Il global dimming e previsioni future

Charlie Brown:
"Ogni tanto penso cosa succederebbe se il sole dovesse spegnersi. Sono prospettive inconcepibili, se provo a pensarci la mente tende a vacillare... E tu cosa pensi?"
Linus:
"Che farebbe freddo."
Oscuramento globale (global dimming) (Fonte)
La presenza delle polveri inquinanti in atmosfera sta pian piano oscurando il nostro cielo !
Italia, Germania, Polonia, Austria, Ungheria hanno avuto una riduzione media del 10%, minima invece quella di Spagna, Portogallo, Grecia e Nord Africa.
Le parole “oscuramento globale” fanno intuire già che al suolo arrivi meno radiazione solare del "normale", fenomeno che quindi aumenta all'aumentare dell'inquinamento.
A rincarare la dose c'è poi un secondo importante fenomeno rappresentato dalla riflessione delle nubi. Come sappiamo le nubi per potersi formare necessitano di nuclei di condensazione su cui appunto possa condensare il vapore acqueo presente nell'aria. I nuclei di condensazione o aerosol non sono altro che polvere, polveri inquinanti e sale marino (salsedine). Visto che le polveri da inquinanti sono maggiori, aumenta la possibilità di formazione delle nubi aiutata anche dall'effetto serra che fornisce maggiore energia.
Oltre alla maggiore presenza di nubi, quella che cambia è anche la "qualità" delle nubi stesse. Formandosi con forte presenza di aerosol, risultano essere costituite da molte più goccioline di acqua che sono però di più piccole dimensioni rispetto al "normale", caratteristiche che ne conferiscono una maggiore riflessività e una minore attinenza alle precipitazioni.
Arrivati a questo punto comincerete giustamente a fare delle riflessioni e porvi delle domande.
Per ovviare al problema dell'effetto serra si sta tentando di diminuire l'inquinamento ma se l'inquinamento dovesse diminuire, verrebbe meno l'effetto raffreddante. La temperatura allora aumenterà ancora più velocemente? Che facciamo allora, ci teniamo l'inquinamento ?
E gli studi fatti fino ad ora con modelli climatici impostati su dati di partenza non del tutto corretti? Dovremo ritoccare verso l'alto il potere riscaldante dell'anidride carbonica e dell'effetto serra visto che gli era stato attribuito un valore che in realtà era mitigato?
Proviamo a ragionare e cerchiamo di capire che cosa, con questo tipo di notizie, vogliono indurci a pensare.
Ci viene detto che esiste l’effetto serra, causato dalle nostre cattive abitudini.
Ci viene detto che l’effetto serra provoca il riscaldamento globale.
Ci viene detto che esiste un effetto opposto, chiamato effetto raffreddante.
Ci viene detto che tale effetto è dovuto agli aerosol, sia di origine naturale (eruzioni vulcaniche in primis) sia di origine antropica (inquinamento causato dall’uomo).
Ci viene detto che il riscaldamento globale continua ad aumentare nonostante l’effetto raffreddante lo contrasti.
Ci viene detto che per contrastare il riscaldamento globale dobbiamo diminuire l’effetto serra, quindi l’inquinamento atmosferico.
Ci viene detto che diminuendo l’effetto serra, ovvero lo strato di aerosol, entra nell’atmosfera maggior radiazione solare e quindi diminuisce l’effetto raffreddante.
Ci viene detto, che in questo modo il riscaldamento globale continuerà ad aumentare, con tutte le conseguenze del caso.
Ci viene ribadito più volte che siamo in una situazione preoccupante.
Ci viene trasmessa la paura della siccità e delle temperature in continuo aumento.
Quale soluzione?
Come possiamo ripararci dal pericolo imminente del global warming?
Pensateci bene… cosa fate quando siete in città, alla fermata dell’autobus ad esempio, e c’è un sole che spacca le pietre? Cosa fate pere ripararvi dal sole quando in estate camminate per strada in pieno pomeriggio? Cosa fate per ripararvi dal sole quando siete in spiaggia o in montagna e avete caldo?
Risposta: cercate l’ombra.
Quindi, quale sarà mai la soluzione tanto brillante che ci verrà proposta quando soffriremo caldo e sete?
Risposta: global dimming, ovvero oscuramento globale.
Quale sarà la nostra reazione? Ovviamente accetteremo senza ribellarci in quanto saremo talmente disperati da accettare qualsiasi soluzione estrema pur di vivere in un ambiente meno ostile.
E in quale modo verrà messo in atto questa soluzione? In quale modo si penserà di oscurare il sole?
