Scie bianche nel cielo... che cosa sono?

Scie chimiche o scie di condensazione?

TorinoScie

Utente: TorinoScie

- Cosa sono quelle scie bianche?
- Quali scie bianche?
- Quelle lassù, nel cielo!
- Ah… ma non sono le scie degli aerei?

Il cielo su Torino


Per capire meglio

Secondo le definizioni tratte da pubblicazioni di enti come l’EPA o la FAA una scia di condensazione consiste fondamentalmente di vapore acqueo, immesso nell’atmosfera dagli scarichi caldi di un motore in quantità sufficiente a saturare, una volta a contatto con l’aria fredda d’alta quota, e condensarsi momentaneamente in cristalli di ghiaccio o goccioline d’acqua.

Di norma queste scie si formano soltanto dagli 8.000 metri in su, con temperature inferiori ai -40 °C ed umidità relative non inferiori al 70%. Le scie di condensazione si dissipano mediamente in una cinquantina di secondi, o al massimo qualche minuto.

Il blog

Quindi, se non sono scie di condensazione... quelle scie bianche cosa sono?

Questo blog raccoglie foto e video che testimoniano la presenza di scie bianche sulle nostre teste.

Osserviamo il cielo: che cos'è ciò che vediamo?

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mercoledì, 28 febbraio 2007

Sanremo: non solo Festival della canzona italiana
martedì, 27 febbraio 2007

Strane coincidenze

Firenze * 2006

Una coppia di aerei si alterna in un intervallo di circa due minuti.

Il primo lascia una scia persistente.
Il secondo a ricalcare il volo del primo ma con scia di breve durata.

Tra una coppia di aerei e la successiva un intervallo di circa 10 minuti.

I passaggi si ripetono per 90 minuti
in più sessioni lungo l'arco della giornata.

Quasi sempre di venerdì e sabato, da mesi

Coincidenze?



By tarotoys

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categorie: italia, toscana, video, scie chimiche
lunedì, 26 febbraio 2007

Scia chimica o scia di condensazione?

Le scie di condensazioni degli aerei, oltre a verificarsi in determinate condizioni atmosferiche, sono generate dai motori.

Ma quando un aereo lascia dietro di se una scia che non proviene dai motori... si può ancora parlare di scia di condensazione?




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categorie: foto, video, scie chimiche
domenica, 25 febbraio 2007

Scie bianche nel cielo di Tivoli - Roma, 12 gennaio 2007
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categorie: italia, lazio, video, scie chimiche
sabato, 24 febbraio 2007

Scie bianche nel cielo di Milano, 31 ottobre 2006


Due amici chiacchierano mentre osservano il cielo pieno di scie:

- Dov'è che dicono cosa sono queste robe?"
- Internet.
- E cosa devi scrivere.. "strisce sul cielo"?
- "Scie chimiche".

 

venerdì, 23 febbraio 2007

Contro la siccità arriva la «pioggia artificiale»

Non piove, governo ladro. Con i tempi che corrono, la correzione a uno dei più stantii luoghi comuni italiani è d'obbligo. Specialmente per chi sappia qualcosa del Progetto Pioggia, un esperimento che Regioni e Governo, dopo averlo promosso nel Sud e nelle Isole, hanno bloccato nel 1996, proprio quando cominciava a dare i suoi frutti e che solo sul finire dell'anno scorso sembra aver ripreso vita. Di che si tratta?
«Del sistema più rapido, più sicuro e meno costoso per accrescere le precipitazioni» dice il professor Massimo Bartolelli, ordinario di Economia e politica agraria all'Università di Bari e presidente della Tecnagro , «E forse è proprio per questo che da noi stenta tanto a partire, nonostante siamo considerati tra, se non i, migliori del mondo in questa tecnica, dopo gli israeliani».
COS'E' IL PROGETTO PIOGGIA
- In pratica si tratta di questo. Ogni volta che c'è una nuvola in cielo con determinate caratteristiche (umidità, temperatura, quota), un aereo bimotore attrezzato con un semplicissimo diffusore si alza, raggiunge la base della nuvola e inizia la semina. Miliardi di granelli di "polvere" vengono catturati dai moti convettivi dell'aria che li portano in alto, nel mezzo della nuvola. Lì, la costringono a cedere una quantità maggiore di acqua di quella che avrebbe ceduto in condizioni naturali.
«Tutto qui», dice il generale Nania, ex responsabile del meteo dell'aeronautica Militare italiana e oggi responsabile scientifico della Tecnagro , associazione senza fini di lucro che da più di 15 anni studia e sviluppa questi sistemi arrivando, tra l'altro, a essere incaricata dall'Organizzazione Mondiale della Metereologia di avviare progetti per l'applicazione dell'inseminazione della pioggia in tutto il bacino del mediterraneo, paesi come l'Arabia Saudita, l'Iraq, l'Iran e altri del bacino Mediterraneo .
«Non si inquina, perchè il condensante è neutro, - spiega Nania - si ha un risultato misurabile con radar adeguatamente tarati e, soprattutto, non si ruba acqua a nessuno. Noi miglioriamo l'efficienza delle nuvole, solo questo: non è che se piove su A togliamo pioggia a B ».

