Scie bianche nel cielo... che cosa sono?

Scie chimiche o scie di condensazione?

TorinoScie

Utente: TorinoScie

- Cosa sono quelle scie bianche?
- Quali scie bianche?
- Quelle lassù, nel cielo!
- Ah… ma non sono le scie degli aerei?

Il cielo su Torino


Per capire meglio

Secondo le definizioni tratte da pubblicazioni di enti come l’EPA o la FAA una scia di condensazione consiste fondamentalmente di vapore acqueo, immesso nell’atmosfera dagli scarichi caldi di un motore in quantità sufficiente a saturare, una volta a contatto con l’aria fredda d’alta quota, e condensarsi momentaneamente in cristalli di ghiaccio o goccioline d’acqua.

Di norma queste scie si formano soltanto dagli 8.000 metri in su, con temperature inferiori ai -40 °C ed umidità relative non inferiori al 70%. Le scie di condensazione si dissipano mediamente in una cinquantina di secondi, o al massimo qualche minuto.

Il blog

Quindi, se non sono scie di condensazione... quelle scie bianche cosa sono?

Questo blog raccoglie foto e video che testimoniano la presenza di scie bianche sulle nostre teste.

Osserviamo il cielo: che cos'è ciò che vediamo?

Petizione

Archivio

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---

YouTube

Video sulle scie chimiche: i preferiti di TorinoScie

Immagini

Raccolta di fotogallery sulle scie chimiche.

Foto recenti

Blog video: Nuvole mammatus a Torino
Vedi altri media

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
sabato, 30 giugno 2007

Scie di condensazione? Non farti prendere per il naso



- Foto by _KoAn_, CC BY-NC-SA -
postato da: TorinoScie | link | commenti (1)
categorie: foto, spot, condensazione
venerdì, 29 giugno 2007

Milano e gli adesivi "scie chimiche"

Dal blog di Panorama:


Dai muri della città sono sbarcati sul web. O meglio, usano pareti e lampioni per lasciare un segno che li faccia riconoscere, per dare l’indirizzo della propria “casa virtuale”. Con un click si entra nel loro mondo, amplificato all’infinito dalla rete. I graffitari hanno trovato una nuova via di comunicazione.
I “tag”, con simboli e slogan, costellano la città di Milano (guarda la GALLERY): in Stazione Centrale, Porta Genova, via Tortona, viale Monza sono addirittura soffocanti. Adesivi e firme si trovano ovunque: sui cartelli stradali, sui marciapiedi, sui cestini della spazzatura, sui cancelli. Oltre che su treni e metropolitane.
[...]
Spesso però queste firme metropolitane rimandano a manifesti politici, movimenti di opinione o semplicemente iniziative di qualcuno che ha qualcosa da dire. In una forma di espressione alternativa, che va oltre i limiti fisici dello spazio urbano. Gli autori sono giovani, ma non solo.
[...]
Un altro esempio: la firma di “Scie chimiche” è su tutti i treni della metro milanese. Rimanda a un sito pacifista che raccoglie adesioni contro delle misteriose scie lasciate dagli aerei che sarebbero dannose per la salute.


L'autrice dell'articolo probabilmente si riferisce a questo volantino ideato da NWO e scie-chimiche:










giovedì, 28 giugno 2007

Le scie NON di condensazione

Le scie di condensazione sono formate da vapore acqueo condensato attorno a nuclei di condensazione, entrambi fuoriusciti dagli scarichi dei motori a getto degli aerei.

E’ logico pensare che, se un aereo ha due motori e se sono presenti le condizioni atmosferiche adeguate, l’aereo rilascerà due scie di condensazione.

Due. Non una. (video e foto)
Non tre. Due.



(Oppure: 4 motori, 4 scie + una scorreggina )


E’ presumibile, inoltre, che le due scie siano uguali, sia come consistenza sia come comportamento, essendo esse formate fondamentalmente da vapore acqueo.

Queste che seguono, ad esempio, NON sono scie di condensazione:



Foto e video di scie a "medusa"

Foto e video di scie a "filamenti"
 


Abbiamo il diritto di sapere cosa sono e da cosa sono composte, in quanto vengono rilasciate nell’aria che NOI e i nostri cari respiriamo, non trovate?

E allora perché non se ne parla?
Dove sono i media? In cerca di gossip?
mercoledì, 27 giugno 2007

Notizia eclatante.

Oggi a Torino splende il sole.
Il cielo è di un bellissomo colore azzurro vivo.
Nel pomeriggio è arrivata qualche nuvoletta spaesa, candida e bianca.
Poco vento.
L'aria è profumata.
Fa caldo ma si sta bene.

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
              - Foto by Davide Zandonella Dall'Aquila pubblicata su provincia.torino.it -

"Coincidenza" vuole, oggi non si è vista alcuna scia "di condensazione".
Nessuna scia. Nessun aereo. Ci sarà forse uno sciopero internazionale?

Oggi il cielo su Torino è azzuro e libero di scie bianche. Un vento simile non succedeva da mesi.
Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket

Qualcuno ci sta privando di giornate così belle e noi nemmeno ce ne accorgiamo.
Alziamo gli occhi al cielo un po' più spesso. Sapere cosa sta succedendo è un nostro diritto.
postato da: TorinoScie | link | commenti (1)
categorie: riflessioni, foto, torino

40 gradi vi bastano per capire che c'è qualcosa che non va?

L'autore scrive:
"
40 gradi vi bastano per capire che c'è qualcosa che non va? Stiamo vivendo un'estate artificiale...Le persone cominciano a morire e la TV continua a praticare terrorismo psicologico. Avete notato il palinsesto mediaset? Stanno moltiplicando la messa in onda di film su "catastrofi naturali". A tutto ciò c'è un rimedio? SI. Bisogna eliminare le scie chimiche...
Il Governo-burattino degli USA, i maggiori politici, le TV, Giuliacci e tutti gli altri meteorologi...Sono criminali perchè sanno tutto e non dicono nulla. Bisogna fermarli prima che sia troppo tardi. Non vi meravigliate delle catastrofi che avverranno nel 2008...
Se siete scettici, cercate "accordo italia-usa 2003 controllo clima" e mi darete ragione...
"

Altri video dello stesso autore:
Scie chimiche su Vasto - 31 Dicembre 2006
Chemtrails Compilation Vol. 1 Gennaio 2007 - Vasto (CH)
Chemtrails Compilation Vol. 2 Febbraio 2007 - Vasto (CH)
Chemtrails Compilation Vol. 3 Marzo 2007 - Vasto (CH)
Chemtrails Compilation Vol. 4 Aprile 2007 - Vasto (CH)


Approfondimenti.


All'interno del documento si legge:

WORKPACKAGE 6: Studi dell’aerosol, della composizione chimica dell’atmosfera, dei processi di scambio e degli impatti dei cambiamenti climatici nei climi Mediterranei dell’Emisfero Nord (USA ed Italia). Task 6.1: Studi sulle forzature radiative dirette indotte dagli aerosol e dalle nubi cirriformi nell’area del Mediterraneo.

WORKPACKAGE 7: Osservazioni in Situ di Aereosol

Questo Workpackage ha come obiettivi:
1. la messa a punto di un apparato per misure di aerosol stratosferico;
2. lo studio e la realizzazione di missioni su piattaforma stratosferica, in base alle opportunità di volo che verranno identificate, dedicate alla raccolta di aerosol di dimensioni microniche e submicroniche presenti in atmosfera a quote comprese tra i 30 e i 40 km dalla superficie terrestre;
3. misure di calbrazione su tale apparato e analisi dati stratosferici, raccolti grazie alle opportunità di volo di cui al punto 2, mediante una o più tra le seguenti tecniche: FE-SEM (Field Emission Scanning Electron Microscopy), EDX (Energy Dispersive X-ray), spettroscopia micro-IR, mineralogia, TEM (Transmission Electron Microscopy), XRF (Synchrotron X-Ray Fluorescence) FTIR (Synchrotron Fourier Transform), InfraRed spectroscopy e SIMS (Secondary Ions Mass Spectrometry).

