensazione sono controllate nell'emissione come i fumogeni degli aerei?

Ma non finisce qui... Secondo voi, se uno potesse vedere Venezia e l'Italia dal cielo in questo stesso momento, invece che da sotto la cappa... Che cosa vedrebbe?

Esattamente questo:




Ricordatevi di aggiungere due ore (una di norma più l'ora legale) all'orario visualizzato dal satellite e avrete l'ora esatta della foto, la data come vedete è di oggi.

Beh? Che ne dite? Simpatico vero? Sembra che oggi le "Scie di Condensazione" siano visibili soltanto nel Nord Italia, dove, a giudicare anche dal traffico, ci sono parecchi pendolari che hanno però disertato il centro. Un vero ingorgo tutto concentrato. Forse è per questo che immagini simili non vanno più in TV alle previsioni del tempo, che gli racconti alla gente? Che la pioggia, sempre ammesso che arrivi, è la pipì di tutti i passeggeri di quel putiferio di voli che ha scelto di circolare sopra Venezia e parte del Nord Italia?

Beh! Facezie a Parte ho pensato una cosa. Dato che le "Scie Chimiche non esistono e che tutto ciò che si vede altro non è che la normale condensazione etc. etc. etc.

Vorrei fare un appello a piloti e metereologhi, non credo che me lo negheranno visto che si tratta di  rendere giustizia alla verità; vorrei che partecipaste numerosi alla firma di una dichiarazione.

Io sottoscritto.................... Dichiaro di aver preso visione del filmato e della foto satellitare pubblicati in questo articolo. Alla luce di quanto visto. In base alla mia esperienza d pilota/metereologo dichiaro:
che la nuvolosità del cielo è assolutamente normale
che le scie visibili sono normali scie di condensazione provocate dal normale traffico aereo
che l'aereo visibile nel filmato sta volando a 8000 metri o più
Che l'aereo visibile nel filmato rilascia una normale scia di condensazione e che le caratteristiche di lunghezza persistenza e formazione di tale scia con le interruzzioni e le riprese fanno parte della normale formazione di una scia di condensazione.
Che oggi su Venezia c'era traffico (vabbè questa potete lasciarla perdere)

In fede.......... Firma..........


Nei miei sogni c'è un gigantesco pacco di queste dichiarazioni firmate... Sarebbe tranquillizzante poterlo tenere tra le mani no?

nel tempo che avete impiegato a leggere questo articolo e visionarne i contributi, non meno di 40 aerei hanno continuato a transitare da tutte le direzioni e ormai il cielo è totalmente coperto da una schifosa patina plumbea; del resto, la foto satellitare parla da sola.


Fonte: luogocomune.net
martedì, 14 agosto 2007

Le scie chimiche e l'Informazione

Prima vi ridicolizzano;
poi vi condannano;
poi vi dicono che hanno sempre saputo che avevate ragione.


Video tratto dall'articolo  "Informazione e scie chimiche" di CieliAzzurri.
martedì, 10 luglio 2007

Perché NON sono scie di condensazione di aerei di linea

Gli aerei di linea non volano a distanze così ravvicinate:



Gli aerei di linea non fanno inversione a “U”:



Le normali scie di condensazione sono un fenomeno fisico naturale e pertanto non possono verificarsi a “comando”:




Questo tipo di scie ricorda molto le frecce tricolori:
venerdì, 29 giugno 2007

Milano e gli adesivi "scie chimiche"

Dal blog di Panorama:


Dai muri della città sono sbarcati sul web. O meglio, usano pareti e lampioni per lasciare un segno che li faccia riconoscere, per dare l’indirizzo della propria “casa virtuale”. Con un click si entra nel loro mondo, amplificato all’infinito dalla rete. I graffitari hanno trovato una nuova via di comunicazione.
I “tag”, con simboli e slogan, costellano la città di Milano (guarda la GALLERY): in Stazione Centrale, Porta Genova, via Tortona, viale Monza sono addirittura soffocanti. Adesivi e firme si trovano ovunque: sui cartelli stradali, sui marciapiedi, sui cestini della spazzatura, sui cancelli. Oltre che su treni e metropolitane.
[...]
Spesso però queste firme metropolitane rimandano a manifesti politici, movimenti di opinione o semplicemente iniziative di qualcuno che ha qualcosa da dire. In una forma di espressione alternativa, che va oltre i limiti fisici dello spazio urbano. Gli autori sono giovani, ma non solo.
[...]
Un altro esempio: la firma di “Scie chimiche” è su tutti i treni della metro milanese. Rimanda a un sito pacifista che raccoglie adesioni contro delle misteriose scie lasciate dagli aerei che sarebbero dannose per la salute.


L'autrice dell'articolo probabilmente si riferisce a questo volantino ideato da NWO e scie-chimiche:










giovedì, 28 giugno 2007

Le scie NON di condensazione

Le scie di condensazione sono formate da vapore acqueo condensato attorno a nuclei di condensazione, entrambi fuoriusciti dagli scarichi dei motori a getto degli aerei.

E’ logico pensare che, se un aereo ha due motori e se sono presenti le condizioni atmosferiche adeguate, l’aereo rilascerà due scie di condensazione.

Due. Non una. (video e foto)
Non tre. Due.



(Oppure: 4 motori, 4 scie + una scorreggina )


E’ presumibile, inoltre, che le due scie siano uguali, sia come consistenza sia come comportamento, essendo esse formate fondamentalmente da vapore acqueo.

Queste che seguono, ad esempio, NON sono scie di condensazione:



Foto e video di scie a "medusa"

Foto e video di scie a "filamenti"
 


Abbiamo il diritto di sapere cosa sono e da cosa sono composte, in quanto vengono rilasciate nell’aria che NOI e i nostri cari respiriamo, non trovate?

E allora perché non se ne parla?
Dove sono i media? In cerca di gossip?
mercoledì, 27 giugno 2007

Notizia eclatante.

Oggi a Torino splende il sole.
Il cielo è di un bellissomo colore azzurro vivo.
Nel pomeriggio è arrivata qualche nuvoletta spaesa, candida e bianca.
Poco vento.
L'aria è profumata.
Fa caldo ma si sta bene.

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
              - Foto by Davide Zandonella Dall'Aquila pubblicata su provincia.torino.it -

"Coincidenza" vuole, oggi non si è vista alcuna scia "di condensazione".
Nessuna scia. Nessun aereo. Ci sarà forse uno sciopero internazionale?

Oggi il cielo su Torino è azzuro e libero di scie bianche. Un vento simile non succedeva da mesi.
Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket

Qualcuno ci sta privando di giornate così belle e noi nemmeno ce ne accorgiamo.
Alziamo gli occhi al cielo un po' più spesso. Sapere cosa sta succedendo è un nostro diritto.
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categorie: riflessioni, foto, torino
martedì, 26 giugno 2007

Caldo, siccità e soldi

In questo post abbiamo accennato alle probabili cause del gran caldo di questi giorni.

Analizzando le conseguenze noteremo che in fondo in fondo… la siccità e il caldo sono due fattori economicamente convenienti. Per chi? Non certo per noi!


