Scie bianche nel cielo... che cosa sono?

Scie chimiche o scie di condensazione?

TorinoScie

Utente: TorinoScie

- Cosa sono quelle scie bianche?
- Quali scie bianche?
- Quelle lassù, nel cielo!
- Ah… ma non sono le scie degli aerei?

Il cielo su Torino


Per capire meglio

Secondo le definizioni tratte da pubblicazioni di enti come l’EPA o la FAA una scia di condensazione consiste fondamentalmente di vapore acqueo, immesso nell’atmosfera dagli scarichi caldi di un motore in quantità sufficiente a saturare, una volta a contatto con l’aria fredda d’alta quota, e condensarsi momentaneamente in cristalli di ghiaccio o goccioline d’acqua.

Di norma queste scie si formano soltanto dagli 8.000 metri in su, con temperature inferiori ai -40 °C ed umidità relative non inferiori al 70%. Le scie di condensazione si dissipano mediamente in una cinquantina di secondi, o al massimo qualche minuto.

Il blog

Quindi, se non sono scie di condensazione... quelle scie bianche cosa sono?

Questo blog raccoglie foto e video che testimoniano la presenza di scie bianche sulle nostre teste.

Osserviamo il cielo: che cos'è ciò che vediamo?

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lunedì, 30 aprile 2007

Cosa sono le scie chimiche?
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categorie: video, scie chimiche
mercoledì, 25 aprile 2007

Strategia dell’allarme

24/04/2007, Maurizio Blondet, effedieffe.it
 

«Allarme siccità»: non so se avete notato come tutti i TG e i giornali aprano lo stesso giorno con lo stesso allarme. Con le stesse immagini: il Rio delle Amazzoni in secca, il Po asciutto.
Non c’è dubbio, è l’allarme siccità. Ma sono indubbie anche le seguenti citazioni, trovate in un sito internet:

«Alla ricerca di un nuovo nemico che ci unisse, giungemmo all’idea che l’inquinamento,  la minaccia del riscaldamento globale, la mancanza d’acqua, la carestia e cose del genere fossero adatte…».
Questa è una frase da una pubblicazione del Club di Roma. (1)

«Abbiamo bisogno, per ottenere un ampio sostegno, di catturare l’immaginazione pubblica… sicchè dobbiamo offrire scenari paurosi, fare dichiarazioni semplificate e drammatiche, e non menzionare alcun dubbio…ciascuno di noi dovrà fare il giusto bilancio fra l’essere efficace e l’essere onesto».
Questo è Stephen Schneider, docente di climatologia a Stanford, soprannominato «il super-venditore dell’effetto serra».

«Anche se la scienza del riscaldamento globale fosse tutta falsa… il cambiamento climatico offre la più grande opportunità di portare nel mondo uguaglianza e giustizia»: così Christine Stewart, ministro dell’Ambiente canadese. (2)

Sì, c’è siccità, e ne siamo tutti coscienti. Siamo infinitamente meno coscienti di un «allarme manipolazione»: di essere psichicamente influenzati, anzi soggiogati, da un vasto progetto.

Tale progetto è malthusiano: poteri forti mirano alla riduzione della popolazione umana.
Non a caso, il verbo del Club di Roma viene ancor oggi reclamizzato da un blog «spontaneo», che è ospitato nel sito de La Stampa di Torino: il blog si chiama «decrescita.it».
I poteri forti dietro il progetto-allarme sono ben identificati.

Nel 1972, quando il Club di Roma diffuse il suo rapporto, Maurice Strong, un miliardario canadese e membro del Club, era capo dell’UN Environmental Programme.
Nel 1992 lo stesso Strong ha organizzato la Conferenza dell’ONU sull’Ambiente; e nel frattempo aveva creato «spontanee» ONG di base, di nome «Planetary Citizens» e «World Future Society», il cui scopo è di reclamare «dal basso», a nome della presunta «società civile», le misure malthusiane volute dall’alto. (Segue>> )

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categorie: news
martedì, 24 aprile 2007

Allarme siccità: le notizie delle ultime 24 ore

 

  

Foto: siccità in Tunisia, WWF/Canon - M. Gunther

 

 

Siccità, non ancora emergenza, ma servono interventi - Bertolaso

MILANO (Reuters) - Per il responsabile della Protezione civile l'assottigliarsi delle riserve idriche, con il Po quasi in secca per le scarse precipitazioni, non rappresenta ancora una emergenza, ma sarebbe opportuno un qualche intervento concreto da parte del governo, oltre agli allarmi a parole. (Segue>>)

 

Emergenza siccità in tutta la penisola italiana

Il governo italiano potrebbe decidere oggi se proclamare lo stato di crisi per la siccità. La situazione è allarmante: la portata del fiume Po a Pontelagoscuro, verso la foce, è già di 430 metri cubi al secondo, meno della metà del valore normale e siamo solo ad aprile. Nel 2003, l'anno del grande caldo, un tale livello fu toccato ma non prima di giugno. Il problema riguarda tutta l'Italia che da settembre a febbraio ha visto un calo delle precipitazioni di circa il trenta per cento rispetto a un anno fa.
[..]
"C'era qualcosa da fare ieri: risparmiare acqua e utilizzarla meglio, cioè non sprecarla - dice il geologo Mario Tozzi -. Il problema non è soltanto che piove meno ma anche che buttiamo via moltissima acqua". I danni che la siccità farà quest'anno, soprattutto in agricoltura, sono già stimati attorno a un miliardo di euro. Ma il timore maggiore è quello dei blackout: senza acqua non potranno funzionare le centrali idroelettriche e non potranno essere raffreddate le turbine di quelle alimentate con altre fonti. (Segue>> )

 

 

SICCITA', BERTOLASO: UN'ESTATE TORRIDA COME NEL 2003

Roma, 24 apr. (Apcom) - Un estate da incubo. Quella che ci aspetta quest'anno sarà torrida come nel 2003, per questo bisogna imparare a dosare l'acqua preziosa dai rubinetti. Lo sostiene il responsabile della Protezione Civile Guido Bertolaso che ha rilanciato al governo la richiesta di uno stato di emergenza.