In alcuni giornali già si leggono delle ipotesi simili. Un esempio è un articolo pubblicato sul Guardian (se ne è parlato in questo post) mentree due esempi più recenti sono un articolo apparso su Focus di Aprile e un altro sul Sunday Times.
Queste notizie non ci ricordano qualcosa? Qualcosa che sta già accadendo da diversi anni? Qualcosa come aerei (principalmente militari) che sorvolano i nostri cieli rilasciando sostanze chimiche con proprietà igroscopiche e riflettenti?
A questo punto… non ci viene il dubbio che forse è già tutto pianificato?
Tra poco ci verranno a raccontare che le polveri sottili fanno bene poiché aumentando l’effetto coprente (quindi il global dimming) ci proteggono dai raggi solari e dal calore e ci aiutano a contrastare il riscaldamento globale, il quale ovviamente è tutta colpa nostra.
Tra poco ci verranno a dire che le polveri sottili fanno bene?
Tra poco? Ops… è già stato detto! (Link)
Tra poco ci verranno a dire che le scie degli aerei fanno bene perché contribuiscono al raffreddamento del clima.
Tra poco ci verranno a dire che le scie degli aerei fanno bene?
Tra poco? Ops… è già stato detto. (Link)
Teniamoci pronti. Tra poco ci diranno che quegli aerei che irrorano sostanze chimiche (molto diverse dalle scie di condensa) ci salveranno dal riscaldamento globale.
Questo ancora non è stato detto, ma lo sentiremo presto.
A quel punto, starà ad ognuno di noi abboccare a tutte le notizie che ci passeranno per assolute verità oppure ragionare con la propria testa.
Quando sentiamo parlare di global warming, global dimming, effetto serra, cause ed effetti degli aerosol, soluzioni per salvare il clima… prima di accettare tutto per veritiero… fermiamoci a riflettere.
Per arrestare il cambiamento climatico, alcuni scienziati hanno proposto delle soluzioni apparentemente bizzarre.
Nel novembre 2006 centinaia di scienziati si sono riuniti ad un congresso organizzato dalla NASA, per discutere sul cambiamento climatico in corso e per proporre soluzioni utili a salvare il pianeta. La proposta delle navi spaziali riflettenti taglierebbe del 2% la radiazione solare che raggiunge la terra. Secondo le stime di Roger Angel, la cui ricerca è finanziata dalla NASA, questa operazione costerebbe “pochi trilioni di dollari, poco meno dello 0.5% del PIL del mondo.”
“Se
Paul Crutzen, ex professore della scienza dell'oceano al Scripps Institution of Oceanography in California, ha dedicato vita e lavoro alla lotta contro l’inquinamento. Ora desidera invertirlo per affrontare la minaccia ben più grande quale il cambiamento climatico. Nel ’95 ha vinto il premio Nobel per la ricerca sui funzionamenti dello strato d’ozono. Ha contribuito a spingere i governi a bloccare l’uso dei clorofluorocarburi (CFC) e altre sostanti inquinanti, compresi i solfati, che stavano attaccando lo strato di ozono.
Nel ’91, l’eruzione del vulcano Pinatubo nelle Filippine ha causato l’emissione di tonnellate di zolfo nella stratosfera. Nei due anni successivi si è riscontrato un abbassamento della temperatura terrestre di circa 0.6°C, paragonabile con l’aumento di
Crutzen è convinto che l’umanità potrà salvarsi dal cambiamento climatico replicando gli effetti di una grande eruzione vulcanica e suggerisce il lancio nella stratosfera di centinaia di palloni aerostatici in grado di trasportare una tonnellata di zolfo ciascuno.
Lo zolfo è la causa delle piogge acide e dell’assottigliamento dello strato d’ozono, problemi ai quali lo scienziato ha dedicato la sua carriera. La proposta dei razzi che spargono tonnellate di zolfo nell’atmosfera spinta dal desiderio di “pulire l’ambiente perché l’inquinamento non è sano, ma questo stesso inquinamento raffredda anche
Stephen Salter, ingegnere marino e professore di Enginnering Desing presso l’Edimburgh University, ha invece proposto, come soluzione alla diminuzione della quantità di luce, delle navi spara nuvole. Una flotta di yachts pomperebbero le particelle fini dell’acqua marina nell’aria, generando nubi che rifletterebbero i raggi del sole.
“Secondo i nostri calcoli, un incremento del 3% della quantità di luce riflessa sarebbe sufficiente per neutralizzare il riscaldamento globale causato dai gas serra”.
Tali programmi di geo-ingegneria sollevano tutti i generi di problemi. Come verrebbero costruiti ed alimentati senza generare ulteriore anidride carbonica? Quali saranno gli effetti collaterali?