Le caratteristiche dello strumento da sviluppare sono brevemente elencate di seguito:
· possibilità di effettuare operazioni autonome per alcune decine di ore, in modo da operare in modo indipendente su piattaforma stratosferica;
· le risorse necessarie devono essere minimizzate, per permetterne l’uso anche come payload secondario in lanci di pallone che prevedono uno strumento principale;
· possibilità di recuperare lo strumento per successive analisi dei campioni e riutilizzo dello strumento con minimi riadattamenti;
· possibilità di raccogliere aerosol nell’intervallo dimensionale superiore a 0.1 mm;
· possibilità di raccogliere particelle direttamente sui substrati utilizzati nell’analisi di laboratorio successive.


WORKPACKAGE 10: Esperimenti di manipolazione degli ecosistemi terrestri

Questo Workpackage ha come obiettivi:
[i]1. lo sviluppo di nuovi sistemi per la realizzazione di esperimenti di manipolazione dell'ecosistema che permettano di esporre la vegetazione a condizioni ambientali simili a quelle attese in scenari di cambiamento globale;
2. lo studio, l'analisi e la comprensione dei principali meccanismi di risposta della vegetazione e degli ecosistemi mediterranei ai diversi fattori di cambiamento (temperatura, precipitazioni ed aumento della concentrazione di CO2 atmosferica);
3. la quantificazione degli effetti complessivi del cambiamento sulla produttività e sulla vulnerabilità degli ecosistemi (fertilizzazione da CO2, variazione della disponibilità idrica ed aumento di temperatura).

In dettaglio le attività saranno:
1. l'esecuzione di attività di ricerca eco-fisiologica su diversi siti sperimentali italiani dove vengono modificate artificialmente le condizioni ambientali a cui è esposta la vegetazione
2. l'approfondimento e la migliore conoscenza dei meccanismi di risposta delle piante attraverso la misura diretta dello scambio gassoso in condizioni di pieno campo
3. la verifica in campo di ipotesi sviluppate nell'ambito di esperimenti di laboratorio
4. la progettazione di tecnologie per la manipolazione delle condizioni ambientali con particolare riferimento al controllo della temperatura e della concentrazione atmosferica di CO2

Italia e Stati Uniti collaborano già da tempo su queste tematiche e hanno sviluppato insieme progetti di ricerca e metodologie sperimentali. Questo WP si inserisce anch'esso fra gli obiettivi del Progetto CARBIUS nella prospettiva di fornire elementi conoscitivi utili per prevedere le future traiettorie della risposta globale degli ecosistemi terrestri al cambiamento globale. Questa risposta sarà studiata ed analizzata in termino di produttività e di vulnerabilità con esplicito riferimento al futuro ruolo dei sink biosferici e alla loro capacità di sequestrare Carbonio.

Responsabile: CNR-IBAF
Partecipanti: DISAFRI.UNITUS, IBIMET
Collaborazioni USA: DOE Oak Ridge National Laboratory, TN - DOE Brookhaven National Laboratory, NY - Global Change Research Group, San Diego State University, CA
Durata: 0-24 mesi
Elementi da fornire: Implementazione e miglioramento dei siti di manipolazione sperimentali (CO2 POPFACE, Temperatura VULCAN, acqua MIND), parametri per l’implementazione di modelli ecofisiologici, data-base sulla risposta delle specie ed ecosistemi ai cambiamenti ambientali, nuove tecnologie per conduzione di esperimenti di manipolazione su ecosistemi a larga scala.


I Partners:

INGV - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanolgia
IBIMET - Istituto di Biometeorologia - CNR
Fondazione Eni Enrico Mattei
ANSALDO FUEL CELLS S.P.A.
ARPA Emilia Romagna
IBAF -Istituto Di Biologia Agroambientale E Forestale - CNR
Università degli Studi di Napoli "Parthenope"
DISAFRI - Università della Tuscia - Dipartimento di Scienze dell'Ambiente Forestale e delle sue Risorse
C.R.F. - Centro Ricerce FIAT
ICTP - Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics
ISAC - Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima - CNR
Solvay Solexis SpA
Nuvera Fuel Cells Europe srl
WHO - World Health Organization

http://www.bo.ingv.it/italy-usa/DOC/Piano_dettaglio.zip

http://www.bo.ingv.it/italy-usa/DOC/brochure.zip


Accordo Italia-Usa controllo clima 2003: http://www.bo.ingv.it/italy-usa

L’INGV coordina il progetto “Cooperazione Italia-USA su Scienza e Tecnologia dei cambiamenti climatici”, sostenuto dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio nell’ambito di un’iniziativa di collaborazione con gli Stati Uniti.
Le indagini scientifiche si propongono di migliorare la nostra capacità di capire e prevedere le variazioni climatiche, naturali o prodotte dall’attività umana, e i loro impatti.
Gli obiettivi della ricerca scientifica comprendono studi nelle aree delle simulazioni globali e regionali, della composizione chimica e dei processi atmosferici, dell’aerosol, del ciclo del carbonio, degli impatti socio-economici e sulla salute.

La collaborazione nel campo delle tecnologie si propone di sviluppare strumenti per la produzione di energia a basso contenuto di carbonio.
All’interno del progetto, le ricerche condotte all’INGV si concentrano sul miglioramento e la comprensione delle scale di interazione del sistema climatico accoppiato e il potenziamento della simulazione della variabilità interannuale e decadale nei modelli numerici accoppiati. Il progetto si propone inoltre di analizzare i cambiamenti nei regimi climatici regionali dovuti a cambiamenti globali. La ricerca si completa con la valutazione dell'estensione degli errori sistematici nei modelli numerici ad alta risoluzione.
martedì, 26 giugno 2007

Caldo, siccità e soldi

In questo post abbiamo accennato alle probabili cause del gran caldo di questi giorni.

Analizzando le conseguenze noteremo che in fondo in fondo… la siccità e il caldo sono due fattori economicamente convenienti. Per chi? Non certo per noi!


Ultime notizie meteo.
46°C a Bari.
Incendi in Sicilia.
Vendemmia anticipata.
Blackout a Palermo.
Roghi in Calabria.

IL GRANDE CALDO: SOGLIA 46 GRADI. DIFFICILE SITUAZIONE AL SUD ... La Voce di Fiore
Ancora caldo torrido. Anticipata la vendemmia PrimaDaNoi.it
Centro sud oltre il 42°. Incendi in Sicilia AudioNews
TOCCATI 46 GRADI, BRUCIA IL SUD Positanonews
Trapani, un anziano morto di caldo Al Sud oltre 40 gradi, allarme ... Quotidiano Nazionale
ONDATA AFRICANA: BATTUTI I RECORD DI CALDO IN PUGLIA Notizie Online
INCENDI NEL SUD ITALIA, SITUAZIONE CRITICA A PALERMO ANSA
Caldo, il Sud ancora in fiamme TGCOM
Incendiato il sud Italia La Voce d'Italia

 

L’acqua, l’oro blu del terzo millennio, è catturata per ricavarne profitti. Finisce perfino imbottigliata e venduta nei supermercati a 300 euro al metro cubo. Ma l’acqua è anche energia e in tempi di caro petrolio può accadere di tutto. Con la liberalizzazione del mercato dell’energia, i prezzi sono determinati dall’andamento della Borsa. Mediamente nei mesi di aprile, maggio e giugno, i prezzi dell’energia elettrica sono relativamente bassi, ma tendono ad alzarsi notevolmente in luglio e agosto quando la richiesta di energia è più alta per il grande caldo. I gestori, quindi, accumulano energia sotto forma di acqua per poterla poi vendere in un periodo più favorevole dal punto di vista del mercato.  Fonte e articolo completo 

 

 