Bertolaso avverte che "la neve si sta sciogliendo a velocità impressionante: questa estate porebbe battere il terribile record del 2003, l'anno in cui ci sono stati più di 30mila morti per il caldo in Europa". Il momento "peggiore arriverà tra un mese". Per agire nel modo giusto "bisogna fare andare nella stessa direzione governo, regioni, autorità di bacino, associazioni agricole, società elettriche. Ci vuole un'unica mano che dosi il rubinetto, in modo da non sprecare nemmeno una goccia: una sola cabina di regia per aumentare efficienza del sistema". (Segue>> )

 

 

Siccità, si va verso lo stato di crisi Danni al Nord. Più volte sopra i 40˚

Il caldo già a giugno. Cali nella produzione del mais del 15%. Gli italiani sull'Everest per il clima

ROMA - Potrebbe scattare l'emergenza nazionale sul fronte della siccità che rischia di mettere l'Italia in difficoltà nei prossimi mesi, anche sul fronte di un blackout elettrico. (Segue>> )

 

Allarme estate torrida e siccità Rischio black out e scarsa acqua

Bertolaso: il peggio sarà tra un mese

Lo scenario che si preannuncia è nero: se le misure straordinarie di risparmio idrico non saranno sufficienti si andrà verso il razionamento dell'acqua. Black-out elettrico, acqua con il contagocce, gran parte delle colture rovinate. Alla vigilia dell'estate siamo già in piena emergenza idrica con i grandi fiumi già in secca e l'allarme degli agricoltori che prevedono sette miliardi di danni. Il Po a Pontelagoscuro è sceso di 80 centimetri in una sola settimana mentre il lago di Garda è a Peschiera è di cinquanta centimetri al di sotto della media storica degli ultimi 50 anni. Sarà necessario arrivare al razionamento dell'acqua? L'ipotesi non è esclusa, anzi è tra quelle al vaglio del governo che si appresta ad affrontare il tema anche in consiglio dei ministri. (Segue>> )

 

Siccità: agricoltura a forte rischio

Subito un Piano per affrontare l’emergenza. Sempre più indispensabile la “Cabina di regia”

La Cia è fortemente preoccupata per la carenza idrica. Fiumi, laghi e bacini sono già a livello di guardia. Evitare conflittualità e attivare azioni per garantire un uso razionale dell’acqua. Il mondo agricolo è pronto a fare la sua parte. (Segue>> )

 

Il grande fiume è sceso di 80 cm in 7 giorni

Clima, allarme siccità per il Po

Si aggrava la situazione di emergenza idrica con il fiume Po che a Pontelagoscuro è sceso di 80 centimetri in una sola settimana. E' quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti che, in occasione della Giornata della terra, sottolinea come un terzo del valore del Made in Italy agroalimentare dipende dalla disponibilità idrica del bacino del Po che garantisce l'acqua necessaria al nutrimento del bestiame per la produzione di oltre i tre quarti dei formaggi e dei prosciutti italiani a denominazione di origine. (Segue>> )

 

Siccità: un film già visto

Si replica la kermesse degli allarmi e delle emergenze
Siccità, un film già visto. Se non fosse per la drammaticità della situazione climatica globale verso cui si va incontro a passo veloce, verrebbe voglia di usare il sistema di Eduardo de Filippo nello storico film «L'oro di Napoli».
Sono sempre gli stessi attori: quelli che hanno denunciato l'aggravarsi dei cambiamenti climatici, che hanno invocato le energie alternative, gli sprechi degli acquedotti che in alcune parti d'Italia superano il 40%... insomma tutta la liturgia delle lamentazioni e delle soluzioni.
E lo hanno fatto perché gli allarmi già c'erano!
Ed ora, di fronte alla previsione di un'estate rovente ecco che, secondo le solite voci bene informate, il ministero per lo Sviluppo economico pensa di orientarsi «verso la dichiarazione dello stato di emergenza» nel caso le Regioni avanzano una richiesta in tal senso.
Un invito a nozze.
Si pensa di utilizzare le grandi riserve dei laghi e degli invasi e, per evitare il rischio di blackout, si sta valutando «il distacco delle utenze industriali cosiddette “interrompibili” (cioè quelle che pagano meno perché hanno dato tale disponibilità, N.d.R.) e il maggior acquisto di energia dall'estero».
Comunque, assicurano, tale emergenza non riguarderà le utenze domestiche...
Per evitare che ci piovano addosso le accuse di qualunquismo e allarmismo, ci permettiamo di ricordare che sono più di 20 anni che l'allarme è stato lanciato. In questo lasso di tempo la natura si è adeguata: alcune essenze hanno cambiato di quota, alcune specie hanno cambiato mare, alcuni uccelli hanno modificato le loro abitudini migratorie... e gli uomini? Questi signori/padroni della Terra?
Hanno continuato ad immettere gas serra, a costruire case in riva al mare o in montagna senza alcun criterio di risparmio energetico, a bruciare propellente non rinnovabile, ad incrementare la pesca, ad arredare le proprie abitazioni con legname pregiato... dobbiamo continuare? (I. L.) (Fonte)

  

Siccità: dal Po segnali allarmanti

Il Po ha attualmente una portata di 431 metri cubi di acqua al secondo, meno della meta' del valore medio storico, che e' di 953 metri cubi. I dati dell'Arpa Sim dell'Emilia Romagna confermano le conclusioni alle quali sono giunti gli esperti riuniti questa mattina al ministero dello sviluppo: occorre avviare gia' da ora un piano di interventi per far fronte all'emergenza siccita'. (Segue>> )

Siccita': De Castro, "E' crisi nel bacino del Po"

MILANO - Preoccupa lo stato dei fiumi del bacino del Po. "Abbiamo una situazione di crisi evidente. I nostri tecnici dicono che la situazione del livello del Po oggi e' pari a quella che l'anno scorso avevamo alla fine di giugno. Quindi, con due mesi di anticipo, e' una situazione oggettivamente pesante". Cosi' il Ministro per le Politiche Agricole, Paolo De Castro. (Agr) (Fonte)