Ultime notizie meteo.
46°C a Bari.
Incendi in Sicilia.
Vendemmia anticipata.
Blackout a Palermo.
Roghi in Calabria.

IL GRANDE CALDO: SOGLIA 46 GRADI. DIFFICILE SITUAZIONE AL SUD ... La Voce di Fiore
Ancora caldo torrido. Anticipata la vendemmia PrimaDaNoi.it
Centro sud oltre il 42°. Incendi in Sicilia AudioNews
TOCCATI 46 GRADI, BRUCIA IL SUD Positanonews
Trapani, un anziano morto di caldo Al Sud oltre 40 gradi, allarme ... Quotidiano Nazionale
ONDATA AFRICANA: BATTUTI I RECORD DI CALDO IN PUGLIA Notizie Online
INCENDI NEL SUD ITALIA, SITUAZIONE CRITICA A PALERMO ANSA
Caldo, il Sud ancora in fiamme TGCOM
Incendiato il sud Italia La Voce d'Italia

 

L’acqua, l’oro blu del terzo millennio, è catturata per ricavarne profitti. Finisce perfino imbottigliata e venduta nei supermercati a 300 euro al metro cubo. Ma l’acqua è anche energia e in tempi di caro petrolio può accadere di tutto. Con la liberalizzazione del mercato dell’energia, i prezzi sono determinati dall’andamento della Borsa. Mediamente nei mesi di aprile, maggio e giugno, i prezzi dell’energia elettrica sono relativamente bassi, ma tendono ad alzarsi notevolmente in luglio e agosto quando la richiesta di energia è più alta per il grande caldo. I gestori, quindi, accumulano energia sotto forma di acqua per poterla poi vendere in un periodo più favorevole dal punto di vista del mercato.  Fonte e articolo completo 

 

 

L'acqua non è una merce
da
Gruppo Società e Ambiente 

La privatizzazione dell’acqua, introdotta con la legge finanziaria dal Governo Berlusconi del 2002, ha generato una situazione di estrema gravità.
L’acqua viene considerata una merce e non più un diritto: le future generazioni avranno acqua se potranno pagarla. Le privatizzazioni nel nostro Paese hanno già dimostrato preoccupanti limiti e la privatizzazione dell’acqua non farà eccezione: peggioramento del servizio, aumento dei prezzi, depauperamento delle risorse idriche, nessuna tutela del territorio. Le s.p.a. hanno già fiutato l’affare. L’acqua, gestita da una s.p.a. che deve far profitti e distribuire dividendi agli azionisti, ha una sola strada da percorrere: quella di alzare le tariffe. Ambigua è anche la situazione in cui l’acqua è gestita da una s.p.a. dove la maggioranza è in mano al pubblico, ma una consistente parte è in mano a privati: un mediocre compromesso per nascondere una realtà pesante cioè che l’acqua appartiene a qualcuno e non è un bene pubblico, ma è una merce privata, venduta e comprata alla stessa stregua della benzina, del traffico telefonico, e di qualsiasi bene di consumo.Riflettiamo su questo però: l’uomo è vissuto per millenni senza benzina e senza telefono, ma quanto può vivere senza acqua?
In alcuni comuni d’Italia, dove la privatizzazione è totale, sono arrivate bollette di oltre mille euro a fronte di un servizio immutato rispetto a quello fornito dal comune.
Il 12 gennaio 2007 è iniziata in tutta Italia una raccolta di firme per una legge che tuteli l’acqua come bene pubblico. Alla fine di giugno scadranno i termini per la raccolta di firme, se volete fermare questo abuso, vi invitiamo a firmare presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico, in Piazza Roma n°1, presso la sede comunale, aperto tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 12.30 dal lunedì al venerdì. Nel pomeriggio, dal lunedì al giovedì dalle 15.30 alle 18.15.
Utilizzare l’acqua per fare profitto non potrà portare a niente di buono né per l’uomo né per l’ambiente. Se vogliamo ribadire con forza che l’acqua è un diritto, non possiamo dimenticare che è nostro dovere non sprecarla poiché essa non è un bene inesauribile, né è stata creata per soddisfare i nostri capricci.
Averne cura e rispetto, utilizzarla con parsimonia e lottare perché tutti abbiano accesso all’acqua, questi saranno i primari obiettivi di questo sciagurato millennio per evitare che, domani, milioni di persone muoiano di sete.

GRUPPO SOCIETA’ E AMBIENTE
Il Direttivo
Pubblicato il 23-06-2007


 

 
In Africa si discute sull’introduzione degli ogm nell’agricoltura per contrastare i problemi  relativi alla forte siccità.

 
Fonte: greenplanet.net 
UN NUOVO OGM SUL MERCATO EUROPEO? L'ITALIA NON RISPONDE. SI ASTIENE...
martedì 26 giugno 2007

Dichiarazione di Simona Capogna, Esecutivo Nazionale Verdi Ambiente e Società sul nuovo mais Ogm Erculex della Pioneer.

"Se gli OGM vengono introdotti sul mercato, se ce li troviamo sugli scaffali, nei campi, nei prodotti alimentari non possiamo farci nulla. È l'Europa che ha deliberato e gli stati membri possono solo amministrare situazione derivanti dalle decisioni comunitarie" Questa è la risposta elusiva fornita dalle autorità competenti nazionali. Ma le cose non stanno esattamente così. Se ci fosse una volontà seria dei nostri rappresentanti politici a lavorare sul problema si troverebbero i modi e gli spazi per far sentire la propria voce. È a dimostrarlo oggi è il Ministero della Salute italiano che, chiamato a valutare il Mais Erculex della Pioneer ritenuto pericoloso per la salute umana, non risponde. Si astiene.

Non assumendosi la responsabilità di prendere una posizione. Lasciando ad altri il compito di prendere una decisione su una questione strategica per la Sicurezza Alimentare, per l'ambiente, per lo sviluppo dell'Europa. Ed in particolare, lasciando alla commissione europea, la più accondiscendente alle lobby biotech, l'ultima parola sulle autorizzazioni. Il copione sugli OGM che va in scena in Europa è sempre lo stesso da anni, una politica assente e balbettante da un lato, una burocrazia arrogante dall'altra e al centro le lobby che difendono gli interessi delle aziende agrochimiche e biotecnologiche. Evidentemente è una situazione intollerabile: VAS chiede una risposta chiara dalle autorità competenti e una politica coerente.

Verdi Ambiente Società, 25 giugno 2007

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categorie: riflessioni, news

Le scie di condensazione e le scie lunghe

Le scie di condensazione sono bianche, corte e di vita breve. Non si espandono e non raggiungono chilometri di lunghezza. Non ne hanno il tempo: i cristalli di ghiaccio di cui sono composte evaporano velocemente (in media tra i 30 e i 50 secondi).

Per questo motivo, un aereo non può lasciare dietro di sé una scia di condensazione lunga chilometri e chilometri. Se vediamo un aereo che rilascia una scia molto lunga, non stiamo osservando una scia di condensazione.