L'acqua non è una merce
da
Gruppo Società e Ambiente 

La privatizzazione dell’acqua, introdotta con la legge finanziaria dal Governo Berlusconi del 2002, ha generato una situazione di estrema gravità.
L’acqua viene considerata una merce e non più un diritto: le future generazioni avranno acqua se potranno pagarla. Le privatizzazioni nel nostro Paese hanno già dimostrato preoccupanti limiti e la privatizzazione dell’acqua non farà eccezione: peggioramento del servizio, aumento dei prezzi, depauperamento delle risorse idriche, nessuna tutela del territorio. Le s.p.a. hanno già fiutato l’affare. L’acqua, gestita da una s.p.a. che deve far profitti e distribuire dividendi agli azionisti, ha una sola strada da percorrere: quella di alzare le tariffe. Ambigua è anche la situazione in cui l’acqua è gestita da una s.p.a. dove la maggioranza è in mano al pubblico, ma una consistente parte è in mano a privati: un mediocre compromesso per nascondere una realtà pesante cioè che l’acqua appartiene a qualcuno e non è un bene pubblico, ma è una merce privata, venduta e comprata alla stessa stregua della benzina, del traffico telefonico, e di qualsiasi bene di consumo.Riflettiamo su questo però: l’uomo è vissuto per millenni senza benzina e senza telefono, ma quanto può vivere senza acqua?
In alcuni comuni d’Italia, dove la privatizzazione è totale, sono arrivate bollette di oltre mille euro a fronte di un servizio immutato rispetto a quello fornito dal comune.
Il 12 gennaio 2007 è iniziata in tutta Italia una raccolta di firme per una legge che tuteli l’acqua come bene pubblico. Alla fine di giugno scadranno i termini per la raccolta di firme, se volete fermare questo abuso, vi invitiamo a firmare presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico, in Piazza Roma n°1, presso la sede comunale, aperto tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 12.30 dal lunedì al venerdì. Nel pomeriggio, dal lunedì al giovedì dalle 15.30 alle 18.15.
Utilizzare l’acqua per fare profitto non potrà portare a niente di buono né per l’uomo né per l’ambiente. Se vogliamo ribadire con forza che l’acqua è un diritto, non possiamo dimenticare che è nostro dovere non sprecarla poiché essa non è un bene inesauribile, né è stata creata per soddisfare i nostri capricci.
Averne cura e rispetto, utilizzarla con parsimonia e lottare perché tutti abbiano accesso all’acqua, questi saranno i primari obiettivi di questo sciagurato millennio per evitare che, domani, milioni di persone muoiano di sete.

GRUPPO SOCIETA’ E AMBIENTE
Il Direttivo
Pubblicato il 23-06-2007


 

 
In Africa si discute sull’introduzione degli ogm nell’agricoltura per contrastare i problemi  relativi alla forte siccità.

 
Fonte: greenplanet.net 
UN NUOVO OGM SUL MERCATO EUROPEO? L'ITALIA NON RISPONDE. SI ASTIENE...
martedì 26 giugno 2007

Dichiarazione di Simona Capogna, Esecutivo Nazionale Verdi Ambiente e Società sul nuovo mais Ogm Erculex della Pioneer.

"Se gli OGM vengono introdotti sul mercato, se ce li troviamo sugli scaffali, nei campi, nei prodotti alimentari non possiamo farci nulla. È l'Europa che ha deliberato e gli stati membri possono solo amministrare situazione derivanti dalle decisioni comunitarie" Questa è la risposta elusiva fornita dalle autorità competenti nazionali. Ma le cose non stanno esattamente così. Se ci fosse una volontà seria dei nostri rappresentanti politici a lavorare sul problema si troverebbero i modi e gli spazi per far sentire la propria voce. È a dimostrarlo oggi è il Ministero della Salute italiano che, chiamato a valutare il Mais Erculex della Pioneer ritenuto pericoloso per la salute umana, non risponde. Si astiene.

Non assumendosi la responsabilità di prendere una posizione. Lasciando ad altri il compito di prendere una decisione su una questione strategica per la Sicurezza Alimentare, per l'ambiente, per lo sviluppo dell'Europa. Ed in particolare, lasciando alla commissione europea, la più accondiscendente alle lobby biotech, l'ultima parola sulle autorizzazioni. Il copione sugli OGM che va in scena in Europa è sempre lo stesso da anni, una politica assente e balbettante da un lato, una burocrazia arrogante dall'altra e al centro le lobby che difendono gli interessi delle aziende agrochimiche e biotecnologiche. Evidentemente è una situazione intollerabile: VAS chiede una risposta chiara dalle autorità competenti e una politica coerente.

Verdi Ambiente Società, 25 giugno 2007

postato da: TorinoScie | link | commenti
categorie: riflessioni, news

Le scie di condensazione e le scie lunghe

Le scie di condensazione sono bianche, corte e di vita breve. Non si espandono e non raggiungono chilometri di lunghezza. Non ne hanno il tempo: i cristalli di ghiaccio di cui sono composte evaporano velocemente (in media tra i 30 e i 50 secondi).

Per questo motivo, un aereo non può lasciare dietro di sé una scia di condensazione lunga chilometri e chilometri. Se vediamo un aereo che rilascia una scia molto lunga, non stiamo osservando una scia di condensazione.

Le foto satellitari utilizzate per le previsioni meteo sono “scattate” in circa 15 minuti. In molte di esse è possibile vedere delle lunghe scie bianche lunghe decine di chilometri e alle volte anche centinaia di chilometri. Sono lunghe e molto persistenti: NON sono scie di condensazione.

Slideshow di foto satellitari con scie lunghe

Altri esempi:



 



- cliccare sull'immagine per ingrandire-



-cliccare sull'immagine per ingrandire-

lunedì, 25 giugno 2007

Caldo, caldo, caldo. Perché?

Queste sono alcune delle notizie sul caldo delle ultime 6 ore:

Caldo, oggi e domani allarme al sud, da mercoledì situazione ok Reuters
Caldo e afa, 40°C in tutto il sud Italia La Stampa
CALDO: ANCORA "ALLARME ROSSO" FINO A DOMANI IN 6 CITTA' La Repubblica
Allarme caldo al Sud: 42° a Catania La Repubblica
AudioNews - ANSA

Ancora caldo per le prossime 48 ore AudioNews
CALDO: DA MARTEDI SI ATTENUA L'AFA Abruzzo Report
Caldo: ancora temperature torride al Sud Gazzetta del Sud On line
Ancora caldo nel centro sud. Tre morti AudioNews
Marsala.it - SKY Life
Caldo killer a Taranto e muore un’anziana Il Meridiano 
Emergenza caldo, un progetto per gli anziani Taranto Sera
Emergenza caldo, Puglia infuocata Il Meridiano - 2 ore fa
Puglia – Continua la morsa del caldo La Gazzetta del Mezzogiorno
Caldo eccezionale al Sud e Isole, intenso al Centro. Temporali ... Meteo Giornale 
Il caldo ci lascia, da martedì fresche correnti occidentali ... Meteo Giornale
Pressing caldo meno insistente al Centro Nord, ancora afa al Sud e ... Meteo Giornale
Sole e caldo protagonisti del weekend. Lunedì temporali al Nord Meteo Giornale
Grecia, caldo record con 46 gradi, disagi e possibili blackout Reuters Italia 
Estate al via, allerta caldo EuroNews
CALDO: PROTEZIONE CIVILE, DOMANI ANCORA ALLARME ROSSO PER 4 CITTA' Leggo Online 
CALDO: PROTEZIONE CIVILE, PER 6 CITTA' RISCHIO ALLARME ROSSO Leggo Online
Allarme caldo, ecco le misure del ministero della Salute eDott (Abbonamento)
Avellino - Temperature record: domani si sfioreranno i 40 gradi Irpinia News
Coldiretti. Caldo: le mucche chiudono i rubinetti del latte Estense.com -
Manca il Titolo.... Il Corriere di Como
la Voce d'Italia La Voce d'Italia
Caldo, giornate bollenti fino a mercoledi' Padova News 
Clima, mortalità cresce del 3% La Nuova Ecologia
Un caldo da morire... Guidasicilia.it 
Allarme caldo al sud Italia Corriere della Sera 
CALDO: 3 GIORNI AFOSI, MA MEGLIO DI 2003 La Repubblica
ANCORA TRE GIORNI DI SUPER CALDO, POI ARRIVERA' LA TREGUA Leggo Online
Allarme caldo, morti per l’afa eDott (Abbonamento)
Caldo torrido, sale l'allerta Oltre 100 chiamate al 118 City