 

Siccità estiva e blackout, è allarme a livello nazionale

ROMA – Quella del 2007 potrebbe esser un estate ad alto rischio siccità. E' l'allarme lanciato dai tecnici dei produttori e gestori di energia, dell'Authority e delle Regioni, dell' Autorità di bacino e Protezione civile al Ministero per lo Sviluppo economico alla luce delle previsioni meteorologiche a lungo termine che indicano temperature oltre alle medie stagionali oltre ad una carenza idrica dei corsi d'acqua. A risentirne sarebbero anche le centrali idroelettriche con un possibile rischio blackout. (Segue>> )

 

Siccità, l'Italia rischia lo stato di crisi
E' allarme siccità. I tecnici riuniti al Ministero per lo Sviluppo economico sono pronti a chiedere lo stato di crisi al governo ed il contenimento dei consumi idrici. Le poche piogge e le temperature già primaverili al di là di ogni aspettative sono pronte a creare grossi problemi all’agricoltura ma anche alla produzione di elettricità. Da qui il possibile stato di crisi che sarebbero ormai pronti a chiedere i tecnici riuniti al Ministero per lo Sviluppo economico. (Segue>> )

 

CONFAGRICOLTURA - SICCITA’: A RISCHIO FRUTTA ESTIVA, ORTAGGI, RISO, MAIS E BIETOLE, CHE VALGONO QUASI 7 MILIARDI DI EURO

Dopo un inverno caldo e un’estate che sembra arrivare con grande anticipo, il rischio “crisi idrica” diventa sempre più reale. E le preoccupazioni degli agricoltori sempre più forti. Confagricoltura ricorda che tra le colture più a rischio, oltre a tutta la frutta estiva (pesche, albicocche, nettarine ...) e agli ortaggi (meloni, angurie, melanzane ...) che da soli coprono oltre 250.000 ettari, per un valore della produzione di quasi 4 miliardi di euro, ci saranno in campo riso, mais e bietole rispettivamente con 230.000, 1.000.000 e 95.000 di ettari coltivati per un valore che sfiora i 3 miliardi di euro. (Segue>> )

SICCITA': GIA' DA GIUGNO E' RISCHIO BLACK OUT

L'emergenza idrica puo' mettere a rischio l'equilibrio elettrico nazionale causando un ammanco di 5.000 mw al giorno tra giugno e luglio. L'allarme era stato lanciato da Terna a febbraio scorso e oggi nuovamente affrontato nel tavolo tecnico riunito al ministero dello Sviluppo economico. La situazione del bacino del Po si e' infatti aggravata e gli obiettivi di contenimento dei bacini idrici restano lontani. (Segue>> )

 

Po, la siccità è arrivata con tre mesi d'anticipo

Navigazione limitata, ad aprile non era mai accaduto
«Per cause tecnico-ambientali le corse saranno limitate a Italia ‘61». Poche parole, per spegnere il sorriso dei bambini alla ricerca della gita domenicale sul fiume, ma anche per temere gli effetti di un’estate che ci può lasciare a bocca asciutta. Il cartello, appeso qualche giorno fa da Gtt all’imbarco del Valentino è solo l’ultimo, preoccupante segnale di un allarme siccità che ormai difficilmente potrà rientrare.
[..]
Il motivo di tanta siccità? Al di là del fatto che è piovuto molto meno rispetto agli altri anni e che le previsioni non fanno pensare all’arrivo di gocce benefiche dell’ultima ora, a dare il colpo di grazia al livello dei fiumi è stato un inverno particolarmente mite. «Ha fatto troppo caldo, la temperatura è stata sempre al di sopra delle medie stagionali - incalza De Ruggiero - e questo ha fatto la differenza». (Segue>> )

SICCITA': E' ANCHE ALLARME BLACKOUT PER INIZIO ESTATE / ANSA

(ANSA) - ROMA, 22 APR - Resta alta l'allerta blackout per la carenza idrica. All'inizio dell'estate quando l'afa ed il caldo spingono all'insu' i consumi per il ricorso a refrigeratori e condizionatori, la penisola potrebbe ritrovarsi infatti a fare i conti con un offerta elettrica, penalizzata dalla mancanza di acqua, non in grado di soddisfare la domanda. Con il rischio, cioe', di rimanere al buio. (Segue>> )

 

Siccita', piano per tagliare i consumi d'acqua. Pecoraro Scanio: stato di crisi

Poca acqua nei fiumi e bacini

L'emergenza siccità va affrontata senza indugi e con razionalità. Il primo passo, vista la situazione ed i problemi per l'ambiente, l'agricoltura e l'energia, è dichiarare lo stato di crisi, che domani chiederò nel corso del Consiglio dei ministri". Anche se i tecnici oggi si sono dati appuntamento al 7 maggio per una nuova riunione della taskforce su clima e produzione di elettricità, il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio non ha dubbi: bisogna far presto. (Segue>> )

 

 

 

Domande: come mai nessuno (nessuno) menziona le sostanze chimiche con proprietà igroscopiche (capacità di assorbire l’acqua) che ogni giorni vengono irrorare nel cielo?

 

Come mai tutti si lamentano del caldo che c’è e che ci sarà quest’estate, della siccità e del fatto che non piove, ma nessuno (nessuno) ci dice che molto spesso un numero massiccio di scie bianche si presenta in corrispondenza di un fronte nuvoloso che potrebbe portarci pioggia?

 

Come mai tutto questo allarmismo sui danni dell’agricoltura e su eventuali black-out e nessuno (nessuno) si occupa seriamente delle migliaia (migliaia) di aerei (probabilmente militari) che ogni giorno rilasciano sostanze chimiche inibitrici per la pioggia?

 

Come mai quando si parla di caldo e siccità non si parla mai di scie chimiche? E’ possibile che questa situazione è causata esclusivamente dalle nostre abitudini? Se fa caldo e se manca l’acqua siamo noi i primi a subirne le conseguenze. Ma siamo proprio sicuri che la colpa sia totalmente nostra? Cosa fanno tutti quegli aerei nei nostri cieli? Saperlo non è forse un nostro diritto?