Le foto satellitari utilizzate per le previsioni meteo sono “scattate” in circa 15 minuti. In molte di esse è possibile vedere delle lunghe scie bianche lunghe decine di chilometri e alle volte anche centinaia di chilometri. Sono lunghe e molto persistenti: NON sono scie di condensazione.

Slideshow di foto satellitari con scie lunghe

Altri esempi:



 



- cliccare sull'immagine per ingrandire-



-cliccare sull'immagine per ingrandire-

lunedì, 25 giugno 2007

Le scie di condensazione in quattro punti

1. Le scie di condensazione sono le classiche scie degli aerei: bianche, alte e corte. Si formano quando il vapore acqueo che esce dai motori caldi si condensa al contatto con l’aria fredda.

 2. Le scie di condensazione sono formate da minuscoli cristalli di ghiaccio, soggetti ad una veloce evaporazione. Pertanto le scie di condensazione hanno vita breve (mediamente tra i 30 e i 50 secondi, in casi eccezionali fino ad un paio di minuti) e non possono né raggiungere elevate lunghezze né espandersi.

3. Il fenomeno della condensazione è un fenomeno naturale. Secondo determinate leggi della fisica, le scie di condensazione si formano in presenza di un’umidità relativa superiore al 70% e di una temperatura inferiore i -40 °C. Questo valore di temperatura, sempre secondo determinate leggi fisiche, è rilevabile attorno agli 8000 metri di quota.

4. Quest’ultima, inoltre, è la quota alla quale i motori a getto degli aerei civili/commerciali raggiungono la massima efficienza in condizioni di crociera. Volare al di sotto questa quota è particolarmente sconveniente in termini economici. Gli aerei di linea, infatti,  solitamente volano ad una quota compresa tra gli 8 e 12 Km. Gli aerei militari, invece, di solito volano al di sotto gli 8000 metri.

In conclusione:
- le scie di condensazione si formano in presenza di determinate caratteristiche atmosferiche (umidità relativa > 70%; temperatura < -40 °C; quota > 8000 metri);
- le scie di condensazione permangono nell’aria uno o due minuti, sono corte e non si espandono;
- gli aerei di linea volano a quote superiori gli 8000 metri.

Domande:
- quelle scie al di sotto gli 8000 metri, lunghe, persistenti ore e ore nell’aria… che cosa sono?
- quegli aerei che rilasciano queste scie e che volano al di sotto gli 8000 metri… che tipi di aerei sono?
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categorie: riflessioni, scie chimiche
giovedì, 24 maggio 2007

Crescita dei tumori a livello epidemia: in Italia casi aumentati del 40%
Inchiesta de "L'Espresso".

In Italia la crescita dei casi di tumore è a 'livelli da epidemia'. Lo afferma un'inchiesta del settimanale 'L'Espresso' in edicola domani. Secondo i dati raccolti dalla rivista, rispetto agli anni Ottanta alcuni tipi di tumori sono cresciuti fino al 40%, e gli aumenti riguardano in maniera particolare i bambini.

Questi i numeri dell'inchiesta:
tra il 15 e il 20% in più i casi di linfomi e leucemie; 37% di casi in più nelle donne per i mesoteliomi; aumentano il cancro della mammella (piu' 27%), del cervello (tra l'8 e il 10%) e del fegato (tra il 14 e il 20%).

Ancora più alte le cifre riguardo ai bambini: il confronto tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Novanta mostra, usando come campione la Regione Piemonte, un'impennata del 72% del neuroblastoma, del 49% nei tumori del sistema nervoso centrale, del 23% per le leucemie.

[...]

Dove aumentano i casi di cancro? «In tutta Italia- indica l’articolo- con una concentrazione micidiale in 54 aree che comprendono 311 comuni».

I nuovi casi aumentano costantemente da cinquant'anni', spiega Renzo Tomatis, che ha diretto l'Agenzia del cancro di Lione (Iarc) e che ha passato in rassegna centinaia di sostanze, eleggendone circa 400 al ruolo più o meno certo di cancerogeno ambientale.
Così abbiamo scoperto il collegamento tra pesticidi, che entrano nella catena alimentare di tutti, e tumori della mammella, del sistema nervoso centrale, del pancreas, di linfomi, sarcomi e leucemie.
'Quattrocento sostanze note sono un'inezia, se pensiamo che le sostanze chimiche oggi in circolazione sono circa 60-70 mila, di cui sappiamo ben poco', spiega.

Secondo le stime di Paolo Crosignani, epidemiologo dell’Istituto dei tumori di Milano, nel capoluogo lombardo «dei circa 900 tumori al polmone all’anno, più di 200 sono da attribuire alle polveri generate dal traffico e dai riscaldamenti- riferisce l’Espresso- ma il rapporto più allarmante è stato presentato l’anno scorso dall’Ufficio ambientale dell’Organizzazione mondiale della sanità di Roma, che nelle 13 città più grandi d’Italia ha stimato 8 mila morti all’anno per gli effetti cronici dell’inquinamento atmosferico, di cui una parte non irrilevante viene giocata dai tumori ai polmoni (750 casi all’anno) e alle vie respiratorie, leucemie da benzene e linfomi».

E non c'è solo l'inquinamento chimico.  Le radiazioni sono collegate pressochè a tutti i cancri: dalla mammella allo stomaco, al colon, ai linfomi e leucemie. L'aumento delle leucemie infantili potrebbe essere collegato all'esposizione cronica ai campi elettromagnetici, sia a quelli ad alta frequenza dei ripetitori radiofonici e televisivi, sia a quelli a 50 Hertz delle linee elettriche.

Fonti: noipress.it , radioradicale.it



Breve riepilogo:


- Inquinamento atmosferico.
- Cancro.
- Leucemie.
- Bambini.
- Polveri sottili.
- Tumori ai polmoni.
- Sostanze chimiche sconosciute.

- Morti per inquinamento atmosefrico.
- Inquinamento chimico.
- Inquinamento elettromagnetico.
- Esposizione cronica.
- Alta frequenza.
- Bassa frequenza.


Domande.

I Ministeri dell'aMbiente, della Salute e della Difesa... cosa stanno facendo per salvaguardare la nostra salute e quella dei nostri bambini? NIENTE!

Perché centinaia di aerei militari non italiani volano indisturbati sulle nostre scie spargendo sostanze chimiche nell'aria che respiriamo?

Perché fingere che il problema non esiste? Perchè contiuare ad ignorare il problema e soprattutto ad ignorare NOI ?

Cosa si sta facendo per accertare e assicurarci che quegli aerei non rilasciano alcunché di nocivo? NULLA! Perché ?

Quelle scie (chimiche) sono una realtà.
L'inquinamento atmosferico è una realtà.
Le polveri sottili sono una realtà.
L'inquinamento elettromagnetico è una realtà.
HAARP è una realtà.
I tumori sono una realtà.
L'inquinamento chimico è una realtà.
Le sostanze chimiche collegate ai casi di cancro sono una realtà.
I bambini malati sono una realtà.
Le morti sofferenti sono una realtà.