(CRO) Emergenza caldo in Sicilia, monitoraggi e vademecum Il Velino 
Palermo: caldo e sovraccarichi, black out in citta Corriere della Sera - 33 minuti fa
CALDO: IN FUTURO CAUSERA' PIU' MORTI E NUOVE MALATTIE ASCA - Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale
Barimia - RaiNews24
CALDO - Ancora 40 gradi a sud, bruciano Calabria e Sicilia UsCatanzaro.net 
TEMPERATURE A 42°; LA PROVINCIA DI RAGUSA VITTIMA DEL CALDO ... VR Sicilia 
Caldo record: grande afa per l'umidità Romanista
Caldo, Campania nel «forno» Si soffre per l'intero weekend Positanonews
Incendi:Calabria,roghi ripresi dal mattino per caldo torrido Gazzetta del Sud On line 
Incendi: incendi boschivi in Calabria Gazzetta del Sud On line
Il caldo influisce anche sulle infezioni: salmonella in aumento ... Quotidiano Nazionale 
SALUTE. Rapporto Oms-Apat: con aumento temperatura cresce la ... Help Consumatori
ANZIANI E BIMBI A RISCHIO CALDO, I CONSIGLI MEDICI ANSA 
Oggi allarme caldo. Attenzione ai bambini e agli anziani Marsala.it 
Emergenza caldo: attivato call center "1500" del Ministero della ...  Prontoconsumatore.it
Ondata di caldo: alcune regole per combatterlo TuttoAbruzzo.it
Caldo e afa, "a Roma due morti in più al giorno" RomaOne.it 
CALDO: LO STUDIO, +3% MORTALITA' PER OGNI GRADO IN PIU' DI TEMPERATURA Leggo Online
Caldo: sessantenne muore a Vibo Valentia Corriere della Sera 
Italia nella morsa dell'afa Un morto a Vibo Valentia Quotidiano Nazionale
Ancora temperature torride in Calabria Gazzetta del Sud On line
CALDO: L'AFA RAGGIUNGE LIVELLI RECORD, OGGI IL PICCO Sicilia Online 
Grande caldo: disagi su rete Acquedotto rurale delle Murge Notizie Online 
Troppo caldo: notte di fuoco a Palermo e a Trapani. Situazione ... Marsala.it 
Caldo. Coldiretti: "Mele e uva in Alto Adige distrutte dalla grandine" NEWSFOOD
Col caldo sbocciano fiori d'arancio TGCOM 
Ancora emergenza caldo Da oggi acqua razionata City 
Situazione climatica gravissima in Sicilia, caldo asfissiante è in ... Meteo Giornale 
CALDO: IN SICILIA PREVISTE TEMPERATURE FINO A 42 GRADI Sicilia Online 

 

Caldo.
Temperature in aumento.
Blackout.
Acqua razionata.
Pericolo per anziani e bambini.
Aumento malattie.
Danni all’agricoltura.
Danni all’agli allevamenti.
Superati i 40 °C.
Aumento mortalità.

 
I media danno grande visibilità all’argomento. Nei Tg spesso il caldo è la prima notizia: 10 minuti per dire quanto fa caldo, cosa bere, cosa mangiare, quali sono i danni…ecc.

Ma perché fa così caldo? La solita scusa del riscaldamento globale o c’è dell’altro?
Ecco la risposta.

postato da: TorinoScie | link | commenti
categorie: news, cambiamenti climatici

Le scie di condensazione in quattro punti

1. Le scie di condensazione sono le classiche scie degli aerei: bianche, alte e corte. Si formano quando il vapore acqueo che esce dai motori caldi si condensa al contatto con l’aria fredda.

 2. Le scie di condensazione sono formate da minuscoli cristalli di ghiaccio, soggetti ad una veloce evaporazione. Pertanto le scie di condensazione hanno vita breve (mediamente tra i 30 e i 50 secondi, in casi eccezionali fino ad un paio di minuti) e non possono né raggiungere elevate lunghezze né espandersi.

3. Il fenomeno della condensazione è un fenomeno naturale. Secondo determinate leggi della fisica, le scie di condensazione si formano in presenza di un’umidità relativa superiore al 70% e di una temperatura inferiore i -40 °C. Questo valore di temperatura, sempre secondo determinate leggi fisiche, è rilevabile attorno agli 8000 metri di quota.

4. Quest’ultima, inoltre, è la quota alla quale i motori a getto degli aerei civili/commerciali raggiungono la massima efficienza in condizioni di crociera. Volare al di sotto questa quota è particolarmente sconveniente in termini economici. Gli aerei di linea, infatti,  solitamente volano ad una quota compresa tra gli 8 e 12 Km. Gli aerei militari, invece, di solito volano al di sotto gli 8000 metri.

In conclusione:
- le scie di condensazione si formano in presenza di determinate caratteristiche atmosferiche (umidità relativa > 70%; temperatura < -40 °C; quota > 8000 metri);
- le scie di condensazione permangono nell’aria uno o due minuti, sono corte e non si espandono;
- gli aerei di linea volano a quote superiori gli 8000 metri.

Domande:
- quelle scie al di sotto gli 8000 metri, lunghe, persistenti ore e ore nell’aria… che cosa sono?
- quegli aerei che rilasciano queste scie e che volano al di sotto gli 8000 metri… che tipi di aerei sono?
postato da: TorinoScie | link | commenti
categorie: riflessioni, scie chimiche

Aerei che rilasciano scie bianche anche a Singapore?


postato da: TorinoScie | link | commenti
categorie: nel mondo, video, scie chimiche
sabato, 23 giugno 2007

Maltempo torinese

15 giugno 2007
Ondata di maltempo al Nord
Vento, pioggia, grandine e si attende la neve al di sopra dei 2.500 metri. Il maltempo ha interessato il nord Italia causando anche feriti, in particolare a Venezia dove si è abbattuta una tromba d'aria al Parco San Giuliano che ha provocato, secondo il primo bilancio provvisorio, una trentina di feriti tra i 30 mila spettatori presenti all'Heineken Jammin' Festival. Il Dipartimento della Protezione civile aveva annunciato ieri l'ondata di maltempo sulle regioni settentrionali con una allerta meteo.
PIEMONTE: piogge intense per alcune ore in quasi tutte le province. Nel torinese una violenta tromba d'aria ha interessato il Canavese, ed in particolare lo stabilimento Pininfarina di Bairo (Torino). L' azienda, leader a livello mondiale nel design automobilistico, ha subito ingenti danni sia alle strutture (scoperchiamento del tetto e dei lucernari, allagamento delle linee, danni agli impianti elettrici e sistemi elettronici di controllo) sia a molte delle vetture in lavorazione e in stock. L'accertamento preciso del guasti, tuttavia, non è potuto iniziare poiché i vigili del fuoco non hanno ancora concesso l'agibilità dell'edificio. Grandine e forti di raffiche di vento anche nel Verbano, dove si sono verificati allagamenti di strade, piazze e di scantinati. I vigili del fuoco sono intervenuti a Verbania, Stresa, Baveno, Ghiffa e nella fascia collinare di Zoverallo. Sono caduti alberi nella zona di Lavo. Riapriranno invece prima del previsto i Giardini della Reggia di Venaria inaugurati pochi giorni fa.
Segue: ansa.it   