 

Quest’estate avremo caldo, la nostra agricoltura subirà molti danni, i nostri anziani e i nostri bambini soffriranno particolarmente il caldo, subiremo dei disagi, forse staremo al buio, avremo sete, ci sentiremo fiacchi nelle città afose, qualcuno avrà a disposizione razioni minime di acqua potabile, a causa del caldo si verificheranno molti decessi…

 

… non abbiamo dunque il diritto di sapere? Quelle sostanze spruzzate sulle nostre teste hanno o no a che vedere con tutto ciò che subiremo nei prossimi mesi?

 

In questi post vi abbiamo mostrato ciò che si vede dai satelliti quando è in arrivo un fronte nuvoloso che ci può portare la pioggia tanto desiderata.

 

Questo, invece, è un esempio di ciò che vediamo alzando gli occhi al cielo.

 

 

Ciò che vorremmo è una semplice risposta ad una semplice domanda: queste scie, sono collegate con il caldo e con la siccità che siamo costretti a subire?

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categorie: news, foto, scie chimiche

Scie chimiche complilation Vol. 3 - Marzo 2007 - Vasto (Chieti)

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categorie: italia, abruzzo, video, scie chimiche
lunedì, 23 aprile 2007

Aerei a bassa quota nel cielo di Roma
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categorie: italia, lazio, video, scie chimiche
domenica, 22 aprile 2007

Cosa sta succedendo nei nostri cieli?
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categorie: video, scie chimiche
mercoledì, 18 aprile 2007

Queste NON sono scie di condensazione
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categorie: video, scie chimiche
lunedì, 16 aprile 2007

ALLARME AGRICOLO – Giugno 1, 2006

Fonte: usac.it

BOZZA PER UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DA PRESENTARE AL SENATO E ALLA CAMERA DEI DEPUTATI STATUNITENSE SUI DOCUMENTI IN FASE DI APPROVAZIONE DI MODIFICAZIONE SPERIMENTALE DEL CLIMA

Di Rosalind Peterson

Il documento 517 del Senato Statunitense e il documento 2995 della Camera dei Deputati Statunitense sono documenti specifici che contengono l’autorizzazione al cambiamento sperimentale del clima attraverso metodologie artificiali. Tali documenti implementano la politica nazionale sulla modificazione del clima ma non includono una presa di coscienza da parte dell’opinione pubblica e degli organismi preposti alla salvaguardia dell’agricoltura nazionale. Tali documenti pertanto costituiscono solo una traccia relativa alla strategia generale da adottare approvata nel 2006.

Questi 2 documenti sono stati pensati per implementare la sperimentazione sul cambiamento artificiale del clima e non includono al loro interno alcun riferimento ai responsabili dell’ambiente (EPA), dell’agricoltura, delle acque, o ai rappresentanti dei cittadini, e non contengono alcuna misura cautelare di controllo da parte del Congresso, dello Stato, della Provincia, o una presa di coscienza da parte dell’opinione pubblica, in merito alle azioni previste e alle conseguenze economiche di tale progetto.
Il cambiamento climatico, infatti, può causare dei seri danni ai campi di grano e ad altre coltivazioni e alle falde acquifere. Se il clima cambiasse in uno stato, in una regione o in una provincia, questo evento sicuramente avrebbe delle disastrose ricadute in ogni altro stato, regione o provincia. E chi e con quale autorità sta decidendo che tipo di modificazione del clima sperimentare e attuare e quale impatto positivo o negativo sulla vita del pianeta tale evento avrà?

L’esperimento di modificazione artificiale del clima previsto nel progetto descritto in questo documento, avrà un impatto disastroso non solo in California ma in tutti gli Stati Uniti. Molti programmi di modificazione del clima (80 previsti dal NOAA nel solo 2005) incluso un piano per accrescere il volume delle nevicate, possono provocare una significativa diminuzione delle piogge e dell’afflusso di acqua piovana in Oklahoma e Texas, due stati che stanno soffrendo a causa degli incendi provocati dalla scarsità di precipitazioni. Noi non abbiamo un’idea di ciò che accadrà in futuro per l’esperimento in corso nel Wyoming o a causa degli altri esperimenti di modificazione del clima. Oltre agli esperimenti di modificazione del clima previsti dal NOAA ce ne sono degli altri allo stesso tempo promossi da dei privati e sponsorizzati dal governo in carica che riguardano dei test sul riscaldamento atmosferico in corso in Alaska e in altri luoghi degli Stati Uniti. Il senatore dell’Alaska Stevens, ha di recente ricevuto 50 milioni di dollari di fondi per portare avanti il progetto del riscaldamento atmosferico. In definitive tutti questi programmi di sperimentazione di modificazione del clima sia quelli finanziati dai privati sia quelli pubblici non sono coordinati tra di loro e non hanno un proprio regolamento interno di funzionamento, ma possono dare luogo a inaspettati effetti e possono interagire sinergicamente tra di loro. Il documento 517 presentato al Senato ha appunto la funzione di legittimare e implementare più programmi differenti di sperimentazione di modificazione del clima senza alcun dibattito nazionale o confronto con l’opinione pubblica. La modificazione artificiale del clima può avere un impatto negativo su tutti noi riducendo le riserve idriche, cambiando i cicli di produzione agricoli, riducendo i raccolti e la disponibilità d’acqua. Questo è determinato dal fatto che molti di questi programmi utilizzano il rilascio nell’atmosfera di sostanze chimiche tossiche o i cui effetti sull’ambiente sono ancora sconosciuti. L’alluminio trimetile (TMA) ed il bario sono le due sostanze chimiche che sono state utilizzate recentemente nei programmi di controllo del riscaldamento atmosferico in accordo con la NASA. Il programma H.A.A.R.P. di riscaldamento atmosferico dell’Alaska può avere la capacità di cambiare il flusso delle correnti d’aria che potrebbe anche cambiare il nostro clima. Molte società private che si occupano della modificazione del clima ammettono che gli effetti di tali esperimenti sulle precipitazioni possono essere positivi e negativi. Ad esempio i programmi di dispersione della nebbia, usando ghiaccio secco, nitrogeno liquido, propano liquido o ioduro di argento possono migliorare la visibilità ma allo stesso tempo possono danneggiare le Foreste Rosse lungo la costa californiana privandole dell’acqua necessaria al loro sviluppo che loro assorbono dalla nebbia. L’uso crescente di sostanze chimiche come l’alluminio (abbinato all’aumento dell’inquinamento atmosferico) può impattare molto sulla salute degli alberi privandoli dell’acqua e delle sostanze nutriente che loro normalmente assorbono con le loro radici. Nel numero di Dicembre 2005 della Rivista Scientifica Popolare è stato pubblicato un dibattito su un piano di utilizzo di un particolare olio sdrucciolevole per fermare gli uragani senza parlare dei nefasti effetti sull’ambiente derivanti dalla dispersione di quest’olio nell’oceano. Lo stesso giornale ha anche pubblicato delle indiscrezioni a proposito di una società privata, la Dyn o Mat, che avrebbe un piano per acquistare dei jet allo scopo di rilasciare all’interno degli uragani tonnellate di polvere chimica capace di assorbire l’umidità e di disgregare gli uragani. E’ importante sottolineare che per tale progetto non esiste alcun controllo né da parte delle istituzioni dell’agricoltura, né la consapevolezza da parte dell’opinione pubblica di quali conseguenze potrebbero verificarsi in seguito alla precipitazione di tali sostanze chimiche sulle acque ed in superficie.