UN SISTEMA CHE HA PIU' DI 50 ANNI - Il meccanismo è utilizzato dal 1946, quando uno scienziato americano, Schaefer , disegnò nel cielo l'iniziale del suo nome, seminando ghiaccio sul cielo di New York. Da allora in tutti i paesi del mondo sono stati sviluppati programmi di inseminazione delle nuvole, con risultati tali da porre questa tecnica tra le più consigliate dall'OMM. In Israele, in particolare, un programma operativo è in vigore dal 1961, gestito dalla EMS, società controllata dal Mekorot, la Compagnia nazionale delle acque. La stessa Lega Araba ammette che il sistema funziona: da un lato non avendo mai chiesto agli israeliani di interrompere il servizio per il timore di un "furto d'acqua", dall'altro riconoscendo che anche in Giordania e Siria si sono sentiti gli effetti positivi delle semine. E proprio dagli israeliani i tecnici italiani hanno ripreso tecniche e sistemi, sviluppandoli fino a superare i maestri, sembra. Anche se, come sempre, pare che nessuno possa essere profeta in patria.
Presidente della Tecnagro, il professor Bartolelli non si nasconde certo dietro le parole. «Tutto è fermo dal '96 in poi, anche se nella legge Galli era chiaramente indicata questa tecnica come fondamentale per contribuire alla soluzione dei problemi idrici del sud d'Italia, dove l'agricoltura perde ogni anno migliaia di miliardi di lire a causa dello stress idrico. Non dico che la stimolazione della pioggia possa risolvere completamente il problema, ma è certo che ogni anno può far risparmiare almeno alcune centinaia di miliardi di lire. I rilevamenti fatti sulle nostre attività in Puglia, Sicilia e Sardegna indicano un aumento certo della piovosità: quasi quattro volte più pioggia nelle aree trattate rispetto a quello di controllo. Eppure, nel 1996 il governo ci ha tagliato anche i pochi fondi che ci aveva messo a disposizione per la sperimentazione iniziata nel 1985: stato e regioni avevano contribuito con circa dieci miliardi di lire, noi con quasi sette. Fortunatamente ora il nuovo ministro sembra deciso a farci ripartire. Peccato che adesso si debba praticamente ricominciare da capo, ricostruendo lo staff di tecnici e piloti e riadattando le tre basi di Bari, Trapani e Alghero, chiuse da anni. Le spese? Diciamo che un centro come quello di Bari costa 6-7 miliardi per essere messo in piedi con strutture in grado di funzionare per 12-15 anni: le spese di gestione si aggirano sui 4-5 miliardi l'anno. Di lire, naturalmente, non di euro».
DIRADARE LA NEBBIA
- E se qualcuno, magari, volesse accusarlo di pensare soltanto al Sud (anche se di questi tempi la siccità sembra colpire di più a settentrione), Bartolelli ribatte con gli studi e gli esperimenti fatti per risolvere un altro annoso problema, questa volta del nord: la nebbia. Sì, perchè sembra proprio che, stavolta studiando i russi, gli uomini della Tecnagro abbiano sviluppato un sistema per diradare quanto meno quella fredda, cioè la più pericolosa e diffusa. «I russi - racconta Bartolelli - lo consideravano un segreto militare. Dopo la caduta del muro ci hanno detto tutto. Azoto liquido: quando apri una bombola quello istantaneamente se esce fuori, passando da meno 200 gradi alla temperatura ambiente, sottraendo calore dai dintorni. In questo modo le goccioline di nebbia si raffreddano e cadono, sgomberando in un attimo la vista . Loro la usano da anni all'aeroporto di Mosca, al costo di 80 mila lire al giorno. Noi abbiamo provato a Parma e funziona perfettamente. Volevamo sviluppare un sistema per le zone più a rischio delle autostrade, ma non c'è un cane che ci voglia aiutare. A parole tutti pronti, ma nei fatti... E dire che qui si tratterebbe non di un risparmio economico per il sistema aeroportuale, ma di un risparmio di vite umane».
Marco Del Freo


Fonte: corriere.it/speciale/pioggia2002
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categorie: news

