Scie bianche nel cielo... che cosa sono?

Scie chimiche o scie di condensazione?

TorinoScie

Utente: TorinoScie

- Cosa sono quelle scie bianche?
- Quali scie bianche?
- Quelle lassù, nel cielo!
- Ah… ma non sono le scie degli aerei?

Il cielo su Torino


Per capire meglio

Secondo le definizioni tratte da pubblicazioni di enti come l’EPA o la FAA una scia di condensazione consiste fondamentalmente di vapore acqueo, immesso nell’atmosfera dagli scarichi caldi di un motore in quantità sufficiente a saturare, una volta a contatto con l’aria fredda d’alta quota, e condensarsi momentaneamente in cristalli di ghiaccio o goccioline d’acqua.

Di norma queste scie si formano soltanto dagli 8.000 metri in su, con temperature inferiori ai -40 °C ed umidità relative non inferiori al 70%. Le scie di condensazione si dissipano mediamente in una cinquantina di secondi, o al massimo qualche minuto.

Il blog

Quindi, se non sono scie di condensazione... quelle scie bianche cosa sono?

Questo blog raccoglie foto e video che testimoniano la presenza di scie bianche sulle nostre teste.

Osserviamo il cielo: che cos'è ciò che vediamo?

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giovedì, 30 agosto 2007

La terza scia chimica
postato da: TorinoScie | link | commenti (4)
categorie: video, scie chimiche
martedì, 28 agosto 2007

Scie chimiche nel cielo di Venezia


"Oggi, sabato 25 agosto 2007, è uno di quei giorni in cui l'attività delle aerocisterne che scaricano le loro porcherie è al massimo. Uno di quei giorni frenetici in cui viaggiano senza sosta e in cui le scie sono lunghe decine di chilometri e anzichè dissiparsi, si allargano sempre più rendendo il cielo coperto di una nuvolosità che di naturale non ha proprio nulla. Il cielo, spaventa a guardarlo.

Hanno iniziato molto presto, tra le 8:30 e le 9 era già uno sfacelo di scie, incroci e nuvole lattiginose.
Qui sotto potete vedere un paio di minuti ripresi durante quella mezz'ora.




Il piccolo montaggio è utile per notare alcune cose:

1) Il fenomeno di rifrazione (da non confondere con l'arcobaleno provocato dalle goccioline d'acqua in sospensione) in cui alcune zone nuvolose si illuminano come fari riflettendo la luce del sole con tonalità multicolore che vanno dal verde rame al viola (chiaramente visibili attraverso lenti polarizzate). L'effetto "specchio" è dovuto a particelle metalliche che rimandano anche le tonalità particolari di colore.

2) Le nuove scie tracciate appena al di sotto del manto nuvoloso creato dalle precedenti scie sul quale si proiettano lunghe ombre scure

3) una scia che si sta allargando sfilacciandosi e aumentando il proprio volume anzichè dissiparsi e che non presenta alcuna caratteristica riconducibile ad una comune scia di condensazione.

4) Uno degli aerei che grazie ai punti di riferimento presenti (una gru) si vede benissimo che non sta certo volando a 8000 metri... Anzi, è piuttosto basso.

5) Lo stesso aereo che in precedenza aveva interrotto la scia per un breve tratto... superata la Gru la interrompe nuovamente... Procede senza scia per un pò... E alla fine riprende copiosamente. Da quando le scie di condensazione sono controllate nell'emissione come i fumogeni degli aerei?

Ma non finisce qui... Secondo voi, se uno potesse vedere Venezia e l'Italia dal cielo in questo stesso momento, invece che da sotto la cappa... Che cosa vedrebbe?

Esattamente questo:




Ricordatevi di aggiungere due ore (una di norma più l'ora legale) all'orario visualizzato dal satellite e avrete l'ora esatta della foto, la data come vedete è di oggi.

Beh? Che ne dite? Simpatico vero? Sembra che oggi le "Scie di Condensazione" siano visibili soltanto nel Nord Italia, dove, a giudicare anche dal traffico, ci sono parecchi pendolari che hanno però disertato il centro. Un vero ingorgo tutto concentrato. Forse è per questo che immagini simili non vanno più in TV alle previsioni del tempo, che gli racconti alla gente? Che la pioggia, sempre ammesso che arrivi, è la pipì di tutti i passeggeri di quel putiferio di voli che ha scelto di circolare sopra Venezia e parte del Nord Italia?