Altri ricercatori stanno cercando le soluzioni più naturali, come nutrire i microrganismi che “mangiano” l’anidride carbonica.
Craig Venter, lo scienziato americano non conformista che ha contribuito a spezzare il genoma umano, prevede di generare ampie colonie di batteri e di altri microbi capaci di ripulire l’atmosfera dai gas serra quali l’anidride carbonica e il metano, e forse persino capaci di convertire le sostanze inquinanti in etanolo, che può essere usato come combustibile.
“I microbi sono responsabili della creazione e mantenimento dell'atmosfera della terra. È importante capire il ruolo e la funzione di questi organismi per assicurare la sopravvivenza del pianeta e della vita umana su esso. È chiaro che abbiamo cominciato soltanto a graffiare la superficie per capire il mondo microbico.”.
I critici dell’approccio della geo-ignegneria ritengono che esso sia guidato in gran parte dalla politica americana piuttosto che della scienza pura.
“I progetti come i satelliti riflettenti o gli aerei di linea che riversano solfati nell’atmosfera sembrano interessanti, ma in realtà sono solo ridicoli”, ha detto David Lee, professore di chimica al Metropolitan Manchester, il quale sostiene che il metodo migliore per contrastare il cambiamento climatico è la riduzione delle emissioni di carbonio.
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Ciò che non conosciamo è il motivo del loro utilizzo ma adesso sappiamo come ben presto verrà giustificato.
Global Dimming
Parlare di global dimming è come rimescolare le carte sulle tante ipotesi che animano studiosi e scienziati di tutto il mondo impegnati a studiare le diverse tesi sulle conseguenze derivanti dalle emissioni inquinanti nell'atmosfera e dal global warming .
Ma se sappiamo abbastanza del riscaldamento del globo (un grazie va anche ad Al Gore), cosa
sappiamo del global dimming, vale a dire, dell'oscuramento Globale?
Poco o niente. Allora, proviamo a saperne di più!
Il termine global dimming fu coniato nel 1986 da un ricercatore nipponico in un primo rapporto sull'oscuramento globale ed è singolare che non sia mai emerso in uno dei tanti dibattiti sull'effetto serra e sul riscaldamento del pianeta.
Tuttavia, il global dimming conta diversi sostenitori, divenendo, specie nell'ultimo anno, un argomento assai dibattuto dai giornali e nei forum su Internet in lingua inglese che si occupano di cambiamenti climatici.
Nel nostro Paese il termine “oscuramento globale” (global dimming) è poco noto.
Global dimming, global warming, buco dell'ozono sono tutti elementi che si tengono in equilibrio tra di loro per non compromettere la salute del pianeta.
I rapporti stilati sull'argomento parlano di un abbassamento di luminosità sulla superficie terrestre, impressionante, in alcune zone del mondo.
Tuttavia, questo effetto sembra non abbia nulla a che vedere con la luminosità del sole, la quale rimane costante, o tutt'al più soggetta a minime variazioni. Così pare che cambiamenti climatici, tanto massicci specie nell'emisfero Nord, "possono essere soltanto spiegati come dovuti alle particelle emesse dalla combustione degli idrocarburi che formano un aerosol nell’atmosfera".
Oltre ad immense quantità di gas serra immesse nell'atmosfera, si trovano infatti forme d'inquinamento più solide, le quali generano una grande quantità di pulviscolo atmosferico.
Si tratta di minuscole particelle sospese, risultate, appunto, dalle attività umane, le quali oltre a riflettere direttamente una parte della radiazione solare, fungono da nuclei di condensazione per le molecole di acqua e poiché la riflessività delle nubi dipende dall'area delle goccioline, queste nubi inquinanti sono più riflettenti di quelle non inquinate (tante piccole goccioline hanno un'area più grande che di quelle grandi), contribuendo, in tal modo, a generare una maggior nuvolosità, riducendo così la quota di radiazione solare che raggiunge la superficie del pianeta durante le ore diurne.
Da ciò ne consegue che ad essere penalizzata da un calo della radiazione solare è l'agricoltura, poichè la carenza di luce condizionerebbe molto la produzione agricola e la crescita vegetale in genere.
E se il sale del mare ed i composti solforati naturali emessi dal plancton sono importanti per la formazione delle nubi, lo sono anche le emissioni vulcaniche; tuttavia, stando ai risultati di un esperimento condotto sull'Oceano Indiano , sembra che esse siano transitorie rispetto agli effetti derivanti dalle particelle antropogeniche (!) nell'atmosfera, che a quanto pare dominano gli effetti naturali.
Inoltre - ma questo lo diciamo sottovoce - sembra che il Global dimming possa ripercuotersi in maniera seria sulla salute umana.