L'indifferenza delle istituzioni è una realtà.




martedì, 15 maggio 2007

Scie bianche nel cielo: persistenti e a "comando"

Riportiamo altri tre video significativi riguardanti la pesante irrorazione a livello internazionale verificatasi la settimana scorsa.
(Per una migliore lettura del post, i video sono stati ridiminesionati. Cliccare sopra per visualizzarli nelle dimensioni originali.)

- Scie persistenti su Milano, 11 maggio 2007. 3 minuti per ricrodarci l'osceno spettacolo al quale abbiamo dovuto assistere.



- Festa della mamma: auguri da Las Vegas. Ad un certo punto (a partire dal fotogramma 3:44) l'aereo inquadrato non rilascia più la sua scia. Ciò sarebbe molto strano (e impossibile) se si trattasse di una scia di condensazione. Un'interruzione del genere ci porta alla mente le frecce tricolori che tutto sono tranne che scie di vapore acqueo.



- Controllore. Questo video, girato a Sanremo, focalizza l'attenzione su tre importanti punti:

1- Nonostante il rumore di sottofondo, si riesce a sentire il rombo dei motori. Questo è possibile se gli aerei inquadrati volassero a quote di crociera ovvero a circa 8000 metri?

2- Il primo aereo ha due motori ma le sue scie sono tre (fotogramma 00:48). Com'è possibile? Da dove esce la terza scia? Gli aerei di linea hanno forse un piccolo motore sulla coda? O forse si tratta di un'apposita apparecchiatura al fine di erogare sostanze chimiche? E' possbile da due motori fuoriescano tre scie di condensazione? A noi ci sembra molto inverosimile... a voi?

3 - Il primo aereo viene seguito da un Lockheed Martin/Alenia C-27J Spartan (Tactical Transport Systems) (fotogramma 1:38):
versione ordinata dall'Aeronautica militare italiana. E' dotato di una ricca strumentazione che comprende HUD, suite per la difesa passiva contro missile, sonda da rifornimento in volo.



Visionando questi video... possiamo con assoluta certezza affermare che sia tutto normale, che si tratta sempre e solo di scie di condensazione e che le scie chimiche non esistono?

venerdì, 11 maggio 2007

Notizie al TG: prime ammissioni o disinformazione?

Alcune riflessioni.
C'è poco da esultare quando notizie simili iniziano a trapelare dai media ufficiali.
In fondo: c'era da aspettarselo.
Secondo la rindondate disinformazione le scie chimiche non esistono: esse, infatti, parrebbero solo frutto di fantasiose elucubrazioni di certa gente poco raccomandabile che racconta bufale in rete al solo scopo di fare soldi sfruttando l'ineguità della gente.

Per anni si è negato l'esistenza delle scie chimiche.
Per anni si è negato la possibilità di poter modificare il clima.
Per anni si è nascosta la verità.

Il fenomeno, nel frattempo, diventa sempre più dilagante e sono sempre più numerose le persone che si rendono conto che c'è qualcosa che non va.

Cosa fare quindi? Bisogna correre ai ripari.
In che modo? Quando negare l'evidenza non è più sufficiente bisogna passare alla fase 2:  far trapelare notizie false o pseudo-vere.
Iniziano quindi a giungerci due tipi di notizie:

1- per rimediare al cambiamento climatico da noi provocato sarà necessario ricorrere a rimedi drastici. Tra le varie ipotesi prese in considerazione c'è quella di utilizzare sostanze chimiche sparse nell'aria tramite sorvoli aerei.

2- esistono dei progetti in atto per modificare il clima ma essi sono solo ed esclusivamente a scopo benefico. Sono utilizzati solo per ottenere vantaggi. Tra questi progetti è incluso l'uso di sostanze chimiche irrorare nel cielo attraverso sorvoli aerei.

Proviamo ora a chiederci quale sia il vero scopo di queste informazioni. Per anni abbiamo sentito che le scie chimiche non esistono e che non è possibile controllare il clima. Adesso sentiamo che che il clima si può modificare (a fin di bene, ovviamente) tramite aerei e sostanze chimiche.

Non vogliamo essere sospettosi ma...  non è che forse il vero scopo è quello di abituarci all'idea che sia tutto normale ??

Ieri: "Quelle scie che vediamo nel cielo sono soltanto scie di condensazione. E' tutto normale."

Oggi: "La Russia ha modificato le nuvole per non far piovere inseminandole con sostanze chimiche. La NASA ha ipotizzato lo spargimento di sostanze chimiche nell'atmosfera per contrastare il global warming."

Domani:  "Modificare il clima è possibile, controllarlo è necessario per il nostro bene. Il metodo? Aerei e sostanze chimiche!"
mercoledì, 11 aprile 2007

Il pianeta ha la febbre

 

Raffreddiamolo con le scie degli aerei.

Riportiamo alcuni punti salienti degli articoli  pubblicati in questo post.


 

 

 

I rapporti parlano di un abbassamento di luminosità che è impressionante.

 

Si attribuiscono all’oscuramento globale fenomeni quali la desertificazione e la siccità in alcune zone del pianeta. Anche in Italia: siccità spostamento delle perturbazioni invernali, riduzione delle portate dei fiumi ed altre cose.

Gli aerosol nell’atmosfera fanno da nuclei di condensazione per la formazione di nuvole: il cielo diventa sempre più nuvoloso e riflette indietro la luce solare.

 

Sembra che una causa importante di questa riflessione siano le scie degli aerei in alta quota.

 

Un'idea di tale situazione si ebbe durante le tre giornate successive all'11 Settembre 2001 quando, in seguito agli attentati terroristici, il traffico aereo civile fu sospeso nell'intero territorio statunitense. Tale situazione ebbe un effetto immediato sulla luminosità dei cieli nordamericani che apparvero insolitamente nitidi a causa della pressoché totale assenza delle scie generate dagli aerei.

 

L'effetto netto derivante da tale ritrovata luminosità del cielo fu pari ad un incremento medio di almeno 1,1°C delle escursioni termiche giornaliere nell'intero territorio statunitense.

 

L’oscuramento globale potrebbe anche essere una buona cosa dato che l’oscuramento potrebbe contrastare il riscaldamento dell’atmosfera dovuto all’aumento di gas serra.

 

Secondo il modello GISS della NASA, il global dimming avrebbe ridotto il “solar forcing” a fronte di un incremento causato dall'effetto serra, bilanciandone, dunque, gli effetti per ben il 45,6% del totale.

 

Potremmo essere condannati a continuare ad inquinare l’atmosfera per evitare danni peggiori.

 

Se l’oscuramento, come sembra, tende a raffreddare il pianeta ma ciononostante osserviamo un riscaldamento, questo vuol dire che l’effetto della CO2 è molto più intenso di quanto i modelli ci avessero indicato fino ad ora.

 

Fenomeno di segno opposto il cui effetto andrebbe a sommarsi a quello dell'effetto serra rischiamo, perciò, di trovarci di fronte ad scenario nel quale entrambi i fattori spingono nella stessa direzione.


Viviamo in un equilibrio assai precario fra due fattori contrastanti, uno di riscaldamento e l’altro di raffreddamento. Se uno dei due dovesse prendere il sopravvento saremmo nei guai. In particolare, la riduzione rapida dell’inquinamento atmosferico potrebbe, paradossalmente, fare più danni di quanti ne rimedi, causando un riscaldamento globale disastroso.