16 Giugno 1007
Maltempo da incubo anche in altre zone del Nord
E nel Canavese un tifone scoperchia la Pininfarina
Il maltempo che si è abbattuto in varie zone del Nord ha flagellato con particolare violenza il territorio del Piemonte. In provincia di Torino una tromba d’aria ha colpito il Canavese, causando gravi danni alle colture e agli edifici, tra cui lo stabilimento Pininfarina di Bairo. Interventi dei vigili del fuoco anche a Verbania, Stresa, Baveno e Ghiffa. Nelle zone interessate dalle piogge e dalla grandine oltre che dal vento sempre molto forte, sono caduti anche numerosi alberi. A Torino a fine mattinata solo pioggia forte e nel pomeriggio, come in gran parte della regione, è tornato il sole. Sempre ieri un nubifragio ha creato numerosi problemi alla circolazione e rovinato gran parte dei nuovi (e appena inaugurati) giardini della Reggia di Venaria che, però, da oggi saranno già riaperti al pubblico. Sono rilevanti invece i danni subiti dallo stabilimento Pininfarina di Bairo Canavese, colpito nel pomeriggio, poco prima delle 14, dalla tromba d’aria e dal violento acquazzone che si è abbattuto sulla zona. Nessun danno alle persone, anche perchè le attività dello stabilimento sono sospese per una settimana a seguito della cassa integrazione.
A riportare danni sia le strutture, (scoperchiamento del tetto e dei lucernari, allagamento delle linee, danni agli impianti elettrici e sistemi elettronici di controllo) sia molte delle vetture in lavorazione e in stock. Al momento, però, non è stato ancora possibile rilevare l’entità poichè i vigili del fuoco, al lavoro per liberare l’area dai detriti e mettere in sicurezza le strutture, non hanno ancora concesso l’agibilità dell’edificio. La tromba d’aria si è abbattuta sulla Pininfarina poco dopo che l’azienda aveva annunciato la ripresa dell’attività dopo la cassa integrazione. Maltempo anche nella zona Nord della Brianza, colpita da un violento nubifragio. I vigili del fuoco sono intervenuti verso le 15 per alberi sradicati, cartelloni pubblicitari caduti e allagamenti. I disagi maggiori si sono verificati nei paesi di Meda, Cermenate, Lomazzo, Turate, Solaro e Seregno. Danni anche in Val D’aosta dove una colata detritica, proveniente da una frana staccatasi dalle pendici del Monte Zerbion, ha provocato una parziale esondazione del torrente Grand Valey, a Saint-Vincent. In via precauzionale, per alcune ore, sono state evacuate una trentina di persone nella frazione Glereaz.
Fonte: lapadaniaonline.com


21 Giugno 2007
Grandine, vento e nubifragi su tutta la zona: agricoltori in ginocchio
Un vento violento ed insistente, una pioggia fitta. Tutto è iniziato, giovedì scorso, con il consueto temporale pomeridiano. Poco dopo le 17, invece, nella zona compresa tra Borgaro, Mappano e Leinì succede letteralmente il finimondo. La pioggia flagella la zona, il vento soffia a 170 chilometri orari, poi arriva anche violenta la grandine. Chicchi che sembrano biglie, si abbattono al suolo con inaudita violenza. Gli alberi si piegano su se stessi, alcuni vengono sradicati e spezzati. Sulla provinciale Torino-Leinì, è prima l’ingorgo, proprio per l’interruzione causata da una pianta d’alto fusto, finita sulla carreggiata, poi l’interruzione dell’arteria viaria con ovvi disagi al traffico, assai sostenuto tra le 17 e le 20. Nessun fosso resiste alla violenza e alla quantità di acqua che cade dal cielo e molte strade della zona finiscono allagate e quasi impercorribili. A Leinì l’insegna pubblicitaria del supermercato “Scarpe&Scarpe” in via Torino si abbatte su cinque auto in sosta, fortunatamente in quel momento vuote. Lo scenario è desolante: ai lati delle strade e nei cortili ci sono a almeno venti centimetri di grandine, le vie principali di comunicazionesono a tratti allagate, ovunque ci sono alberi divelti, i raccolti di mais sono gravemente danneggiati e sulle strade ci sono code interminabili.Alla sede della Cri, in via Caviglietto, è addirittura crollato un muro di cinta del ricovero delle ambulanze. Danni ingenti anche per i pioppeti e gli alberi da frutta. Lungo via Settimo due boschi di pioppi sono stati abbattuti. Parzialmente danneggiata anche la scuola materna di via Caviglietto. Alla Reisina viene divelto completamente un piccolo bosco. Alcuni alberi finiscono sul capannone della Tyco. Le operazioni in aeroporto vanno a rilento: accettazione e riconsegna bagagli registrano ritardi, ma neppure troppi vista la difficilissima situazione metereologica. A Borgaro i più colpiti sono stati gli agricoltori: il raccolto danneggiato ammonta all’80 per cento della produzione.In ginocchio anche Venaria. Le strade sono diventate dei canali gonfi d’acqua che si infilava nelle cantine, allagava le case al piano terra, faceva saltare i tombini. In via Amati l’asfalto si è sgretolato e si è aperta una voragine profonda qualche metro. Una parte della scuola materna di via don Sapino si è allagata. Poco dopo le 17 si è anche deciso di chiudere al traffico la direttissima della Mandria. A Robassomero i carabinieri hanno deviato il traffico in direzione di Torino verso Ciriè e Caselle.
Fonte: ilrisveglio-online.it


21 Giugno 2007
Dopo la tempesta si ricostruisce

Un vento violento ed insistente, una pioggia fitta. Tutto è iniziato così, giovedì scorso, con il consueto temporale pomeridiano: fulmini, tuoni e acqua, tant’acqua. Poi, poco dopo le 17, nella zona compresa tra Borgaro, Mappano, Leinì e Venaria succede il finimondo. La pioggia flagella la zona, il vento soffia a 170 chilometri orari. Un attimo e arriva anche una violenta grandinata. Ai lati delle strade e nei cortili ci sono a almeno venti centimetri di chicchi di ghiaccio. I più colpiti sono gli agricoltori della zona tra Borgaro e Caselle. A Venaria i giardini reali appena inaugurati sono stati distrutti (i danni si aggirano sui 5 mila euro).
Fonte: ilrisveglio-online.it


21 giugno 2007
MALTEMPO: TORINO, INGENTI I DANNI CAUSATI IERI DA NUBIFRAGIO
Ingenti, anche se ancora da calcolare, i danni provocati dal nubifragio che si e’ abbattuto nel tardo pomeriggio di ieri su Torino e che ha messo a rischio la vita di una donna e della sua bambina di 14 mesi salvate dalla Polizia quando l’auto dove si trovavano galleggiava nell’acqua.
Oggi per l’intera giornata il lavoro di molte persone e’ proseguito senza sosta per far ritornare un poco di normalita’ a strade fortemente danneggiate, case, cantine e garage allagati, piante sradicate, frane che hanno paralizzato la circolazione in collina. Ad accompagnare la fatica, sole e caldo su tutta Torino e provincia. Il cimitero monumentale tuttavia non riaprira’ fino a martedi’ prossimo, per i troppi danni.
Fonte: piante-oggi.it