E perché mai l’oscuramento del cielo dovrebbe causare problemi alla salute umana?
La luce solare è forse fondamentale per la nostra vita e per gli esseri viventi, della Terra? All’uomo, agli animali e ai vegetali serve forse la luce del sole per sopravvivere?
Si è scoperto che, in alcune zone del mondo, negli ultimi anni si è registrato un abbassamento di luminosità impressionante.
Questo abbassamento di luminosità è dovuto dall’aerosol: particelle, pulviscolo atmosferico, inquinamento.
Queste particelle fungono da nuclei di condensazione per le molecole d’acqua, ovvero formano delle vere e proprie nubi inquinanti.
- quante giornate di sole e cielo completamente sereno ci sono state? Poche.
- quante giornate con cielo coperto? Quasi tutte.
- quante giornate di pioggia? Quasi nessuna.


Tutti si rivolgono alle istituzioni chiedendo chiarezza sulla questione, nella speranza di dissipare dubbi e preoccupazioni. Valeria Sommavilla, promotrice della petizione partita da Belluno, spiega così come è nata la sua iniziativa che ha coinvolto altre 60 persone: «Ho appreso della questione leggendo alcune lettere sul Gazzettino - ha detto -. Ho cominciato a interessarmi all'argomento e, assieme ai miei famigliari, ho deciso di scrivere una petizione destinata al presidente della Regione, al presidente della Provincia, a Lega Ambiente e ai parlamentari bellunesi. Prima di inviarla, mio marito ne ha discusso con alcuni amici e le mie figlie con i loro colleghi. In molti si sono dimostrati interessati al problema e hanno deciso di sottoscrivere il testo. Avremmo potuto coinvolgere anche altre persone, ma ciò che ci premeva era ricevere al più presto delle risposte ai nostri interrogativi».
Nel giardino della signora Sommavilla da diversi anni c'è un frutteto. Curandolo, lo scorso autunno, ha notato uno strano fenomeno che ha accentuato le sue paure sulle misteriose scie bianche lasciate dagli aerei. «Raccogliendo le mele mi sono accorta che erano cosparse da una patina grigiastra. Le ho lavate e ho visto che il pulviscolo aveva sporcato l'acqua.
Inizialmente ho pensato che la polvere potesse essere causata dal passaggio dei treni sulla vicina linea ferroviaria. Poi però ne ho parlato con un conoscente che abita a Sedico e anche lui mi ha detto di aver avuto lo stesso identico problema, ma nel suo caso gli alberi da frutto sono lontani sia dalle strade che dalla ferrovia. Evidentemente l'inquinamento è piovuto dal cielo».
La signora Sommavilla e gli altri sottoscrittori della petizione rimandano al mittente le accuse di essere dei visionari o dei nevrotici. «Le nostre non sono paure irrazionali. Vorremmo semplicemente sapere cosa contengono le scie di questi aerei, perché non si dissolvono nel cielo e di che tipo di velivoli si tratta.
«Non ci si venga però a dire che le scie sono semplice condensa: i fenomeni alle volte sono talmente intensi da formare stratificazioni che schermano i raggi del sole. In passato non si era mai visto nulla del genere».
Andrea Ciprian
15 Marzo 2007
Secondo Tom Bosco, direttore di Nexus Italia - una delle riviste che si è occupata in modo specifico della problematica - le scie chimiche sono un interrogativo che non ha ancora ricevuto un'adeguata risposta dalle istituzioni. Una mancanza di chiarezza che contribuisce ad alimentare la preoccupazione della gente. «Le normali scie di condensazione - ha detto - si possono formare solamente a quote superiori agli 8000 metri, a temperature inferiori a 40° e con un'umidità relativa dell'aria di almeno il 70\%. Gli aerei che emettono le cosiddette scie chimiche non espongono alcuna sigla di identificazione e seguono rotte non compatibili con le normali aerovie, tracciando delle figure geometriche simili a triangoli e griglie.
Il passaggio di questi velivoli è praticamente una costante quotidiana e l'effetto più visibile è la modificazione del clima: nelle giornate limpide, in poche ore, riescono a creare una foschia innaturale e agglomerati nuvolosi artificiali. In base a ricerche effettuate in vari paesi sembrerebbe che le sostanze contenute nelle scie siano solfato di alluminio e sali di bario in forma di polveri sottili».
Auto pulite dopo la pioggia??
In seguito al post di ieri sulla Giornata Mondiale dell'Acqua e al post dove abbiamo pubblicato il video della conferenza “Acqua” tenutasi a Cuneo, abbiamo ricevuto un’e-mail da parte di un partecipante all'evento.