 

L'enorme beneficio sociale, in termini di riduzione dell'incidenza delle malattie dell'apparato respiratorio, derivante dalle politiche di lotta all'inquinamento pesante, nasconderebbe dunque una insidioso risvolto in un contesto nel quale lo spettro del global warming si fa sempre più minaccioso.

 

Bisogna fare attenzione quando si leggono questo tipo di notizie. Bisogna sempre chiedersi: cosa ci vogliono far credere? Dove vogliono arrivare?

La risposta in questo caso è: ci vogliono far credere che se il clima sta aumentando la colpa è solo nostra, che siamo in una situazione di equilibrio precario, che c’è forse ancora qualche piccola possibilità di salvezza attuando determinate situazioni drastiche, ma dovremmo pagarne il prezzo.

 

Non ci credete? Proviamo a ragionare insieme.

 

 

L’oscuramento globale potrebbe essere una buona cosa in quanto pone resistenza al riscaldamento globale. Poco importa se tale oscuramento avrà ripercussioni sulla vita umana, animale e vegetale, no? Meglio scegliere il male minore.

 

Potremmo essere condannati a inquinare maggiormente. Ma dal momento che la nostra società è proiettata a rispettare sempre più l’ecologia, a utilizzare fonti di energia pulita, a fare la raccolta differenziata, a rottamare le auto con motore Euro1, a promuovere le domeniche ecologiche e le giornate con circolazione a targhe alterne… quale sarà la soluzione? Forse qualcuno, per il nostro bene, penserà di aumentare in qualche modo la produzione di aerosol affinché lo strato di polveri sottili ci salvi dal riscaldamento globale?

 

Se i gas serra prodotti dall’uomo sono la causa del riscaldamento globale e se questi stessi gas serra provocano l’oscuramento solare e di conseguenza una tendenza al raffreddamento significa che siamo in un vicolo cieco.

 

Se non abbassiamo l’inquinamento, l’effetto serra raggiungerà livelli impensabili e sarà difficile rimediare al riscaldamento globale.

Se abbassiamo l’inquinamento con l’intenzione di abbassare il riscaldamento globale, riduciamo lo strato delle polveri sottili che ci riparano dalle radiazioni solari. Di conseguenza, nell’atmosfera penetra più calore e siamo al punto di partenza.

 

Inoltre, le cause del riscaldamento globale imputato all’effetto serra non ha tenuto conto dell’alta contributo di segno opposto (raffreddamento) che ha dato l’oscuramento globale. Ciò implica che i gas serra sono ancora più dannosi di quanto abbiamo immaginato.

 

Quale soluzione quindi? Per diminuire il riscaldamento globale bisognerebbe trovare un metodo che raggiunga contemporaneamente due obiettivi opposti tra loro:

- diminuire l’effetto serra, quindi diminuire l’inquinamento e i gas serra.

- aumentare il raffreddamento globale, quindi aumentare gli aerosol e i componenti gassosi riflettono le radiazioni solari.

 

L’ideale sarebbe trovare dei componenti gassosi che, se irrorati nell’atmosfera, aiutano il raffreddamento globale senza però incrementare l’effetto serra.

 

E in che modo questi componenti gassosi potranno essere liberati nell’atmosfera? Il metodo più semplice sembrerebbe proprio l’utilizzo di aerei e delle loro scie… chimiche.

 

Avendo raggiunto lo scopo principale, per contro, si avrà un oscuramento solare, ma almeno non moriremo di caldo. E’ una questione di scegliere il male minore.

 

Si potrebbe obiettare facendo notare che l’irrorazione di sostanze chimiche nell’atmosfera causerebbero malattie dell’apparato respiratorio e altre patologie (in fondo… se in città non possiamo circolare con la nostra auto Euro 1 perché inquina, chissà quanto male faranno alla nostra salute questi aerei utilizzati per l’irrorazione), ma anche questa volta è una questione di scelta del male minore: qualche tumore in più, malattie, sofferenze e decessi per contrastare “lo spettro del global warming che si fa sempre più minaccioso”.

 

Un'altra conseguenza da non trascurare è la mancanza di pioggia. Infatti, irrorando pesantemente elementi chimici nell’atmosfera, lo strato nuvoloso che si ottiene è composto da nubi che non portano pioggia.

 

Ma non vi preoccupate. Presto l’acqua sarà privatizzata e ce ne sarà per tutti. Basta pagare.

 

 

Altri rovesci della medaglia e altre soluzioni.

 

L’agricoltura ha difficoltà a crescere con una diminuzione di luce solare? No problem: interverranno gli OGM a risolvere il problema.

 

Molti prodotti come ad esempio il riso, saranno destinati a scomparire poiché necessitano di molta acqua? Anche in questo caso, nessun problema: il riso geneticamente modificato che ha bisogno di poca acqua è già in commercio.

 

Con meno luce solare i pannelli solari tanto cari agli ambientalisti non sono funzionanti al 100%? Nessun problema: l’energia nucleare è alle porte

 

 

giovedì, 29 marzo 2007

Il global dimming e previsioni future



Charlie Brown:

"Ogni tanto penso cosa succederebbe se il sole dovesse spegnersi. Sono prospettive inconcepibili, se  provo a pensarci la mente tende a vacillare... E tu cosa pensi?"

Linus:

"Che farebbe freddo."

 

 

Oscuramento globale (global dimming) (Fonte)

La presenza delle polveri inquinanti in atmosfera sta pian piano oscurando il nostro cielo ! 

Il fenomeno osservato e studiato da circa 20 anni da diversi gruppi di ricerca, ci indica che a scala globale abbiamo subito una riduzione della radiazione solare giunta al suolo del 3-6% in 30 anni, che sale a 5-10% di riduzione nell'emisfero nord, percentuali apparentemente basse ma in realtà alte. Molto più gravi diventano i dati particolareggiati che evidenziano addirittura un calo dal 1950 del 22% in Israele, 9% in Antartide, 10% negli Stati Uniti, 30% in Russia per toccare il record del 37% ad Hong Kong. 
Italia, Germania, Polonia, Austria, Ungheria hanno avuto una riduzione media del 10%, minima invece quella di Spagna, Portogallo, Grecia e Nord Africa.  

Le parole “oscuramento globale” fanno intuire già che al suolo arrivi meno radiazione solare del "normale", fenomeno che quindi aumenta all'aumentare dell'inquinamento.

A rincarare la dose c'è poi un secondo importante fenomeno rappresentato dalla riflessione delle nubi. Come sappiamo le nubi per potersi formare necessitano di nuclei di condensazione su cui appunto possa condensare il vapore acqueo presente nell'aria. I nuclei di condensazione o aerosol non sono altro che polvere, polveri inquinanti e sale marino (salsedine). Visto che le polveri da inquinanti sono maggiori, aumenta la possibilità di formazione delle nubi aiutata anche dall'effetto serra che fornisce maggiore energia.