Giovedì 21 Giugno 2007

Violento nubifragio, in centro è emergenza: alberi caduti, dehors devastati, corso Casale in tilt, una frana in collina
Un’ora di grandine, Torino “bombardata”- di Laura Cardacino
Centinaia di antifurto si sono messi a urlare tutti insieme, alle 17,30, da corso Spezia a corso Regina: chicchi di grandine - quasi palline da ping pong - hanno bombardato la fetta di città che si affaccia sul Po.
Un’ora di nubifragio violentissimo ha scatenato l’emergenza alla vigilia dell’estate. Il pluviometro al parco del Valentino ha segnalato al caduta di 41 millimetri d’acqua in mezz’ora, quasi un monsone indiano. In pochi minuti il centralino dei pompieri è andato in tilt: si segnalavano sottopassi allagati, alberi caduti, dehors devastati, cantieri danneggiati. La situazione peggiore in corso Casale e corso Moncalieri: il traffico è impazzito per la visibilità improvvisamente azzerata, le corsie si sono trasformate in torrenti d’acqua. I vigili hanno chiuso gli accessi, mentre l’acqua irrompeva in bar e negozi, allagava cantine. Strada Cartman, che sale verso il Pino, è stata ostruita da una frana. Unità dei pompieri hanno raggiunto la zona con un elicottero e fatto evacuare due case pericolanti. Porta Nuova sembrava una piscina: la pioggia ha invaso l’atrio attraverso il tetto dove sono in corso lavori di ristrutturazione. (ass)
Fonte: leggo.it


Venerdì 22 Giugno 2007
Negozi devastati dall’acqua, frane e smottamenti in collina. Case pericolanti, 15 famiglie sfollate
Dopo l’uragano in centro la città conta i danni - di Laura Cardacino,         
In giorno dopo il nubifragio che si è abbattuto su Torino, in città si contano i danni. «Troppo presto per quantificarli - dicono dal Comando dei vigili del fuoco in corso Regina - ma si tratta di centinaia di migliaia di euro». Decine e decine di negozi e scantinati sui corsi Moncalieri e Casale sono stati allagati dall’acqua che in alcuni punti ha superato il metro di altezza.
«È andato tutto distrutto - racconta Angela, panettiera, che come buona parte dei commercianti di corso Casale ieri è rimasta con le serrande abbassate - l’acqua continuava a salire senza che potessimo fare nulla per fermarla. È stato terribile». Armati di secchi, spazzoloni e stracci i negozianti hanno passato tutta la mattinata di ieri a ripulire scaffali e banconi dal fango venuto giù dalla collina. In alcuni casi è stato persino necessario l’intervento delle idrovore dei vigili del fuoco per aspirare l’acqua. Oltre 250 interventi sono stati eseguiti in meno di 24 ore dai vigili del fuoco e urbani alle prese con scantinati, negozi e strade allagate, alberi abbattuti, dehors devastati, case in collina isolate da frane e smottamenti. Quindici famiglie residenti in strada Mongreno e strada Cartman, due vie che salgono verso Pino Torinese, evacuate a causa dello smottamento hanno trascorso la notte in albergo a spese del Comune o a casa di amici e parenti.
La frana in strada Cartman ha aperto una vistosa ferita di circa 80 metri sulla collina a ridosso del centro storico e i tecnici del Comune e dei vigili del fuoco non hanno ancora dato l’autorizzazione alle famiglie a rientrare nelle loro abitazioni. «La situazione in collina è ancora critica - spiegano i pompieri - c’è il rischio che la terra frani ancora e trascini a valle altri detriti. Quella di ieri è stato un evento eccezionale che non succedeva dal 1974». (ass)
Fonte: leggo.it


venerdì, 22 giugno 2007

La telenovela del NOE

L'articolo di Etlaboro che segue fa riferimento a questa iniziativa.

È ormai trascorso più di un mese da quando abbiamo evidenziato la necessità di segnalare in modo massiccio la presenza delle scie chimiche sui cieli del nostro paese, essendo ormai questa l’unica arma rimasta alla popolazione civile ed inerme, di fronte alle scelte unilaterali di chi detiene il potere. Chiaramente non ci siamo limitati a dire agli altri ciò che è giusto fare, ma ci stiamo impegnando in prima persona in questo per toccare con mano gli effetti e i risultati di un sistema che cerca di smuovere in silenzio la resistenza della gente, utilizzando però le stesse armi della legge usate dal potere.
Ciò che ora vi descriveremo non solo evidenzierà come le segnalazioni trovino grande difficoltà nella risoluzione del problema, ma farà anche da esempio chiarificatore sul perché le nostre forze dell'ordine sono un inutile strumento nelle mani del potere e non del popolo.

Come abbiamo invitato altri a fare, abbiamo digitato il numero verde del comando carabinieri per la tutela ambientale, e una volta indicata la presenza delle scie nella zona, abbiamo ricevuto come unica risposta: “scie chimiche in che senso?”. Descrittane la natura, la composizione e l’uso (cioè l’intento di ridurre le precipitazioni), e dopo aver indicato come colpevoli aerei NATO, senza mostrare alcuno stupore, l’operatore si è limitato a registrare i blog e i siti da me indicati, nei quali trovare indicazioni , come quello di ZRET e la stessa ETLEBORO. L’unica apparente domanda pertinente è stata quella dell’indicazione dell’aeroporto militare più vicino per verificare la presenza di questi aerei senza codice identificativo.
Queste poche informazioni richieste senza alcuno stupore, evidenziano come in realtà abbiano semplicemente fatto finta di interessarsi, per non parlare del fatto che loro sono dei militari e che in confronto un semplice civile non può saperne di più, cosa di per sé alquanto ridicola.
Due settimane successive, così come convenuto e dettato dal protocollo, è giunta la telefonata di risposta dal comando di Roma (numero tel. 06-66104). Senza identificarsi in alcun modo, ci viene riferito da nostro interlocutore che è stata effettuata la “verifica” presso l’aeroporto di Cervia (l’aeroporto militare segnalato), e che non risultava alcuna attività nei termini indicati: inoltre che avrei potuto “formalizzare”(qualunque cosa abbia voluto dire) e dare maggiori informazioni presso il NOE di zona , in questo caso quello di Bologna.
Per completezza ci sono stati indicati ubicazione e numero di telefono, cioè 051-551; essendo il numero di poche cifre ne abbiamo chiaramente chiesto la conferma, che con leggera titubanza mi è stato confermato. E’ bastato chiaramente chiamare quel numero per verificare che non esisteva, e nel tentativo di capire se ridere o piangere, ho verificato il vero numero del Noe di Bologna. La risposta è presto arrivata, era proprio il caso di ridere; i numeri erano i seguenti: fax 051-551335 e tel. 051-553220.

I nostri beneamati militari non hanno fatto altro che un'opera di depistaggio a livello scolastico con un civile. Ormai abbiamo iniziato a rosicchiare l’osso e abbiamo toccato il fondo completamente, e chi ci dovrebbe difendere non sa più quale scusa inventare per non intervenir , mantenendo così lo stato di limitata sovranità del nostro paese. Dare il numero parziale del fax, è chiaramente di uno stupido stratagemma, soprattutto perché un numero di telefono pubblico è alquanto semplice da riferire. In ogni caso questo fa notare come le forze dell’ordine si trovino ad operare in condizioni contrastanti, e cioè in bilico tra il loro dovere e gli ordini imposti dalle entità che operano in maniera invisibile. C’è da chiedersi se continuare ad avere fiducia dei militari in Italia dato che per le multe e i controlli degli scontrini basterebbe la sola polizia.
Vi chiediamo dunque di telefonare, di segnalare le scie chimiche, dicendo espressamente che chiamate da parte della Etleboro. Non abbiamo oggi altre armi, perché le nostre forze dell'ordine, l'arma dei Carabinieri è ormai una combriccola di poltrone e figli di generali, l'onore è rimasto solo nei film. Dobbiamo pretendere da loro di restare al servizio degli italiani non dei padroni, di non servire dei corrotti nonostante continuino a servire dei corrotti. Non abbiamo alcuna paura, posso anche denunciarci, ma sarà in quell'occasione che denunceremo in risposta questo crimine assurdo che viene perpetuato. Porteremo nei tribunali il motore free energy, in modo che possano verificare quanto noi diciamo. Denunciateci pure, ma sappiate che arriveranno tutti i falliti, gli usurati,le vittime dell'anatocismo bancario, che costituiscono un popolo immenso. Siamo l unico popolo che non sostiene nessun partito, che non alzerà nessuna bandiera, ma porteremo solo la prova che esiste una fonte di energia inesauribile, ovunque e accessibile a tutti.