Alla conferenza si è parlato delle varie problematiche riguardanti l’acqua, di siccità delle previsioni future considerando il cambiamento climatico in corso, di risparmio idrico e di come cambieranno le nostre abitudini, di metodi d’irrigazione ottimizzata e di agricoltura alternativa.
Mi sono subito chiesto (e come me, molte altre persone presenti in sala): "com’è possibile che l’auto di Mercalli, invece di sporcarsi, diventa pulita?".
L’unico caso in Italia, forse.
In effetti…
Ecco un esempio di come diventa pulita un’auto dopo che ha piovuto:
- Foto inviata da un amico -
22 marzo Giornata Mondiale dell'acqua
· Un miliardo e cento milioni di persone, più o meno un sesto della popolazione mondiale, non hanno accesso ad acqua sicura e 2 miliardi e 400 milioni, ossia il 40 per cento della popolazione del pianeta, non dispongono di impianti igienici adeguati.
· Ogni giorno, circa 6.000 bambini muoiono per malattie causate da acqua inquinata, da impianti sanitari e da livelli di igiene inadeguati – come se 20 jumbo jet si schiantassero ogni giorno.
· Si stima che acqua non potabile e impianti igienici inadeguati siano all’origine dell’80 per cento di tutte le malattie presenti nel mondo in via di sviluppo.
· Donne e bambine tendono a soffrire maggiormente a causa della mancanza di impianti igienici.
· Lo sciacquone della toilette in un paese occidentale impiega una quantità d’acqua equivalente a quella che, nel mondo in via di sviluppo, una persona media impiega per lavare, bere, pulire e cucinare nell’arco di un’intera giornata.
· Nel corso del secolo scorso l’uso dell’acqua è aumentato del doppio rispetto al tasso di crescita della popolazione. Il Medio Oriente, il Nord Africa e l’Asia meridionale soffrono di carenze idriche croniche.
· Nei Paesi in via di sviluppo fino al 90 per cento delle acque reflue viene scaricato senza subire alcun genere di trattamento.
· Il pompaggio intensivo delle acque freatiche per ricavare acqua da bere e per l’irrigazione ha fatto sì che in numerose regioni i livelli dell’acqua siano diminuiti di decine di metri, costringendo le persone a bere acqua di qualità scadente.
· Nei Paesi in via di sviluppo le perdite di acqua causate da dispersioni, allacci illegali e sprechi ammontano a circa il 50 per cento dell’acqua da bere e al 60 per cento dell’acqua irrigua.
· Nel corso degli anni ’90 le inondazioni hanno interessato più del 75 per cento di tutte le persone colpite da disastri naturali, causando più del 33 per cento del totale dei costi stimati per i disastri naturali.
A chi volesse non sono scandalizzarsi, ma anche passare all'azione, segnalo gli approfondimenti e le azioni di GreenCross sull'acqua.
Fonte: ecoblog
2007 un appello a tutta la società civile: uniamoci sul tema dell'acqua
Alex Zanotelli
"Pesa più un litro di acqua che un litro di petrolio": così recita una
strana pubblicità sulla stampa italiana. Una strana pubblicità che dimostra che le banche hanno ben capito che l'acqua rappresenta il futuro.
Oggi l'acqua è il cuore di tutto. Dell'economia come della politica. Per
questo motivo cittadine e cittadini devono vigilare attentamente su
questo bene comune.
"Mosaico di pace" annuncia di aderire e di non tralasciare alcuno sforzo
per sostenere la campagna di raccolta delle firme per una legge di iniziativa popolare dal titolo: *Principi per la tutela, il governo, la gestione pubblica delle acque e disposizione della ripubblicizzazione del servizio idrico*. Una legge fondamentale che costringerà il Parlamento a dichiarare l'acqua bene pubblico. Occorre mezzo milione di firme! Non mancate dunque, e non esitate a diffondere la notizia chiedendo informazioni ai locali comitati cittadini!
Perché proprio in questo momento la lotta per l'acqua? Perché senza acqua non si può vivere, senza petrolio sì: l'essere umano è vissuto per quarantamila anni senza petrolio e tra trenta-quarant'anni forse ne potrà fare a meno. Solo il 3% di tutta l'acqua del mondo è potabile. Di questa percentuale, il 2% dell'acqua è racchiusa nei ghiacciai, quindi in serio pericolo di fronte al surriscaldamento della terra. Di questo stesso 3%, il 2,70% è usato per l'agricoltura industriale governata dai ricchi del mondo mentre 1 miliardo e 400 milioni di persone non hanno accesso all'acqua. Secondo l'ONU diverranno 3 miliardi in trent'anni.