Oltre alla maggiore presenza di nubi, quella che cambia è anche la "qualità" delle nubi stesse. Formandosi con forte presenza di aerosol, risultano essere costituite da molte più goccioline di acqua che sono però di più piccole dimensioni rispetto al "normale", caratteristiche che ne conferiscono una maggiore riflessività e una minore attinenza alle precipitazioni.  

Arrivati a questo punto comincerete giustamente a fare delle riflessioni e porvi delle domande.

In questi ultimi decenni il riscaldamento globale dovuto all'effetto serra tende a crescere nonostante l'effetto raffreddante del global dimming.

Per ovviare al problema dell'effetto serra si sta tentando di diminuire l'inquinamento ma se l'inquinamento dovesse diminuire, verrebbe meno l'effetto raffreddante. La temperatura allora aumenterà ancora più velocemente? Che facciamo allora, ci teniamo l'inquinamento ?

E gli studi fatti fino ad ora con modelli climatici impostati su dati di partenza non del tutto corretti? Dovremo ritoccare verso l'alto il potere riscaldante dell'anidride carbonica e dell'effetto serra visto che gli era stato attribuito un valore che in realtà era mitigato?

 

Proviamo a ragionare e cerchiamo di capire che cosa, con questo tipo di notizie, vogliono indurci a pensare.

Ci viene detto che esiste l’effetto serra, causato dalle nostre cattive abitudini.
Ci viene detto che l’effetto serra provoca il riscaldamento globale.

Ci viene detto che esiste un effetto opposto, chiamato effetto raffreddante.
Ci viene detto che tale effetto è dovuto agli aerosol, sia di origine naturale (eruzioni vulcaniche in primis) sia di origine antropica (inquinamento causato dall’uomo).

Ci viene detto che il riscaldamento globale continua ad aumentare nonostante l’effetto raffreddante lo contrasti. 

Ci viene detto che per contrastare il riscaldamento globale dobbiamo diminuire l’effetto serra, quindi l’inquinamento atmosferico.

Ci viene detto che diminuendo l’effetto serra, ovvero lo strato di aerosol, entra nell’atmosfera maggior radiazione solare e quindi diminuisce l’effetto raffreddante. 

Ci viene detto, che in questo modo il riscaldamento globale continuerà ad aumentare, con tutte le conseguenze del caso.

Ci viene ribadito più volte che siamo in una situazione preoccupante.
Ci viene trasmessa la paura della siccità e delle temperature in continuo aumento.  

Quale soluzione?
Come possiamo ripararci dal pericolo imminente del global warming?

Pensateci bene… cosa fate quando siete in città, alla fermata dell’autobus ad esempio, e c’è un sole che spacca le pietre? Cosa fate pere ripararvi dal sole quando in estate camminate per strada in pieno pomeriggio? Cosa fate per ripararvi dal sole quando siete in spiaggia o in montagna e avete caldo?
Risposta: cercate l’ombra. 

Quindi, quale sarà mai la soluzione tanto brillante che ci verrà proposta quando soffriremo caldo e sete?
Risposta: global dimming, ovvero oscuramento globale.
Quale sarà la nostra reazione? Ovviamente accetteremo senza ribellarci in quanto saremo talmente disperati da accettare qualsiasi soluzione estrema pur di vivere in un ambiente meno ostile.

E in quale modo verrà messo in atto questa soluzione? In quale modo si penserà di oscurare il sole?  

In alcuni giornali già si leggono delle ipotesi simili. Un esempio è un articolo pubblicato sul Guardian (se ne è parlato in questo post) mentree due esempi più recenti sono un articolo apparso su Focus di Aprile  e un altro sul Sunday Times.

Queste notizie non ci ricordano qualcosa? Qualcosa che sta già accadendo da diversi anni? Qualcosa come aerei (principalmente militari) che sorvolano i nostri cieli rilasciando sostanze chimiche con proprietà igroscopiche e riflettenti? 

A questo punto… non ci viene il dubbio che forse è già tutto pianificato?

Tra poco ci verranno a raccontare che le polveri sottili fanno bene poiché aumentando l’effetto coprente (quindi il global dimming) ci proteggono dai raggi solari e dal calore e ci aiutano a contrastare il riscaldamento globale, il quale ovviamente è tutta colpa nostra.

Tra poco ci verranno a dire che le polveri sottili fanno bene?
Tra poco? Ops… è già stato detto!  (Link)

Tra poco ci verranno a dire che le scie degli aerei fanno bene perché contribuiscono al raffreddamento del clima.
Tra poco ci verranno a dire che le scie degli aerei fanno bene?
Tra poco? Ops…  è già stato detto. (Link
)

Teniamoci pronti. Tra poco ci diranno che quegli aerei che irrorano sostanze chimiche (molto diverse dalle scie di condensa) ci salveranno dal riscaldamento globale.
Questo ancora non è stato detto, ma lo sentiremo presto. 

A quel punto, starà ad ognuno di noi abboccare a tutte le notizie che ci passeranno per assolute verità oppure ragionare con la propria testa.

Quando sentiamo parlare di global warming, global dimming, effetto serra, cause ed effetti degli aerosol, soluzioni per salvare il clima… prima di accettare tutto per veritiero… fermiamoci a riflettere.

mercoledì, 28 marzo 2007

18 Marzo 2007 from

Per arrestare il cambiamento climatico, alcuni scienziati hanno proposto delle soluzioni apparentemente bizzarre.


Nel novembre 2006 centinaia di scienziati si sono riuniti ad un congresso organizzato dalla NASA, per discutere sul cambiamento climatico in corso e per proporre soluzioni utili a salvare il pianeta.

Lo scienziato James Lovelock ha affermato che “potremmo considerarci fortunati se appena il 20% di noi sopravvivrà all’imminente disastro climatico. Abbiamo superato il punto di non ritorno, un punto in cui la civilizzazione è minacciata da sé stessa e non possiamo che incolpare la nostra ignoranza e la nostra avidità”.

Secondo Lovelock, se esiste una speranza per l’umanità questa risiede nell’uso di tecnologie radicali al fine di contrastare i gas serra che stanno alterando il nostro clima.

Lovelock è celebre per il sostegno dell’energia nucleare come soluzione al taglio delle emissioni di carbonio, ma la sua ultima proposta è un qualcosa di ancor più radicale: un programma globale per inquinare l’atmosfera con i composti solforati. Tali composti favorirebbero una maggior riflessione della luce solare e di conseguenza il pianeta si raffredderebbe.

“Potremmo adattare gli erogatori di zolfo sopra gli aerei di linea del mondo. In questo modo, durante i loro viaggi, gli aerei potrebbero attenuare le emissioni di carbonio del mondo.”

Roger Angel, professore di astronomia dell’Arizona University, ha proposto di lanciare nello spazio una serie di navi spaziali riflettenti in modo da ostruire una parte di luce solare.

Un altro scienziato, invece, ha proposto una flotta di grandi yatchs che spruzzerebbero l’acqua di mare nell’aria, generando così delle nubi supplementari per riflettere la luce solare nello spazio.

Sebbene siano diverse tra loro, tutte queste proposte hanno in comune un’idea di fondo:se l’umanità ha la capacità, anche se involontaria, di riscaldare il pianeta, allora forse si potrebbe trovare una soluzione per raffreddarlo.