Riportiamo di seguito una telefonata al NOE risalente a dicembre 2006

L'autore del video scrive:


"Intervista" al NOE (Nucleo Operativo Ecologico)

La registrazione della conversazione telefonica con l'operatore del gruppo operativo di Genova.

Il giorno 5 dicembre 2006, considerata l'opportunità di inviare, oltre ai fax, anche un messaggio di posta elettronica, pur essendo consapevole del fatto che non avrei ricevuto riscontri, dedicai ugualmente dieci minuti anche a questa iiniziativa.

Invito comunque tutti a fare altrettanto. Se non si protesta in massa nei modi giusti, non si otterrà niente. Se li oberiamo di segnalazioni, forse romperemo il muro di complicità ed omertà che, vergognosamente, copre gli avvelenatori del pianeta.

Indirizzi email NOE (dalla pagina del sito, cliccate sulla vostra regione):
http://www2.minambiente.it/sito/ccta/ccta.htm

Infine ieri, 12 dicembre, estremamente adirato per l'ennesima massiccia irrorazione a bassa quota ad opera di tankers chimici, ho composto il numero del centro operativo NOE di Genova. Nella registrazione, scaricabile, il desolante resoconto della conversazione con l'operatore. Bisogna mettere in rilievo l'inettitudine ed il pressapochismo dei soliti addetti alla tutela dell'ambiente, il quale unico impegno, in questi frangenti, sembra costituito dal mestiere principe in Italia: lo scaricabarile. Infatti, contraddicendo tutto quanto viene presentato in pompa magna sul sito del NOE, l'operatore afferma: "Noi non possiamo fare nulla di nostra iniziativa. Eseguiamo il mandato del Ministro dell'ambiente e/o della magistratura, inoltre non possiamo eseguire rilievi". Ho capito... allora, se io, domani, dovessi inquinare una falda acquifera, loro, prima di fare qualunque cosa per verificare lo stato della falda, chiedono prima il parere di Pecoraro Scanio ed inoltre chiamano me per i rilievi e le analisi. Grandi!

Sul sito del NOE, si recita invece: Al servizio dei cittadini in difesa dell'ambiente Il servizio è attivo tutti i giorni, compresi i festivi. Chiamando il numero verde è possibile segnalare emergenze ambientali e richiedere informazioni, a qualunque titolo, riguardo la tutela dell'ambiente. L'intervento del Comando Carabinieri Tutela Ambiente può essere sollecitato anche attraverso la posta elettronica, allegando un'eventuale documentazione fotografica. I cittadini saranno periodicamente aggiornati sull'andamento delle loro segnalazioni.

Ascoltando la registrazione, vi verrà da pensare che quanto qui brevemente riportato dal sito ufficiale del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, sia un'emerita presa per i fondelli. Avete pensato bene! E' così. Qui potete scaricare il file MP3, compresso con l'algoritmo di winzip e leggibile con un qualsiasi lettore multimediale. In fondo a questo breve resoconto, invece, la trascrizione dell'email inviata il 5 dicembre allo stesso NOE di Genova. (Link di riferimento)
postato da: TorinoScie | link | commenti (2)
categorie: news
giovedì, 21 giugno 2007

Hello, Hello... how low?
postato da: TorinoScie | link | commenti
categorie: usa , video, scie chimiche
mercoledì, 20 giugno 2007

Scie chimiche e la "salute" umana

Una delle tesi prevalenti mette in relazione le scie chimiche alle epidemie di influenza (tra cui anche Sars, Aviaria, Mucca pazza, ...); tanto per fare un esempio, i Centri per il Controllo della Malattia (in USA) in merito ad una epidemia di influenza hanno affermato che poteva essere dovuta a un "patogeno sconosciuto": dal loro Aggiornamento al Compendio dell'Influenza del 6 maggio 2000, su 100 persone decedute, 11 erano morte a causa di questa "malattia di tipo influenzale", ma il 99% dei pazienti malati risultava negativo ad un test per l'influenza.
I sintomi più ricorrenti riportati dai testimoni sulla scia di queste strisce bianche sono: tosse secca persistente, malessere respiratorio e intestinale, polmonite, affaticamento, letargia, capogiro, disorientamento, forte emicrania, dolori muscolari e alle giunture, epistassi, diarrea, feci sanguinolente, depressione, ansietà, incontinenza e tic nervosi.
I primi a risentire degli effetti di queste scie chimiche sono gli anziani, i giovani e le persone indebolite da malattia o in cattive condizioni fisiche.


Fonte: sciechimiche.org



La malattia di Morgellons

Nota - Questo è il profilo attuale più completo di Morgellons, come lo conosciamo e lo definiamo sulla base di dati di laboratorio e di una ricerca estremamente avanzata condotta da un piccolo gruppo di eroici e brillanti scienziati e fisici che lavorano privatamente.


Esiste una invasione nanotecnologica dei tessuti umani nella forma di nanotubicini, nanocavi con sensori ed altre nanoconfigurazioni, alcune delle quali contengono DNA/RNA geneticamente modificato e combinato.

Questi nanoorganismi prosperano in condizioni di ph estremamente alcalino ed usano l'energia bioelettrica dell'organismo umano ed altri non identificati elementi per alimentarsi (La gente non dovrebbe sforzarsi di avere un ph acido, dovrebbe avere un ph normale di circa 7,5).

È stato provato che questi minuscoli organismi hanno come delle loro batterie interne. Si crede che siano anche capaci di ricevere microonde specificamente sintonizzate, informazioni e segnali EMF e ELF. Non si capisce a quale fine.

I sintomi possono variare da lesioni della pelle, che producono secrezioni leggermente colorate o incolori, che non si rimarginano normalmente, ma guariscono molto lentamente anche se mai tendono ad infettarsi con batteri, all'annebbiameto mentale, a spossatezza, depressione, ecc. Si è anche notato che i nano organismi di Morgellons si trovano normalmente in tutti i fluidi del corpo, negli orifizi e spesso anche nei follicoli dei peli e si crede che compiano una sistematica penetrazione in tutto il corpo interessato.

Quasi tutte le persone affette da questa patologia dicono che i nano organismi di Morgellons sembrano avere come una loro organizzazione o una specie di intelligenza di gruppo. Il diffondersi della malattia è resa possibile nella diffusione delle secrezioni da parte di coloro che sono infetti e attraverso tutti i normali vettori batterici o virali.

È stato dimostrato che alcune secrezioni possono sopportare temperature di oltre 1400 F, la sterilizzazione di routine per le nano secrezioni di Morgellons in tutte le applicazioni dove si richiede il riutilizzo delle strumentazioni mediche o medico dentistiche è insicura.

C'è anche forte evidenza di collegamento tra le molecole di aerosol delle scie chimiche e le molecole di Morgellons, anche se le prove della trasmissione via spray aerei rimane a livello di aneddoto.

Data articolo: giugno 2007
Autore: Jeff Rense
Fonte: www.rense.com
Traduzione a cura di Serenella Speziale

Fonte: ecplanet.com (contiene la mappa  della diffusione del morbo di Morgellons nel mondo. L'italia è compresa)

postato da: TorinoScie | link | commenti (1)
categorie: news, scie chimiche
martedì, 19 giugno 2007

Scie bianche nel cielo di Cuneo

Le seguenti foto risalgono al 24 Maggio 2005 e pubblicate su radiostereo5.info







L'autore, Giorgio Barbero, scrive:
"Questa mattina intorno alle 9,30 sui cieli di Cuneo erano nuovamente presenti le innaturali scie...
Quattro aerei (visibili ovviamente come minuscoli puntini metallici) hanno formato il reticolo di scie.
Il fenomeno si è prolungato sino a metà mattinata con queste scie diffuse ed espanse che hanno oscurato la limpidezza del cielo e la nitidezza della luce solare.
Cosa sono, o meglio di cosa sono composte queste scie?
Perchè sul cielo di Cuneo?
Perchè nessuno ne parla?"