L’Alaska ed altre aree degli Stati Uniti stanno iniziando ad avvertire l’impatto dei mutamenti climatici. Cambiamenti negativi enormi stanno avvenendo negli alberi e nella vegetazione tali da provocarne il progressivo peggioramento delle condizioni di salute.
La NASA ha fatto sapere in una sua comunicazione del 2005 che sta aumentando il numero di composti chimici persistenti che trattengono il calore nell’atmosfera ed esasperano il riscaldamento globale del pianeta. La NASA continua dicendo che qualsiasi accrescimento della massa di nubi che ricoprono il pianeta può contribuire a determinare cambiamenti di lunga durata nel clima della Terra e ogni cambiamento può avere degli effetti sulla natura e sulle risorse naturali. L’oscuramento globale ed i composti chimici persistenti possono produrre nuvole artificiali che potrebbero avere seri impatti sulla produzione di grano. Uno studio in Illinois sui chicchi di grano dimostra come l’aumento della copertura del cielo riduce la produzione del grano mentre la luce del sole la accresce. Inoltre l’aumento della massa nuvolosa ad opera dell’uomo può ridurre la funzionalita’ dei pannelli solari .

Gil Smolin, un esperto del flusso del volo migratorio degli uccelli, ha detto durante la trasmissione della Radio KGO (5 Gennaio 2006) che il flusso migratorio si propaga più velocemente in inverno quando c’è mancanza di luce solare. Potrebbe dunque l’incremento artificiale delle nuvole contribuire alla scarsità di luce solare responsabile del volo migratorio degli uccelli causare una accelerazione in questo processo e una sua reiterazione in altri periodi dell’anno? La modificazione sperimentale del clima può dunque esasperare il problema della scarsità di luce solare con tutte le conseguenze connesse a tale fenomeno cambiando il clima e i suoi naturali processi. Il documento 517 presentato al senato non tratta minimamente di questi importanti problematiche. Invece propone di stabilire un regolamento autonomo della modificazione del clima senza alcun controllo da parte della politica dell’agricoltura o dell’opinione pubblica, o alcun riferimento ad altri programmi politici e militari. Senza tale monitoraggio le risorse naturali e in particolare le risorse idriche potrebbero essere danneggiate. E chi si farà carico di assumersi la grave responsabilità delle conseguenze di questi programmi? O chi pagherà per gli inaspettati disastri climatici dovuti a tale sperimentazione?
Infatti se tali programmi cambiano il corso delle stagioni e conseguentemente alterano o interrompono i processi di impollinazione delle colture potrebbero esserci anche delle pesanti ricadute sulla produzione agricola con delle serie conseguenze economiche.

Per favore contattare i governi locali, quello statale e quello federale per potere bloccare l’efficacia di tali documenti. Infatti tali documenti hanno necessariamente bisogno del controllo degli organismi politici dell’agricoltura e della consapevolezza e dell’approvazione dell’opinione pubblica prima di dare esecuzione a qualsiasi progetto di sperimentazione. Noi abbiamo assoluto bisogno di dialogare confrontarci con tutti questi soggetti prima di dare luogo a qualsivoglia esperimento.

Per maggiori informazioni per favore contattare:

Rosalind Peterson
Post Office Box 499
Redwooud Valley, California 95470
(707)485-7520
E-Mail info@californiaskywatch.com

giovedì, 12 aprile 2007

Ashley  e le scie bianche nel cielo
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categorie: video, scie chimiche
mercoledì, 11 aprile 2007

Il pianeta ha la febbre

 

Raffreddiamolo con le scie degli aerei.

Riportiamo alcuni punti salienti degli articoli  pubblicati in questo post.


 

 

 

I rapporti parlano di un abbassamento di luminosità che è impressionante.

 

Si attribuiscono all’oscuramento globale fenomeni quali la desertificazione e la siccità in alcune zone del pianeta. Anche in Italia: siccità spostamento delle perturbazioni invernali, riduzione delle portate dei fiumi ed altre cose.

Gli aerosol nell’atmosfera fanno da nuclei di condensazione per la formazione di nuvole: il cielo diventa sempre più nuvoloso e riflette indietro la luce solare.

 

Sembra che una causa importante di questa riflessione siano le scie degli aerei in alta quota.