Come si forma la pioggia
La pioggia si forma, in natura, fondamentalmente grazie a una combinazione di fattori, primi tra tutti umidità e temperatura dell'aria. L'aria calda può "sostenere" una maggior quantità di molecole d'acqua: quando queste correnti si innalzano, scontrandosi con correnti a minor temperatura o, comunque, si raffreddano, l'acqua si condensa e precipita (quasi sempre) al suolo. La velocità di questo fenomeno è favorito dai cosidetti nuclei di condensazione, microscopiche particelle di polvere o ghiaccio che, all'interno delle nuvole, attirano le molecole d'acqua in sospensione. Le dimensioni di questi nuclei si misurano in termini di micron (millesimi di millimetro), mentre la goccia di pioggia, per cadere, deve raggiungere l'ordine dei millimetri. L'inseminazione delle nuvole si basa su questo meccanismo: aerei appositamente attrezzati volano sotto, sopra o dentro le nuvole (a seconda delle scuole di pensiero) irrorandole con microscopiche particelle di agenti non inquinanti (di solito ioduro di argento : ogni grammo ne produce miliardi) che fungono da "base" per le molecole d'acqua che vi si fissano fino a raggiungere il peso sufficiente a farle precipitare. Da notare, quindi, che non si tratta di "produrre" nuvole o pioggia, ma di aumentare la resa di quelle presenti. Le nuvole fredde, in equilibrio instabile, sono le preferite per l'inseminazione: la sola presenza dell'aeroplano, con le turbolenze che produce, basta talvolta a scatenare la pioggia.

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categorie: news
giovedì, 22 febbraio 2007

Scie bianche nel cielo di Seattle, 7-10 Febbraio 2007


"Mid 06 thru Today Feb 10th 07 Chemspray pics over Seattle. This spraying continues over the heads of my fellow man even while they tend to not notice...

See this report: http://www.weatherwars.info/index.php...
"
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categorie: usa , nel mondo, video, scie chimiche
mercoledì, 21 febbraio 2007

Scie bianche nel cielo di Alba Adriatica, 29 gennaio 2007 h12:30
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categorie: italia, abruzzo, video, scie chimiche
martedì, 20 febbraio 2007

Emma looks up in the sky
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categorie: video, scie chimiche
lunedì, 19 febbraio 2007

ANCHE LA NASA INSEGUE IL MISTERO DELLE AURORE BOREALI


ROMA - L'affascinante mistero delle aurore boreali, sta per essere svelato da una missione della Nasa partita dalla base di Cape Canaveral, in Florida. Con cinque sonde, la missione dell'agenzia spaziale americana battezzata Themis ha come obiettivo proprio quello di capire cosa determini lo sfolgorio di quelle luci nordiche che ispirano poeti e fanno sognare le anime romantiche di tutto il mondo. Le aurore boreali hanno origine nelle ampie nubi di particelle cariche che fluttuano via dal sole.

 Quando raggiungono il campo magnetico terrestre, le particelle subiscono un'accelerazione e collidono con molecole gassose, che una volta tornate inerti emettono un fascio di luce. Di tanto in tanto questi fasci di luce verde si riflettono in un caleidoscopio di colori passando al rosso, al viola e infine al bianco. Le tempeste magnetiche che vanno sotto il nome di aurore boreali seguono in sostanza questi passaggi ma la Nasa vuole capire cosa le inneschi, dal momento che non sempre le particelle solari accelerate dal campo magnetico della Terra producono un'aurora boreale.

L'intento dell'agenzia spaziale americana non è quello di capire cosa succede solo perché affascinata dallo spettacolo di colori che tiene con il naso all'insù tutti quelli che si trovano ad ammirare le tempeste cromatiche nei cieli del nord. Quando il sole è particolarmente attivo, infatti, una serie di dieci o più tempeste magnetiche può succedersi rapidamente: "Durante le aurore - ha spiegato il dottor Tai Phan, uno scienziato impegnato nella missione - ci possono essere disguidi nelle reti energetiche terrestri così come problemi nel collegamento con i satelliti; per questo è importante essere in grado di prevedere quando una tempesta del genere è sul punto di scatenarsi".

Le sonde della Nato nella loro missione si collegheranno anche a satelliti dell'Agenzia spaziale europea (Esa) e dell'agenzia spaziale cinese (Cnsa) già in orbita per ricerche analoghe. "Sarà la prima volta nella storia della ricerca spaziale che un così ampio numero di satelliti opereranno in maniera simultanea", ha commentato entusiasta Philippe Escoubet, uno scienziato dell'Esa impegnato nell'operazione. "E' un'occasione straordinaria".