Per accaparrarsi la percentuale residua corrono le multinazionali consapevoli che l'effetto serra sarà devastante. Le prime 8 multinazionali sono europee e stanno premendo sul Parlamento Europeo, sulla Commissione Europea perché l'acqua diventi merce. Faranno la stessa cosa nei confronti del WTO perché venga inclusa nella lista dei servizi.
“L'acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per farne illecito profitto. Pertanto si chiede che rimanga gestita esclusivamente dai Comuni, che hanno da sempre il dovere di garantire la distribuzione per tutti al costo più basso possibile”: così afferma in una bella lettera il vescovo di Messina, che unisce la propria voce a quella di mons. Nogaro, vescovo di Caserta e a tante cittadine e cittadini ora in movimento per difendere la nostra Santa Acqua.
Una lotta importante e necessaria che prosegue il percorso di democrazia dal basso messo in moto e che ha condotto il popolo della pace a vittorie e talvolta a sconfitte. Anche laddove governa il centrosinistra non è affatto scontato far passare l'idea e le scelte conseguenti dell'acqua come bene comune:
Ricordiamo con amarezza, in questo contesto, le dimissioni di Riccardo Petrella, presidente dell'Acquedotto Pugliese, a cui va tutto il nostro affetto e la nostra stima, sperando in una risoluzione della situazione attuale. Quella dell'acqua, pertanto, è una questione cruciale che riguarda tutti.
*Di qui la proposta* a tutte le associazioni, alle reti della cooperazione internazionale, ai sindacati, alle organizzazioni di base, alle chiese: pur conservando ciascuno la propria agenda ricca di impegni e di obiettivi preziosi, scelgano tutte il tema dell'acqua come momento comune di mobilitazione per questo 2007. Concentriamo le nostre forze su un obiettivo, concreto, vitale, e politicamente perseguibile. D'altra parte per l'acqua si fanno le guerre (e sempre di più sarà così anche in futuro); sull'acqua si specula con ingiustizie macroscopiche; sempre più la preservazione dell'acqua diventa l'unità di misura della civiltà dei popoli. Che la società civile - una volta tanto unita – possa chiedere e ottenere che sia preservata e garantita la vita nostra e delle generazioni future.
Fonte: www.acquabenecomune.org
Avevamo festeggiato l'arrivo della primavera. Ed invece torna a farsi sentire l'inverno. Venti centimetri di neve sopra gli 800 metri, pioggia in tutta Italia. Situazioni più critiche in Veneto.
Neve e pioggia in Veneto
Pioggia battente in pianura, neve sopra gli 800 metri, soprattutto sulle Dolomiti. Un colpo di coda dell'ormai passato inverno sta interessando il Veneto in queste ore: da ieri una perturbazione atlantica ha portato la pioggia e ha fatto abbassare mediamente le temperature massime di 4 gradi. E' tornata la neve in montagna, a Cortina d'Ampezzo (Belluno) le cime, ma anche le vie cittadine, si sono imbiancate nuovamente con uno strato che finora ha raggiunto i 19 cm. Neve anche a Sappada, Pian del Cansiglio, Asiago.
Venezia
Il maltempo potrebbe riportare a Venezia l'acqua alta: alla mezzanotte di oggi il Centro Maree del Comune di Venezia ha previsto una massima di 80 cm, quanto basta per far specchiare la basilica di San Marco sull'acqua che sommergerà per l'ennesima volta la piazza più famosa del mondo.
Friuli, bora e neve
Nevicate fin sotto i 400 metri e un forte abbassamento delle temperature da ieri sul Friuli-Venezia Giulia. A Trieste, dove piove, la bora ha superato la notte scorsa i 100 chilometri orari.
Lombardia, fiocchi nel Bresciano
L'ondata di maltempo sta investendo anche la parte Nord orientale della Lombardia, dove la pioggia cade incessante da ieri soprattutto nel Mantovano, Bresciano e Cremonese, con allagamenti e traffico difficoltoso. La neve è tornata, invece, in montagna ed a Ponte di Legno, la stazione sciistica dell'alto Bresciano, ha già raggiunto lo spessore di 20 centimetri: la Polizia Stradale consiglia le catene montate o le gomme speciali.
Traffico impazzito a Roma
La pioggia che per gran parte della notte si è abbattuta sulla capitale, stamani ha indotto la maggioranza dei romani a prendere l'auto provocando rallentamenti ed incolonnamenti in molte zone della città. Si sono creati numerosi allagamenti, raddoppiato rispetto alla media il numero degli incidenti stradali: dalle 7 alle 11:30 ne sono avvenuti 60.