 

Un'idea di tale situazione si ebbe durante le tre giornate successive all'11 Settembre 2001 quando, in seguito agli attentati terroristici, il traffico aereo civile fu sospeso nell'intero territorio statunitense. Tale situazione ebbe un effetto immediato sulla luminosità dei cieli nordamericani che apparvero insolitamente nitidi a causa della pressoché totale assenza delle scie generate dagli aerei.

 

L'effetto netto derivante da tale ritrovata luminosità del cielo fu pari ad un incremento medio di almeno 1,1°C delle escursioni termiche giornaliere nell'intero territorio statunitense.

 

L’oscuramento globale potrebbe anche essere una buona cosa dato che l’oscuramento potrebbe contrastare il riscaldamento dell’atmosfera dovuto all’aumento di gas serra.

 

Secondo il modello GISS della NASA, il global dimming avrebbe ridotto il “solar forcing” a fronte di un incremento causato dall'effetto serra, bilanciandone, dunque, gli effetti per ben il 45,6% del totale.

 

Potremmo essere condannati a continuare ad inquinare l’atmosfera per evitare danni peggiori.

 

Se l’oscuramento, come sembra, tende a raffreddare il pianeta ma ciononostante osserviamo un riscaldamento, questo vuol dire che l’effetto della CO2 è molto più intenso di quanto i modelli ci avessero indicato fino ad ora.

 

Fenomeno di segno opposto il cui effetto andrebbe a sommarsi a quello dell'effetto serra rischiamo, perciò, di trovarci di fronte ad scenario nel quale entrambi i fattori spingono nella stessa direzione.


Viviamo in un equilibrio assai precario fra due fattori contrastanti, uno di riscaldamento e l’altro di raffreddamento. Se uno dei due dovesse prendere il sopravvento saremmo nei guai. In particolare, la riduzione rapida dell’inquinamento atmosferico potrebbe, paradossalmente, fare più danni di quanti ne rimedi, causando un riscaldamento globale disastroso.

 

L'enorme beneficio sociale, in termini di riduzione dell'incidenza delle malattie dell'apparato respiratorio, derivante dalle politiche di lotta all'inquinamento pesante, nasconderebbe dunque una insidioso risvolto in un contesto nel quale lo spettro del global warming si fa sempre più minaccioso.

 

Bisogna fare attenzione quando si leggono questo tipo di notizie. Bisogna sempre chiedersi: cosa ci vogliono far credere? Dove vogliono arrivare?

La risposta in questo caso è: ci vogliono far credere che se il clima sta aumentando la colpa è solo nostra, che siamo in una situazione di equilibrio precario, che c’è forse ancora qualche piccola possibilità di salvezza attuando determinate situazioni drastiche, ma dovremmo pagarne il prezzo.

 

Non ci credete? Proviamo a ragionare insieme.

 

 

L’oscuramento globale potrebbe essere una buona cosa in quanto pone resistenza al riscaldamento globale. Poco importa se tale oscuramento avrà ripercussioni sulla vita umana, animale e vegetale, no? Meglio scegliere il male minore.

 

Potremmo essere condannati a inquinare maggiormente. Ma dal momento che la nostra società è proiettata a rispettare sempre più l’ecologia, a utilizzare fonti di energia pulita, a fare la raccolta differenziata, a rottamare le auto con motore Euro1, a promuovere le domeniche ecologiche e le giornate con circolazione a targhe alterne… quale sarà la soluzione? Forse qualcuno, per il nostro bene, penserà di aumentare in qualche modo la produzione di aerosol affinché lo strato di polveri sottili ci salvi dal riscaldamento globale?

 

Se i gas serra prodotti dall’uomo sono la causa del riscaldamento globale e se questi stessi gas serra provocano l’oscuramento solare e di conseguenza una tendenza al raffreddamento significa che siamo in un vicolo cieco.

 

Se non abbassiamo l’inquinamento, l’effetto serra raggiungerà livelli impensabili e sarà difficile rimediare al riscaldamento globale.

Se abbassiamo l’inquinamento con l’intenzione di abbassare il riscaldamento globale, riduciamo lo strato delle polveri sottili che ci riparano dalle radiazioni solari. Di conseguenza, nell’atmosfera penetra più calore e siamo al punto di partenza.

 

Inoltre, le cause del riscaldamento globale imputato all’effetto serra non ha tenuto conto dell’alta contributo di segno opposto (raffreddamento) che ha dato l’oscuramento globale. Ciò implica che i gas serra sono ancora più dannosi di quanto abbiamo immaginato.

 

Quale soluzione quindi? Per diminuire il riscaldamento globale bisognerebbe trovare un metodo che raggiunga contemporaneamente due obiettivi opposti tra loro:

- diminuire l’effetto serra, quindi diminuire l’inquinamento e i gas serra.

- aumentare il raffreddamento globale, quindi aumentare gli aerosol e i componenti gassosi riflettono le radiazioni solari.

 

L’ideale sarebbe trovare dei componenti gassosi che, se irrorati nell’atmosfera, aiutano il raffreddamento globale senza però incrementare l’effetto serra.

 

E in che modo questi componenti gassosi potranno essere liberati nell’atmosfera? Il metodo più semplice sembrerebbe proprio l’utilizzo di aerei e delle loro scie… chimiche.

 

Avendo raggiunto lo scopo principale, per contro, si avrà un oscuramento solare, ma almeno non moriremo di caldo. E’ una questione di scegliere il male minore.

 

Si potrebbe obiettare facendo notare che l’irrorazione di sostanze chimiche nell’atmosfera causerebbero malattie dell’apparato respiratorio e altre patologie (in fondo… se in città non possiamo circolare con la nostra auto Euro 1 perché inquina, chissà quanto male faranno alla nostra salute questi aerei utilizzati per l’irrorazione), ma anche questa volta è una questione di scelta del male minore: qualche tumore in più, malattie, sofferenze e decessi per contrastare “lo spettro del global warming che si fa sempre più minaccioso”.

 

Un'altra conseguenza da non trascurare è la mancanza di pioggia. Infatti, irrorando pesantemente elementi chimici nell’atmosfera, lo strato nuvoloso che si ottiene è composto da nubi che non portano pioggia.