Beh! Facezie a Parte ho pensato una cosa. Dato che le "Scie Chimiche non esistono e che tutto ciò che si vede altro non è che la normale condensazione etc. etc. etc.

Vorrei fare un appello a piloti e metereologhi, non credo che me lo negheranno visto che si tratta di  rendere giustizia alla verità; vorrei che partecipaste numerosi alla firma di una dichiarazione.

Io sottoscritto.................... Dichiaro di aver preso visione del filmato e della foto satellitare pubblicati in questo articolo. Alla luce di quanto visto. In base alla mia esperienza d pilota/metereologo dichiaro:
che la nuvolosità del cielo è assolutamente normale
che le scie visibili sono normali scie di condensazione provocate dal normale traffico aereo
che l'aereo visibile nel filmato sta volando a 8000 metri o più
Che l'aereo visibile nel filmato rilascia una normale scia di condensazione e che le caratteristiche di lunghezza persistenza e formazione di tale scia con le interruzzioni e le riprese fanno parte della normale formazione di una scia di condensazione.
Che oggi su Venezia c'era traffico (vabbè questa potete lasciarla perdere)

In fede.......... Firma..........


Nei miei sogni c'è un gigantesco pacco di queste dichiarazioni firmate... Sarebbe tranquillizzante poterlo tenere tra le mani no?

nel tempo che avete impiegato a leggere questo articolo e visionarne i contributi, non meno di 40 aerei hanno continuato a transitare da tutte le direzioni e ormai il cielo è totalmente coperto da una schifosa patina plumbea; del resto, la foto satellitare parla da sola.


Fonte: luogocomune.net
giovedì, 23 agosto 2007

Scie chimiche nel cielo di Terni

Da non perdere i commenti dell'autore :)


La serie completa dei video di scie chimiche su Terni del 18 Agosto 2007 (da ora-basta.myblog.it):

http://www.youtube.com/watch?v=IuKauZIObZM  prima parte

http://www.youtube.com/watch?v=KXHZaqEC6z4  seconda parte

http://www.youtube.com/watch?v=JwpsBVIPsQc    terza parte

http://www.youtube.com/watch?v=VB0j78e64UE   quarta parte

http://www.youtube.com/watch?v=KTZ2kJ7vqgk   quinta parte

http://www.youtube.com/watch?v=hPFxfS0vb6g    sesta parte

http://www.youtube.com/watch?v=H0FpzqcUt6A    settima parte



mercoledì, 22 agosto 2007

Simpatico video di sensibilizzazione sulle scie chimiche



L'autore scirve:
"
Le scie chimiche non sono quelle che si fa il topolone. Sono le scie che rilasciano certi aerei e sono presenti nei nostri cieli quasi ogni giorno!

Non facciamo come la pupa che nemmeno si accorge cosa avviene sopra la sua testa: alziamo lo sguardo al cielo e cerchiamo di capire cosa sta accadendo!

Per saperne di più: http://www.sciechimiche.org

Video realizzato da
http://www.oneskyfriends.splinder.com
"
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categorie: spot, video, scie chimiche
domenica, 19 agosto 2007

Il cittadino chiama... il N.O.E. risponde (?)



Qui l'articolo riferito al video.
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categorie: italia, video, scie chimiche
giovedì, 16 agosto 2007

Nom ditemi che queste sono scie di condensazione!!

Un aereo...


... e la sua scia


Scia chimica o scia di condensazione?




Semplice vapore acqueo?





Le immagini di scie chimiche sopra riportate sono ostate prelevate da questo video:

martedì, 14 agosto 2007

Le scie chimiche e l'Informazione

Prima vi ridicolizzano;
poi vi condannano;
poi vi dicono che hanno sempre saputo che avevate ragione.


Video tratto dall'articolo  "Informazione e scie chimiche" di CieliAzzurri.
sabato, 11 agosto 2007

Scie chimiche su Torino

venerdì, 10 agosto 2007

Scie non persistenti

Da circa due mesi non si vedono più lunghe scie chimiche persistenti. Al loro posto è possibile  scorgere delle scie molto più corte e di breve durata, più facilmente confondibili con le scie di condensazione.  Le quote sono molto più alte del solito ma le aerovie sono sempre le stesse. Per via della loro breve permanenza è possibile scorgerle soltanto in corrispondenza del passaggio dell'aereo.




Se non vediamo lunghe scie chimiche, quindi, non significa che i tankers abbiano smesso di irrorare sostanze chimiche. Qualche giorno fa, ad esempio, siamo stati in grado di contare ben 6 scie piccole e brevi nello stesso istante.