Roger Angel ha affermato che “la geo-ingegneria” rimane l’ultima soluzione alla quale dover ricorrere, ma potrebbe essere la salvezza per il mondo”.

“La soluzione ideale è che l’uomo, in primo luogo, dia un taglio alle emissioni di carbonio e smetta di scaldare il mondo. Ma se giungiamo al punto in cui il clima terrestre continua ad aumentare senza sosta, allora dovremo considerare altre misure per quanto estreme possano sembrare”.

La proposta delle navi spaziali riflettenti taglierebbe del 2% la radiazione solare che raggiunge la terra. Secondo le stime di Roger Angel, la cui ricerca è finanziata dalla NASA, questa operazione costerebbe “pochi trilioni di dollari, poco meno dello 0.5% del PIL del mondo.”

“Se la Groenlandia si scioglierà allora i danni causati dall’innalzamento del livello del mare saranno ben maggiori. Perciò, tali progetti potrebbero essere un buon investimento”.

Paul Crutzen, ex professore della scienza dell'oceano al Scripps Institution of Oceanography in California, ha dedicato vita e lavoro alla lotta contro l’inquinamento. Ora desidera invertirlo per affrontare la minaccia ben più grande quale il cambiamento climatico. Nel ’95 ha vinto il premio Nobel per la ricerca sui funzionamenti dello strato d’ozono. Ha contribuito a spingere i governi a bloccare l’uso dei clorofluorocarburi (CFC) e altre sostanti inquinanti, compresi i solfati, che stavano attaccando lo strato di ozono.

Nel ’91, l’eruzione del vulcano Pinatubo nelle Filippine ha causato l’emissione di tonnellate di zolfo nella stratosfera. Nei due anni successivi si è riscontrato un abbassamento della temperatura terrestre di circa 0.6°C, paragonabile con l’aumento di 0.7°C attribuito ai gas serra.

Crutzen è convinto che l’umanità potrà salvarsi dal cambiamento climatico replicando gli effetti di una grande eruzione vulcanica e suggerisce il lancio nella stratosfera di centinaia di palloni aerostatici in grado di trasportare una tonnellata di zolfo ciascuno.

Lo zolfo è la causa delle piogge acide e dell’assottigliamento dello strato d’ozono, problemi ai quali lo scienziato ha dedicato la sua carriera. La proposta dei razzi che spargono tonnellate di zolfo nell’atmosfera spinta dal desiderio di “pulire l’ambiente perché l’inquinamento non è sano, ma questo stesso inquinamento raffredda anche la Terra riflettendo la radiazione solare nello spazio”.

Stephen Salter, ingegnere marino e professore di Enginnering Desing presso l’Edimburgh University, ha invece proposto, come soluzione alla diminuzione della quantità di luce, delle navi spara nuvole. Una flotta di yachts pomperebbero le particelle fini dell’acqua marina nell’aria, generando nubi che rifletterebbero i raggi del sole.

“Secondo i nostri calcoli, un incremento del 3% della quantità di luce riflessa sarebbe sufficiente per neutralizzare il riscaldamento globale causato dai gas serra”.

Tali programmi di geo-ingegneria sollevano tutti i generi di problemi. Come verrebbero  costruiti ed alimentati senza generare ulteriore anidride carbonica? Quali saranno gli effetti collaterali?

Altri ricercatori stanno cercando le soluzioni più naturali, come nutrire i microrganismi che “mangiano” l’anidride carbonica.

Craig Venter, lo scienziato americano non conformista che ha contribuito a spezzare il genoma umano, prevede di generare ampie colonie di batteri e di altri microbi capaci di ripulire l’atmosfera dai gas serra quali l’anidride carbonica e il metano, e forse persino capaci di convertire le sostanze inquinanti in etanolo, che può essere usato come combustibile.

“I microbi sono responsabili della creazione e mantenimento dell'atmosfera della terra. È importante capire il ruolo e la funzione di questi organismi per assicurare la sopravvivenza del pianeta e della vita umana su esso. È chiaro che abbiamo cominciato soltanto a graffiare la superficie per capire il mondo microbico.”.

I critici dell’approccio della geo-ignegneria ritengono che esso sia guidato in gran parte dalla politica americana piuttosto che della scienza pura. 

“I progetti come i satelliti riflettenti o gli aerei di linea che riversano solfati nell’atmosfera sembrano interessanti, ma in realtà sono solo ridicoli”, ha detto David Lee, professore di chimica al Metropolitan Manchester, il quale sostiene che il metodo migliore per contrastare il cambiamento climatico è la riduzione delle emissioni di carbonio.

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Pensandoci bene, però, alcune di queste soluzioni più che fantasiose ci appaiono ben reali. Vediamo ogni giorno aerei che rilasciano scie di chissà quali sostanze. Sappiamo che non sono scie di condensa e sappiamo che la maggior parte dei velivoli che le rilasciano non sono aerei di linea.

Ciò che non conosciamo è il motivo del loro utilizzo ma adesso sappiamo come ben presto verrà giustificato.

L’uomo è un animale avido e ignorante ed è solo sua la colpa se il clima sta cambiando irreversibilmente. Poiché ha inquinato senza pudore e causato l’effetto serra e l’allargamento del buco di ozono, non avrà il diritto di obiettare quando gli verrà presentato il conto: o accetti una soluzione estrema per rimediare a ciò tu che hai provocato oppure sarai destinato a morire, cosa scegli?

Questo, in poche parole, è il messaggio che ci stanno trasmettendo a piccole dosi. Attraverso i media ufficiali veniamo bombardati da notizie che riguardano gli effetti del cambiamento climatico, delle sue cause (ovvero delle nostre cattive abitudini) e delle probabili soluzioni per risolvere il problema. Soluzioni purtroppo estreme ma come si dice… a mali estremi, estremi rimedi.

Fonte

martedì, 27 marzo 2007

Global Dimming

Il global warming è il riscaldamento globale, ovvero l’aumento della temperatura terrestre. Sentiamo parlare di caldo e cambiamenti climatici quasi tutti i giorni.

Ma c’è un altro fenomeno che è collegato al cambiamento climatico in corso: il global dimming, ovvero l’oscuramento globale.

Ecco un articolo interessante tratto da ilprofessorechos:

Parlare di global dimming è come rimescolare le carte sulle tante ipotesi che animano studiosi e scienziati di tutto il mondo impegnati a studiare le diverse tesi sulle conseguenze derivanti dalle emissioni inquinanti nell'atmosfera e dal global warming .

Ma se sappiamo abbastanza del riscaldamento del globo (un grazie va anche ad Al Gore), cosa
sappiamo del global dimming, vale a dire, dell'oscuramento Globale?

Poco o niente. Allora, proviamo a saperne di più!

Il termine global dimming fu coniato nel 1986 da un ricercatore nipponico in un primo rapporto sull'oscuramento globale ed è singolare che non sia mai emerso in uno dei tanti dibattiti sull'effetto serra e sul riscaldamento del pianeta.