"Dopo la temporanea ma eccezionale ondata di freddo dell’inizio di Aprile nessuno poteva sospettare o pensare che di lì ad un mese l’altapressione di matrice africana avrebbe dato origine ad una situazione di stasi meteorologica sfociata poi nell’estate più rovente, continuativa ed afosa del secolo."
L'estate del 2003 resterà famosa come la più calda degli ultimi 150 anni. Lo scorso mese di settembre, infatti, ha superato tutti i possibili record di oltre un secolo di storia climatica in tutto il mondo, rivelandosi come il mese più caldo dal 1880. La notizia arriva dal tradizionale bollettino mensile dell'istituto degli Stati Uniti National oceanic and atmospheric administration (Noaa).
Quest’anno, spiega infatti il Noaa, "c’è stato, a livello complessivo, il settembre più caldo dal 1880". In più, "la temperatura media del mare a livello mondiale è stata la più alta dal 1880 (+0,53 gradi) ". Non solo: "la temperatura media del suolo, a livello globale, è stata la seconda più alta di settembre dal 1880 (+0,68 gradi)". Complessivamente il periodo gennaio-settembre 2003 è stato il terzo più caldo dal 1880 (0,60 gradi sopra la media a lungo termine).
Alle stesse conclusioni arrivano le analisi delle temperature della scorsa estate dell'osservatorio di geofisica dell'Università di Modena e Reggio Emilia, che conduce le rilevazioni dal 1860. L’osservatorio ha, infatti, registrato che la passata stagione estiva ha avuto una media climatica di 28,6 gradi centigradi, superiore di quasi cinque gradi rispetto a quella tra il 1969 e il 1998. I mesi più caldi di quest'anno sono stati giugno e agosto, con la punta massima dei 37,9 gradi del 6 agosto, mentre la notte più calda degli ultimi 30 anni è stata l'11 agosto con 28,2 gradi. L'anomalia per gli esperti dell'osservatorio è stata il persistere delle giornate torride, 78 giorni con temperature massime superiori a 30 gradi.
Secondo l'Organizzazione Mondiale della sanità (Oms), questa ondata di caldo che ha caratterizzato l'Europa nell'estate appena trascorsa ha provocato 16.926 morti fra la popolazione anziana. In particolare, l'Oms sottolinea che, secondo dati provvisori forniti dalle autorità nazionali, la mortalità in eccesso è stata di 11.435 persone in Francia; 1.316 decessi sono attribuibili al gran caldo in Portogallo, mentre in Italia ci sono stati circa 4.175 decessi in più rispetto all'anno precedente. Sono stati colpiti dall'ondata di caldo, con un numero minore di decessi, anche Germania, Spagna e Regno Unito.
Lo schermo solare (degli aerosol) globale probabilmente si è assottigliato: rapporto degli scienziati della NASA
15 Marzo 2007
Un nuovo studio della NASA ha scoperto che un importante elemento compensatore (luce solare ostruita da polvere, inquinamento e da altre particelle dell'aerosol) al riscaldamento del nostro pianeta causato dai gas serra sembra abbia perso terreno.

Credit: NASA Global Aerosol Climatology Project.
L'assottigliamento dello schermo solare terrestre degli aerosol dall'inizio degli anni 90 potrebbe aver dato un’ulteriore spinta all'aumento delle temperature globali. L'individuazione, pubblicata dall’edizione del 16 Marzo di Science, può condurre ad una migliore comprensione del recente cambiamento climatico. In uno studio relativo, pubblicato la settimana scorsa, alcuni scienziati hanno riscontrato che le forze concorrenti al global warming e il raffreddamento indotto dagli aerosol del global dimming possono lavorare insieme.
“Quando più luce solare può entrare nell’atmosfera e riscaldare la superficie della Terra, tanto più si va ad avere un effetto sul clima e sulla temperatura", afferma Michael Mishchenko, autore dello studio del GISS (NASA’s Goddard Institute for Space Studies). “Sapere che cosa gli aerosol stanno facendo a livello globale ci fornisce un importante tassello mancante del grande mosaico delle forze che lavorano sul clima".
Lo studio si basa sulla più lunga registrazione satellitare ininterrotta degli aerosol nell'atmosfera più bassa, un insieme unico delle valutazioni globali finanziate dalla NASA. Gli scienziati del GISS hanno creato il Global Aerosol Climatology Project ottenendo un chiaro segnale dell'aerosol dalle misure satellitari originalmente destinate all’osservazione delle nubi e dei sistemi meteorologi risalenti al 1978. I dati risultanti mostrano i grandi punti di breve durata dell’aerosol globale causato dalle importanti eruzioni vulcaniche del 1982 e del 1991, ma un declino graduale a partire circa dal 1990. Nel 2005, il livello di aerosol globale è sceso più del 20% rispetto il livello relativamente stabile misurato dal 1986 al 1991.