L'effetto delle scie chimiche lunghe e persistenti lo conosciamo bene: il cielo viene coperto da uno strato bianco e lattiginoso. L'effetto delle scie chimiche corte e brevi, invece, è meno evidente: il cielo apparentemente rimane limpido ma il suo colore è di un azzurro innaturale.




Questa cappa, inoltre, è possibile osservarla anche dalle foto satellitari:



Se fossero scie di condensazione... sarebbe possibile tutto ciò?
mercoledì, 08 agosto 2007

Scie chimiche in televisione

Video segnalato da CieliAzzurri
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categorie: video, scie chimiche
lunedì, 06 agosto 2007

Le scie chimiche non esistono: sono soltanto scie di condensazione!

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categorie: spot, scie chimiche
domenica, 05 agosto 2007

Il progetto R.F.M.P. (The R.F.M.P. project)

Fonte del video e dell'articolo sotto riportato: sciechimiche-zret
Sempre più spesso vengono segnalati elicotteri neri privi di contrassegni che evoluiscono sopra i centri abitati anche a quote relativamente basse. Gli elicotteri, dotati di strani congegni, sono osservati soprattutto dopo massicce irrorazioni chimiche.

Molti si chiedono quali possano essere i motivi di questi voli, in aree in cui non erano mai stati avvistati elicotteri militari. Compiendo ricerche nell'ambito della questione relativa alle scie chimiche, i cui scopi sono molteplici, essendo le chemtrails un'arma polivalente, crediamo di poter spiegare almeno una delle ragioni per cui questi aeromobili sorvolano spesso le zone urbane e rurali.

Esiste un progetto della Marina militare statunitense denominato RFMP, ossia "Pianificatore delle frequenze radio di missione". RFMP è il nome di sistema dato ad un gruppo di programmi informatici. Uno dei sottoprogrammi, nell'ambito di tale sistema, è il VRTPE che consente di osservare su un monitor il campo di battaglia in una configurazione tridimensionale. Il sistema RFMP dipende dai satelliti per ricavare e caricare le immagini del terreno di combattimento, per poi combinarle con l'immagine ripresa a terra, producendo così rappresentazioni tridimensionali. Il sistema RFMP funziona adeguatamente solo sull'acqua e lungo le linee di costa, ma non sulle masse terrestri, perché il radar per operare al meglio, ha bisogno di condizioni atmosferiche particolari. I militari hanno risolto questo problema, impiegando squadriglie di aerei che rilasciano nell'atmosfera una miscela di sali di bario, così da creare un canale per le frequenze radio. Ciò produce un ambiente adatto alla trasmissione di onde radio per il sistema RFMP/VTRPE. Questa tecnologia è stata usata dalla Marina statunitense sia in Arabia Saudita sia in Iraq."

Sembra quindi di poter concludere che gli elicotteri, attraverso dispositivi ad hoc, riprendono e registrano immagini tridimensionali del territorio. Tracciano mappe di aree, nel quadro di simulazioni belliche, in vista di futuri conflitti? Pare di sì. Vengono realizzate raffigurazioni tridimensionali delle regioni in cui precedentemente sono stati sparsi i sali di bario. Tali regioni appartengono al Nord America, all'Europa, all'Australia, all'Asia...: non vorremmo neanche prendere in considerazione l'agghiacciante ipotesi di un teatro bellico mondiale.

Ulteriori dettagli sul progetto  R.F.M.P.

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categorie: news
mercoledì, 01 agosto 2007

Gli ingegneri del clima

Riportiamo un ottimo articolo tratto da oneskyfriends



"È virtualmente impossible immaginare che le potenze mondiali resisterebbero alla tentazione di esplorare gli usi militari di qualunque potenziale tecnologia di alterazione climatica"




Sulla diffusione del riscaldamento globale, un’idea sta prendendo piede. “Dimenticate tagli nelle emissioni di gas serra”, dicono alcuni scienziati. Cercate un rimedio tecnologico. Riflettere la luce solare nello spazio iniettando nano-particelle riflettenti nell’atmosfera, lanciare specchi in orbita attorno alla Terra. Generare un “termostato planetario”. Che sembri fantascienza è ormai una vecchia storia. Per oltre un secolo, scienziati, soldati e ciarlatani hanno covato progetti per manipolare il tempo ed il clima. Come loro, gli aspiranti ingegneri climatici odierni esagerano pesantemente ciò che è possibile attuare, e a malapena considerano le implicazioni politiche, militari ed etiche nel tentare di gestire il clima mondiale, con potenziali conseguenze ben più grandi di quelle che uno qualunque dei loro predecessori aveva mai dovuto affrontare.