Riportiamo di seguito un articolo pubblicato recentemente su cuneocronaca.it

Nei cieli della Granda avvistate le scie chimiche rilasciate da aerei senza contrassegno: alcuni blog segnalano il frequente ripetersi del fenomeno
L'ALLARME SUL SITO DI RADIO STEREO 5/ LE CHEMTRAILS NON SONO PRODOTTE DAI VOLI DI LINEA/ L'ARPA PIEMONTE: "CONOSCIAMO IL PROBLEMA"


L’allarme lo aveva lanciato, apparentemente in solitaria, Giorgio Barbero dalle pagine elettroniche di radio stereo cinque (http://www.radiostereo5.info/web), il 24 maggio del 2005. Era quella la prima segnalazione (nota) di scie chimiche che si riferiva ai cieli del cuneese. L’ascoltatore di Radiostereo5 in un laconico messaggio in web scriveva “Questa mattina intorno alle 9,30 sui cieli di Cuneo erano nuovamente presenti le innaturali scie... Quattro aerei (visibili ovviamente come minuscoli puntini metallici) hanno formato il reticolo di scie. Il fenomeno si è prolungato sino a metà mattinata con queste singolari scie diffuse ed espanse che hanno oscurato la limpidezza del cielo e la nitidezza della luce solare” ed allegava tre scatti (uno è quello presente in pagina) che riproducevano il fenomeno.

Ora nuovamente, alcune scie simili sono state avvistate nei cieli della Granda e nelle vallate confinanti con la Francia; in particolare, questo fenomeno è stato rilevato il 28/29 maggio 2007 e rilanciato su alcuni blog cuneesi, con il solito dibattito che ne consegue, anche con toni piuttosto allarmati. Le normali scie di condensazione rilasciate dagli aerei di linea sono ormai una normalità che osserviamo da più di mezzo secolo nei nostri cieli.

Attualmente l'aereo è diventato il mezzo di trasporto più sicuro, veloce e, in alcuni casi anche uno dei più economici grazie ai voli Low Cost presenti sul mercato da ormai alcuni anni. L'intensa attività degli aerei ha causato un pericoloso aumento della nuvolosità, soprattutto nella fascia nord atlantica, oltre ad aver incrementato l'aumento del buco dell'ozono e dell'effetto serra, insieme ad altri fattori responsabili come le attività che utilizzano energia proveniente da combustibili non rinnovabili.

Le scie chimiche, tuttavia, non riguardano i normali aerei di linea. Circa dal 1996, in quasi tutti gli Stati Uniti sono state osservate nei cieli delle strane scie che mostravano qualità differenti dalle normali scie di condensazione degli aerei. Da noi il fenomeno è fortemente presente in Sardegna e nel Lazio. Queste scie addirittura comparivano in zone dove prima il traffico aereo era totalmente assente e apparivano in bizzarre formazioni, incrociandosi in grandi reticolati o formando delle grandi X. Schemi che lasciano pensare ad attività di irrorazione (areosol) invece che a delle normali attività di aerei di linea. La caratteristica ancora più sconcertante è che queste scie non si dissipano in pochi secondi come accade per una normale scia di condensazione, anzi si espandono, si "diluiscono" nel cielo, formando come un velo che va a ricoprire tutta l'area interessata.

Quando un aereo vola a quote fredde e soprasatura l'aria umida, il vapore acqueo che esce dai motori si condensa in piccole gocce. Quando queste gocce sono prodotte a temperature ancora più rigide, si formano addirittura cristalli di ghiaccio. Le scie chimiche o chemtrails sono invece scie di sostanze chimiche nebulizzare nell'aria tramite sistemi di irrorazione montati su aereoplani che non appartengono al normale traffico aereo. Queste sostanze vengono irrorate a diverse altezze a seconda degli scopi per cui vengono utilizzati.

Di certo sappiamo che non si tratta né di aerei di linea né commerciali, poiché spesso transitano in zone in cui il traffico aereo è inesistente e soprattutto ignorano i limiti di quota e distanza che regolano la sicurezza di volo. Inoltre sono stati fotografati sia in volo sia in aeroporti, aerei bianchi senza insegne, cisterne dei cieli normalmente usate per rifornire di carburante i caccia da guerra in quota, ma che a quanto pare possono essere adibite ad altro scopo. Fra le sostanze rinvenute in diverse zone saturate dalle scie, si riscontrano oltre ad alluminio e bario anche titanio, bromuro e batteri che normalmente vivono negli alti strati dell’atmosfera e che inglobati da questi aerosol chimici sono trasportati a terra, con inimmaginabili conseguenze sulla salute dell’uomo.

Onde evitare che si gridi subito al complottismo di facile maniera, ve lo diciamo in coda, come se fossimo su un aereo. Alcuni Stati ed Enti hanno già fatto mezze ammissioni in materia. Tra questi anche l’ARPA Piemonte che in una lettera di risposta sull’argomento dichiara: “Per quanto riguarda il fenomeno delle "scie chimiche" conosciamo il problema, tuttavia l'ARPA è un organo tecnico che misura e fornisce i dati ambientali, ma non è deputato a prendere decisioni di tipo politico o strategico”.

Vi suggeriamo, poichè della “nostra” Arpa si parla, di leggervi tutto il documento su: www.pressante.com/content/view/530/32/

Paolo Somà

Micoplasma: l'agente patogeno delle affezioni neurosistemiche

  Fonte:  Scie Chimiche (Chemtrails)

"Con le scie chimiche, come dimostrato da insigni ricercatori (giornalisti indipendenti, biologi, medici...) sono diffusi anche agenti patogeni: oltre a virus e viron (virus modificati geneticamente), con le irrorazioni è sparso il micoplasma, un comune agente patogeno trasformato in arma. Il testo che propongo, pur non recente (risale al 2001), tratto dalla rivista Nexus, edizione italiana, mantiene intatta la sua tragica attualità, visto che l'operazione "scie velenose" ha conosciuto un'escalation in quasi tutti i paesi del mondo. Ringrazio il gentilissimo Dottor G.G., per avermi fornito tanto prezioso materiale."




Articolo del
Dottor Donald W. Scott:
Prima parte
Seconda parte
Terza parte
Quarta parte
Quinta parte
Sesta parte
postato da: TorinoScie | link | commenti (3)
categorie: news
lunedì, 18 giugno 2007

Focus sulla disinformazione


Con questo post inauguriamo il tag "Disinformazione".


Queste immagini e le loro didascalie parlano da sole:


- Focus di Maggio - (immagine reale o fotoritocco?)


- Focus di Giugno -

Se tutto fosse normale, se fossero davvero scie di condensazione... perché riempire web e media con notizie fuorivanti? Perché tutto questo accanimento a mostrare delle "innocue" e "candide" scie di vapore acqueo in ogni dove?

Ricordiamo, inoltre, che Focus di Aprile aveva dedicato la copertina al tema "come salvare il pianeta dal riscaldamento globale". Al suo interno si parlò anche di "irrorazione di aerosol nell'atmosfera con razzi o aeroplani" e di "schermatura solare".


sabato, 16 giugno 2007

Basilica di Superga nel 1979

Foto tratta da
"Le splendide città d'Italia" edito da Selezione dal Readest Digest S.p.a. Milano, prima edizione del Gennaio 1979.


Segnalazione by cicciobello sul forum di sciechimiche.org
venerdì, 15 giugno 2007

Scie bianche nel cielo di Torino


- Cinema Reposi, Via xx Settembre -


- Palazzo di Giustizia -
martedì, 12 giugno 2007

Scie bianche nel cielo di Cagliari



L'autore scrive:

"Domenica 10 Giugno 2007, Cagliari, ore 8.15. Le scie chimiche dei tanker invadono il cielo azzurro di una bellissima giornata di sole, in pochi minuti una coltre biancastra ricopre il cielo e offusca il sole. Politici e media taciono, dando consenso a operazioni militari sconosciute."