Tuttavia, il global dimming conta diversi sostenitori, divenendo, specie nell'ultimo anno, un argomento assai dibattuto dai giornali e nei forum su Internet in lingua inglese che si occupano di cambiamenti climatici.

Nel nostro Paese il termine “oscuramento globale” (global dimming) è poco noto.

Global dimming, global warming, buco dell'ozono sono tutti elementi che si tengono in equilibrio tra di loro per non compromettere la salute del  pianeta.

I rapporti stilati sull'argomento parlano di un abbassamento di luminosità sulla superficie terrestre, impressionante, in alcune zone del mondo.

Tuttavia, questo effetto sembra non abbia nulla a che vedere con la luminosità del sole, la quale rimane costante, o tutt'al più soggetta a minime variazioni. Così pare che cambiamenti climatici, tanto massicci specie nell'emisfero Nord, "possono essere soltanto spiegati come dovuti alle particelle emesse dalla combustione degli idrocarburi che formano un aerosol nell’atmosfera".

Oltre ad immense quantità di gas serra immesse nell'atmosfera, si trovano infatti forme d'inquinamento più solide, le quali generano una grande quantità di pulviscolo atmosferico.

Si tratta di minuscole particelle sospese, risultate, appunto, dalle attività umane, le quali oltre a riflettere direttamente una parte della radiazione solare, fungono da nuclei di condensazione per le molecole di acqua e poiché la riflessività delle nubi dipende dall'area delle goccioline, queste nubi inquinanti sono più riflettenti di quelle non inquinate (tante  piccole goccioline hanno un'area più grande che di quelle grandi), contribuendo, in tal modo, a generare una maggior nuvolosità, riducendo così la quota di radiazione solare che raggiunge la superficie del pianeta durante le ore diurne.

Da ciò ne consegue che ad essere penalizzata da un calo della radiazione solare è l'agricoltura, poichè la carenza di luce condizionerebbe molto la produzione agricola e la crescita vegetale in genere.

E se il sale del mare ed i composti solforati naturali emessi dal plancton sono importanti per la formazione delle nubi, lo sono anche le emissioni vulcaniche; tuttavia, stando ai risultati di un esperimento condotto sull'Oceano Indiano , sembra che esse siano transitorie rispetto agli effetti derivanti dalle particelle antropogeniche (!)  nell'atmosfera, che a quanto pare dominano gli effetti naturali.

Inoltre - ma questo lo diciamo sottovoce - sembra che il Global dimming possa ripercuotersi in maniera seria sulla salute umana.


E perché mai l’oscuramento del cielo dovrebbe causare problemi alla salute umana?

La luce solare è forse fondamentale per la nostra vita e per gli esseri viventi, della Terra? All’uomo, agli animali e ai vegetali serve forse la luce del sole per sopravvivere?

Cerchiamo di capire.

Si è scoperto che, in alcune zone del mondo,  negli ultimi anni si è registrato un abbassamento di luminosità impressionante.

Questo abbassamento di luminosità è dovuto dall’aerosol: particelle, pulviscolo atmosferico, inquinamento.

Queste particelle fungono da nuclei di condensazione per le molecole d’acqua, ovvero formano delle vere e proprie nubi inquinanti.

Queste nubi inquinanti, essendo maggiormente riflettenti, riducono l’assorbimento della radiazione solare. Meno luce significa danni all’agricoltura e alla salute dell’uomo e degli essere viventi in generale.

Queste nubi hanno, inoltre, una minor concentrazione di vapore acqueo. Quindi sono nubi che ricoprono il cielo ma che non portano pioggia.  Avete presente lo strato nuvoloso che si forma dopo la formazione di decine e decine di scie bianche degli aerei? Ecco: queste nubi inquinanti sono proprio come quelle create dalle scie degli aerei: inquinanti, che ricoprono il cielo e che non portano pioggia.

Possiamo quindi riscontrare i primi effetti di quelle strane scie che vediamo nel cielo: inquinano, ci privano della luce solare, non incentivano la pioggia.

Concludiamo con una riflessione. Senza considerare il cosiddetto “colpo di coda dell’inverno” degli ultimi giorni, dall’inizio dell’anno ad oggi:

- quante giornate di sole e cielo completamente sereno ci sono state? Poche.
- quante giornate con cielo coperto? Quasi tutte.
- quante giornate di pioggia? Quasi nessuna.

Se poi consideriamo che le giornate di cielo nuvoloso corrispondono con le giornate in cui il cielo si è riempito di scie… a quali conclusioni possiamo quindi giungere?

domenica, 25 marzo 2007

Gli insetti siamo noi?

Questo video ci fa riflettere su quanto le nostre vite possano essere poco importanti.
Il paragone con gli animali che vivono nel prato coperto dal cemento è molto azzeccata
.



http://christmanlandscaping.blogspot.com
venerdì, 23 marzo 2007

Auto pulite dopo la pioggia??


In seguito al post di ieri sulla Giornata Mondiale dell'Acqua e al post dove abbiamo pubblicato il video della conferenza “Acqua” tenutasi a Cuneo, abbiamo ricevuto un’e-mail da parte di un partecipante all'evento. 

Con l'autorizzazione dell'autore, ne riportiamo una parte:

 [..]

Alla conferenza si è parlato delle varie problematiche riguardanti l’acqua, di siccità delle previsioni future considerando il cambiamento climatico in corso, di risparmio idrico e di come cambieranno le nostre abitudini, di metodi d’irrigazione ottimizzata e di agricoltura alternativa.

La prima parte, riguardante il cambiamento climatico e il riscaldamento globale, è stata presentata dal signor Mercalli, il quale ha spiegato in maniera chiaro ed esaustivo quali sono i cambiamenti in corso e cosa ci riserverà il clima nel nostro prossimo futuro. Secondo Mercalli il futuro del nostro pianeta dipende in gran parte da noi e dalle nostre abitudini. Se il problema della siccità continuerà ad avere dimensioni sempre maggiori, in un futuro non troppo lontano non potremo più permetterci, ad esempio, di sprecare litri e litri di acqua per lavare la nostra auto.

La sua esposizione, durata circa venti minuti, è stata molto interessante ma durante il dibattito, dopo un intervento di una persona in sala, una sua risposta mi ha lasciato del tutto sconcertato. Riguardo il discorso di risparmio idrico, il signor Mercalli ha affermato: “Io ad esempio, per risparmiare acqua, non lavo la mia auto da otto mesi. La lascio fuori e si lava con la pioggia quando piove.”.

E si pulisce per bene?

Quante volte, dopo aver rimandato per settimane, decidiamo di lavare la macchina e dopo poche ore piove? A chi non è mai capitato? Qual è la nostra reazione? Io, personalmente, mi arrabbio, poiché la poggia di solito, invece di pulire la carrozzeria, la sporca ulteriormente. 

Mi sono subito chiesto (e come me, molte altre persone presenti in sala): "com’è possibile che l’auto di Mercalli, invece di sporcarsi, diventa pulita?".

L’unico caso in Italia, forse.

 [..]


In effetti…

Ecco un esempio di come diventa pulita un’auto dopo che ha piovuto:

 
- Foto inviata da un amico -

 

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