Credit: Michael Mishchenko, NASA
Mentre la pubblicazione Science non dimostra che gli aerosol sono protagonisti delle recenti tendenze all’ “oscuramento” e all’ “illuminazione” (i cambiamenti della copertura nuvolosa non sono stati scartati) un nuovo risultato di un’altra ricerca appoggia questa conclusione. In una pubblicazione dell’8 Marzo su "American Geophysical Union's Geophysical Research Letters", un team di ricerca, condotto da Anastasia Romanou del Columbia University's Department of Applied Physics and Mathematics di New York, ha anche mostrato che le forze apparentemente avversarie al global warming e al global dimming possono verificarsi contenporaneamente.
Il gruppo di ricerca del GISS ha eseguito il più completo esperimento di datazione utilizzando simulazioni al computer del clima terrestre del ventesimo secolo, per studiare la tendenza al fenomeno “dimming”. I risultati combinati da nove modelli climatici avanzati, compresi tre dal GISS, hanno indicato che a causa dell’incremento dei gas serra gas e degli aerosol, il pianeta è diventato più caldo nello stesso momento in cui la radiazione solare diretta che raggiunge la superficie è diminuita. L'oscuramento nelle simulazioni ha abbinato molto attentamente le reali misure della diminuzione della luce solare registrati dagli anni '60 fino al 1990.

Le simulazioni al computer del clima terrestre nell’intero ventesimo secolo mostrano l'effetto delle particelle sospese nell'aria chiamate aerosol: la luce solare che raggiunge la superficie diminuisce nel la maggior parte del globo (blu) ed in alcune regioni è rimasto invariaro (bianco) o aumentato di poco ( giallo).
Credit: Anastasia Romanou, università della Colombia
Ulteriori simulazioni, basate su uno dei modelli climatici del Goddard, hanno rivelato che gli aerosol che ostruiscono la luce solare o che intrappolano una parte del calore del sole nell'atmosfera sono stati i principali portatori del global dimming nel ventesimo secolo. “Gran parte della tendenza al fenomeno “dimming” sopra l'emisfero nordico proviene da questi effetti diretti dell'aerosol”, ha affermato Romanou . “Gli aerosol hanno altri effetti che contribuiscono al fenomeno “dimming”, come ad esempio rendere le nubi più riflettenti e più permanenti. Questi effetti sono stati considerati importanti quasi quanto gli effetti diretti.".
L'effetto combinato del global dimming e del global warming potrebbe spiegare uno dei principali motivi (la rotazione del ciclo dell’evaporazione dell’acqua: più formazioni nuvolose e più pioggia) di un clima più caldo che ancora non è stato osservato. “Una minor quantità di luce solare che raggiunge la superficie neutralizza l'effetto delle temperature più calde dell'aria, in modo che l'evaporazione non cambi molto”, ha affermato Gavin Schmidt del GISS, un co-autore della relazione. “L’incremento degli aerosol ha probabilmente ritardato il cambiamento previsto nel ciclo idrologico".
Non si sa con certezza se la recente diminuzione dell’emissione globale degli aerosol continuerà. Un importante fattore complicante è che gli aerosol non sono distribuiti uniformemente per il mondo e provengono da diverse fonti differenti, alcune naturali e altre di origine antropica. Mentre le valutazioni globali degli aerosol totali stanno migliorando ed estendendosi con le nuove osservazioni attraverso l'ultima generazione dei satelliti di osservazione terrestre della Nasa, per scoprire se i recenti aumenti e diminuzioni dell’emissione degli aerosol sono dovuti all’attività umana o ai cambiamenti naturali bisognerà attendere il lancio della missione Glory della Nasa previsto nel 2008.
“Uno dei due strumenti del Glory, il sensore di polarimetria dell'aerosol, avrà l’unico compito di misurare a livello globale le proprietà dell’aerosol di origine naturale e di quello di origine antropica, a livelli di esattezza senza precedenti”, ha affermato Mishchenko, il curatore della missione.
Per maggiori informazioni:
http://www.nasa.gov/centers/goddard/news/topstory/2007/aerosol_dimming.html
Per informazioni sulla ricerca del GISS:
http://www.giss.nasa.gov/research/
Global Aerosol Climate Project:
http://gacp.giss.nasa.gov/
NASA's Glory mission:
http://glory.giss.nasa.gov/
Le dovute considerazioni nei post successivi.
Un ringraziamento a Chemthunter di sciechimiche.org per la traduzione.
Nel video del post precedente c'è una domanda che fa pensare: 