 

Ma non vi preoccupate. Presto l’acqua sarà privatizzata e ce ne sarà per tutti. Basta pagare.

 

 

Altri rovesci della medaglia e altre soluzioni.

 

L’agricoltura ha difficoltà a crescere con una diminuzione di luce solare? No problem: interverranno gli OGM a risolvere il problema.

 

Molti prodotti come ad esempio il riso, saranno destinati a scomparire poiché necessitano di molta acqua? Anche in questo caso, nessun problema: il riso geneticamente modificato che ha bisogno di poca acqua è già in commercio.

 

Con meno luce solare i pannelli solari tanto cari agli ambientalisti non sono funzionanti al 100%? Nessun problema: l’energia nucleare è alle porte

 

 

venerdì, 06 aprile 2007

Scie bianche nel cielo... che cosa sono?

Troppe scie, troppo diverse dalle scie di condensazione e troppo strane... è possibile che sia  tutto normale?


Video che sintetizza il significato di questo blog:
giovedì, 05 aprile 2007

Scie bianche nelle foto satellitari



Il fenomeno non è certo recente.



Queste foto satellitari (gentilmente concesse dalla NASA) risalgono al 1996.



Ovviamente la NASA ci comunica che quelle scie che vediamo nelle immagini non sono altro che "contrails" ovvero "scie di condensazione". Come ben sappiamo, le scie chimiche non esistono... ufficialmente.




Ma vedendo queste foto viene naturale chiedersi: da quanto tempo sono utilizzate le scie chimiche? Da quanto tempo stiamo respirando sostanze chimiche? Perchè in dieci anni nessun media ne ha mai parlato?
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mercoledì, 04 aprile 2007

Scie bianche nel cielo di Oristano

Video amatoriale di un amico con suo personale commento:


Le scie in questo video non sono state rilasciate da aerei di linea poichè si trovano in uno spazio aereo militare e non civile, come mostra questa carta aeronautica:

martedì, 03 aprile 2007

Scie di condensazione???


- Foto by Colin 30d, licenza CC BY-NC -


Le scie di condensazione si formano soltanto dagli 8.000 metri in su, con temperature inferiori ai -40°C ed umidità relative non inferiori al 70%.



- Foto by Brian Teutsch
, licenza CC BY-


Le scie di condensazione si dissipano mediamente in una cinquantina di secondi, o al massimo qualche minuto.



- Foto by Urban Penguin, licenza CC BY-NC-ND -


Le condizioni necessarie per la formazione e la persistenza delle scie di condensazione sono molto restrittive.



- Foto by CluodVixen, licenza CC BY-NC-ND -


Com'è possibile che noi vediamo scie bianche nel cielo quasi ogni giorno, in qualsiasi condizione atmosferica e a qualsiasi quota?



- Foto by Haversack, licenza CC BY -


Forse perché non sono scie di condensazione ma qualcos'altro?

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lunedì, 02 aprile 2007

Global warming, global dimming e le scie degli aerei

 

Ecco due esempi di come esperti in meteorologia parlano di clima, cambiamenti climatici, effetto serra, global warming,  global dimming e… udite udite… scie degli aerei.


 

Da aspoitalia.net

CAVALCARE LA TIGRE: NUOVI DATI SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO EVIDENZIANO IL RUOLO DELL’ “OSCURAMENTO GLOBALE”

E’ esplosa recentemente la questione dell “Oscuramento Globale” (global dimming), ovvero del fenomeno che negli ultimi decenni ha portato a una considerevole riduzione della quantità di luce solare che arriva sulla superficie terrestre. Questo effetto è dovuto molto probabilmente all’inquinamento e alle polveri che stiamo immettendo nell’atmosfera. In principio, l’oscuramento globale potrebbe anche essere una buona cosa dato che l’oscuramento potrebbe contrastare il riscaldamento dell’atmosfera dovuto all’aumento di gas serra (CO2) emessi dai combustibili fossili. Ma, in realtà, la conseguenza grave di queste osservazioni è che l’effetto riscaldante della CO2 potrebbe essere molto superiore di quanto si ritenesse finora. Ovvero, il riscaldamento globale potrebbe essere un problema talmente grave che potremmo essere condannati a continuare ad inquinare l’atmosfera per evitare danni peggiori. Sembrerebbe che stiamo cavalcando una tigre: dopo che ci siamo saliti sopra, non possiamo più scendere.

Il primo rapporto sull’oscuramento globale risale al ricercatore giapponese Ohmura nel 1986. Da allora l’evidenza si è accumulata sulle riviste scientifiche ma la cosa è rimasta ignota ai più e il problema non è mai emerso nei tanti dibattiti sull’effetto serra e sul riscaldamento globale. Solo nel 2003 il “Guardian” ha pubblicato il primo articolo apparso sulla stampa sull’argomento. La faccenda è esplosa verso la fine del 2004 e il programma della BBC andato in onda il 15 Gennaio 2005 ha dato probabilmente la spinta necessario per far diventare l’oscuramento globale un argomento bollente, dibattuto sui giornali e su tutti i forum che si occupano del cambiamento climatico, perlomeno su quelli in lingua inglese. Al momento in cui queste note vengono scritte (17 Gennaio 2005) una ricerca con Google trova circa 13.000 riferimenti a “global dimming”, Di questi, circa 12.000 sono apparsi soltanto negli ultimi tre mesi. In Italia, per il momento il termine “oscuramento globale” è pochissimo noto, ma si puo’ presumere che, come succede di solito, l’ondata di interesse nata nel mondo anglosassone arriverà anche da noi in tempi brevi.