Oltre il chekpoint di sicurezza del National Aeronautics and Space Administration’s Ames Research Center, all’estremo sud di San Francisco bay, un piccolo gruppo si è riunito in novembre per un congresso sull’innocuo argomento di “gestire la radiazione solare”. Il soggetto reale era molto più grande: come salvare il Pianeta dagli effetti del riscaldamento globale. E’ avvenuto un piccolo colloquio fra due dozzine di scienziati ed altri esperti sui costi del carbone, fonti di energia alternativa e qualunque altro metodo usuale. Molti scienziati erano impazienti di discutere tali metodi. Alcuni erano semplicemente sprezzanti riguardo le richieste di cooperazione internazionale, politiche e cambiamenti di stili di vita necessari per frenare le emissioni di gas serra; altri avevano concluso che ai politici e burocrati del mondo non spetta il ruolo di acconsentire o meno su tali riforme, o quanto rapidamente il riscaldamento globale si svilupperà con conseguenze più catastrofiche di quelle previste da numerosi modelli.

Ora  pensano che è tempo di considerare i punti chiave per possedere il controllo del clima, con una rapida soluzione tecnologica per il riscaldamento globale.

…Il fisico Lowell Wood, star del meeting, ha trascorso quarant’anni al Lawrence Livermore National Laboratori,  Università della California; ha avanzato parecchie idee per “riparare” il clima terrestre, compreso lo sviluppo del ghiaccio del Mar Artico da utilizzare come un condizionatore d’aria planetario per “succhiare il calore dal bagno di calore delle medie latitudini”. Un modo “sorprendentemente pratico” per realizzare tutto ciò, disse, sarebbe di usare grandi impianti d’artiglieria per sparare nella stratosfera artica milioni di tonnellate di aerosol di solfato altamente riflettente o di nano-particelle appositamente preparate, per deviare i raggi del sole. Rilasciare fino ad un milione di tonnellate di materiale tramite artiglieria richiederebbe un costante bombardamento, fondamentalmente una “guerra nella stratosfera”. In alternativa, una flotta di B-747 "crop-dusters" potrebbe rilasciare particelle volando continuamente intorno al Circolo Polare Artico. Oppure "un tubo flessibile" lungo 25 miglia potrebbe essere legato ad un aerostato militare per pompare le particelle riflettenti nell'atmosfera.

… Che cosa fare per impedire ad altre nazioni d’intraprendere la modifica unilaterale del clima? Gli Stati Uniti non hanno il monopolio su tali sogni. Nel novembre 2005, per esempio, Yuri Izrael, dirigente dell’“Institute of Global Climate and Ecology Studies” di Mosca, scrive al presidente russo Vladimir Putin per dimostrare la fondatezza di rilasciare immediatamente quantità voluminose di zolfo nella stratosfera per abbassare la temperatura della Terra di un grado o due, una correzione maggiore del riscaldamento totale dai periodi pre-industriali.

...In aggiunta ai metodi convenzionali d'irrorazione delle nubi, i visionari dell'aeronautica hanno proposto tecniche di "computer hacking" per disturbare monitoraggi e modelli climatici nemici, e l'uso di nano-tecnologie per generare nubi di particelle che potrebbero bloccare i sensori ottici nemici. Gli uragani erano inoltre una buona occasione d'armamento. L'Aeronautica ha precisato che la modifica del tempo, diversamente da altri metodi, "fa  cose che, contrariamente ai risultati ottenuti da azioni intenzionali, sembrano essere conseguenze naturali di fenomeni climatici".

… In gran parte inconsapevoli della lunga e comprovata storia del controllo del clima e del tempo e delle sfide politiche ed etiche proposte, i nuovi Titani si vedono come pionieri eroici, la prima generazione capace di alleviare o di evitare disastri naturali. Hanno dimenticato la storia dei ciarlatani, dei sinceri ma delusi scienziati ed ingegneri che li hanno preceduti. Se non riusciamo a fare attenzione alle lezioni di quella storia e non riusciamo a spostare l’opinione sulla politica pubblica, rischiamo di ripetere gli errori del passato, in un gioco con scommesse molto più elevate.

Tratto da: The Climate Engineers, James R. Fleming, Spring 2007, Wilson Quarterly


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categorie: cambiamenti climatici