I rapporti parlano di un abbassamento di luminosità che è impressionante in alcune zone: dal 1950 a oggi. 22%  in Israele, 9% in Antartide, 10% negli USA, e addirittura 30% in Russia. L’oscuramento medio su tutto il pianeta sembra essere molto minore, misurabile come intorno al 3%, un valore comunque non trascurabile. L’interpretazione è che questo effetto non ha niente a che vedere con cambiamenti della luminosità del sole, che rimane costante o che, al massimo, ha delle minime variazioni. Piuttosto, cambiamenti così massicci, soprattutto nell’emisfero nord, possono essere soltanto spiegati come dovuti alle particelle emesse dalla combustione degli idrocarburi che formano un aerosol nell’atmosfera. Queste particelle rimangono nell’aria per un lungo periodo e fanno da nuclei di condensazione per la formazione di nuvole. Di conseguenza, il cielo diventa sempre più nuvoloso e riflette indietro la luce solare. Sembra che una causa importante di questa riflessione siano le scie degli aerei in alta quota. Si attribuiscono all’oscuramento globale fenomeni quali la desertificazione e la siccità in alcune zone del pianeta. E’ possibile che molti fenomeni di cambiamento climatico osservati negli ultimi anni anche in Italia siano attribuibili a questo fenomeno, per esempio siccità, spostamento delle perturbazioni invernali, riduzione delle portate dei fiumi ed altre cose.

L’oscuramento globale è un elemento nuovo e di grande importanza nella comprensione di come funziona il meccanismo climatico del nostro pianeta e su quali sono gli effetti dell’attività umana sullo stesso. Si sa che il prodotto della combustione degli idrocarburi fossili (CO2) si sta accumulando nell’atmosfera. E’ stato anche osservato che negli ultimi decenni il pianeta si è riscaldato di circa 0.6 gradi centigradi rispetto alle temperature medie degli ultimi 150 anni. L’incremento della concentrazione della CO2 e il riscaldamento sembrano andare di pari passo e i modelli fisici del clima confermano che esiste una correlazione fra le due cose. Secondo le stime, il riscaldamento globale potrebbe diventare rovinoso durante il secolo corrente se non si fa qualcosa per limitare la quantità di CO2 immessa nell’atmosfera. Questa è la ragione del trattato di Kyoto e di molti altri provvedimenti proposti o messi in atto per ridurre l’uso degli idrocarburi fossili.

L’effetto riscaldante della CO2 viene detto “effetto forzante.” Come è ovvio, ci sono molti altri effetti che possono influenzare la temperatura terrestre, per cui l’effetto forzante viene calcolato mediante modelli piuttosto complessi che tengono conto di tutti i fattori. I risultati dei calcoli potrebbero essere modificati dalle ultime novità sull’oscuramento globale. Se l’oscuramento, come sembra, tende a raffreddare il pianeta ma ciononostante osserviamo un riscaldamento, questo vuol dire che l’effetto della CO2 è molto più intenso di quanto i modelli ci avessero indicato fino ad ora. Questa interpretazione sembrerebbe confermata anche dall’osservazione di altri fattori, quali per esempio il contributo del sequestro del calore nelle profondità oceaniche, che anch’esso potrebbe averci fatto sottostimare l’effetto forzante della CO2.

Tutto questo potrebbe significare che viviamo in un equilibrio assai precario fra due fattori contrastanti, uno di riscaldamento e l’altro di raffreddamento. Se uno dei due dovesse prendere il sopravvento saremmo nei guai. In particolare, la riduzione rapida dell’inquinamento atmosferico potrebbe, paradossalmente, fare più danni di quanti ne rimedi, causando un riscaldamento globale disastroso. D’altra parte, l’inquinamento atmosferico è estremamente dannoso per la salute umana. Decisamente, cavalcare la tigre dei combustibili fossili non è stata una buona idea: rischiamo di esserne divorati.

Articolo completo

 

 

Da: Meteogiornale.it

Global dimming

Le attività umane sono le principali responsabili del fenomeno noto come global dimming. Alcuni recenti studi sull'argomento vorrebbero portare alla ribalta tale fattore rimasto, finora, relativamente nell'ombra. Oltre alle immense quantità di gas serra immesse nell'atmosfera, infatti, troviamo altre forme di inquinamento più solide che generano enormi quantità di pulviscolo atmosferico. Le minuscole particelle sospese risultato delle attività umane oltre a riflettere direttamente parte della radiazione solare, fungono da nuclei di condensazione per le molecole di acqua contribuendo a generare una maggiore nuvolosità che a sua volta riduce ulteriormente la quota della radiazione solare che raggiunge la superficie durante le ore diurne. 

[…]

Secondo il modello GISS della NASA, il global dimming avrebbe ridotto, tra il 1880 ed il 2003, il “solar forcing” di 1,39 ± 0,7 W/m² a fronte di un incremento pari 3,05 ± 0,7 W/m² causato dall'effetto serra, bilanciandone, dunque, gli effetti per ben il 45,6% del totale. Cresce dunque il timore che la reale portata del riscaldamento causato dall'effetto serra sia stata finora parzialmente occultata dal global dimming. Trovandoci oggi in presenza di un fenomeno di segno opposto il cui effetto andrebbe a sommarsi a quello dell'effetto serra rischiamo, perciò, di trovarci di fronte ad uno scenario nel quale entrambi i fattori spingono nella stessa direzione. Un'idea di tale situazione si ebbe durante le tre giornate successive all'11 Settembre 2001 quando, in seguito agli attentati terroristici, il traffico aereo civile fu sospeso nell'intero territorio statunitense. Tale situazione ebbe un effetto immediato sulla luminosità dei cieli nordamericani che apparvero insolitamente nitidi a causa della pressoché totale assenza delle scie generate dagli aerei.

Secondo uno studio (D.J. Travis, A. M. Carleton e R. G. Lauritsen) l'effetto netto derivante da tale ritrovata luminosità del cielo fu pari ad un incremento medio di almeno 1,1°C delle escursioni termiche giornaliere nell'intero territorio statunitense (ad esclusione di Hawaii e Alaska) durante i tre giorni presi in esame. L'enorme beneficio sociale, in termini di riduzione dell'incidenza delle malattie dell'apparato respiratorio, derivante dalle politiche di lotta all'inquinamento pesante, nasconderebbe dunque una insidioso risvolto in un contesto nel quale lo spettro del global warming si fa sempre più minaccioso.
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