Fonte: ANSA, 18-02.2007


Questa operazione avrà forse a che fare con H.A.A.R.P. (High-frequency Active Auroral Research Program), il Programma di Ricerca Aurorale Attivo ad Alta frequenza???
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categorie: news, scie chimiche
domenica, 18 febbraio 2007

Aereo di linea??



Fonte: www.blondoderblau.de
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categorie: foto, scie chimiche
sabato, 17 febbraio 2007

Scie bianche nel cielo di Bari
venerdì, 16 febbraio 2007

Gb, troppi "gas": multate le mucche

Governo: contribuiscono a inquinamento

L'inquinamento atmosferico è un problema serio e forse anche per questo in Gran Bretagna hanno deciso di non sottovalutare nulla. Tanto che il ministero dell'Ambiente ha avvertito gli allevatori: limitate le flatulenze delle vostre mandrie, oppure verrete multati. Le emissioni di gas metano dei bovini ammontano al 7% di quelli che provocano l'effetto serra, e oltre un terzo di tutta l'immissione di metano nell'aria.

Secondo David Milliband, il ministro per l'Ambiente, entro il 2020 l'industria dell'allevamento dovrà fare la sua parte per limitare le emissioni dannose, pena sanzioni.

Per Milliband, le flatulenze bovine possono essere limitate dando mangimi diversi agli animali, facendoli vivere più a lungo, o facendo sì che esse diventino combustibili nella forma di biogas.

Nessuno, però, ha specificato se verrà introdotta una "tassa sul peto".

Fonte: tgcom.it

 

 

Prima o poi ci diranno che la causa principale dell'inquinamento e dell'incremento della temperatura terrestre p colpa delle scorregge delle capre. Non per nulla vengono chiamate "capre espiatorie". :)

 

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categorie: news, scie chimiche

CLIMA: CAMBIAMENTI; RICERCA DANESE ACCUSA I RAGGI COSMICI

 

(ANSA) - LONDRA - Ancor più dell'attività dell'uomo tramite l'emissione incontrollata di gas serra, sono i raggi cosmici - in quanto responsabili della formazione delle nuvole - la causa principale del surriscaldamento della terra. Ne e convinto un gruppo di scienziati danesi, sulla scorta di una ricerca controcorrente. Secondo Henrik Svensmark, climatologo danese e coordinatore della ricerca, riportata oggi con risalto dal quotidiano Times, alla luce di questa nuova scoperta bisognerebbe concluderne che l'influenza negativa dell'uomo sull'effetto serra è stata ultimamente sopravvalutata. I raggi cosmici hanno un grosso impatto sulla Terra perché possono rilasciare nell'atmosfera ioni elettricamente carichi che agiscono come magneti in presenza di vapore acqueo, intervenendo nella formazione delle nuvole.

 

Lo studio, pubblicata dalla rivista scientifica Proceedings della Royal Society, si concentra sulla formazione degli ioni e sul loro comportamento una volta che vengono colpiti dai raggi cosmici provenienti dalle stelle. ''L'esperimento indica che gli ioni giocano un ruolo di primo piano nella formazione delle nuvole, e che il livello di produzione è proporzionale alla densità ionica. E' possibile dunque stabilire una relazione tra la saturazione ionica e la formazione di nuvole''. Se fosse confermata, la scoperta (incoraggiante per l’industria petrolifera americana disposta a pagare lautamente gli scienziati disposti a contestare l effetto serra...) dovrebbe portare a detta del Times ad una revisione delle teorie oggi più di moda nel campo della climatologia.

 (ANSA). 12/02/2007 18:29


A questo punto c’è da chiedersi: le teorie secondo le quali le scie chimiche vengono irrorate nella ionosfera al fine di influire sulla formazione delle nuvole... sono così fantasiose? Il fatto che un numero massiccio di scie appare nei nostri cieli ogni qual volta è in arrivo un fronte nuvoloso... è una coincidenza?

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categorie: news, scie chimiche

Cambiamenti climatici: quali ripercussioni sulla nostra salute?

I cambiamenti e le anomalie climatiche portano sicuramente delle modifiche nello stile di vita delle popolazioni e hanno ripercussioni economiche che a volte portano sia a business che a tragici eventi. Ma queli ripercussioni subisce il nostro corpo? E' possibile reagire a queste evoluzioni climatiche? Lo abbiamo chiesto agli esperti dell'Università di Firenze, in particolare al Prof. Dr. Simone Orlandini del Dipartimento di Scienze Agronomiche e Gestione del Territorio Agro-forestale.

1) Negli ultimi mesi (se non anni) il clima ha mostrato chiari segnali di mutamento nel tempo, non mostrando ancora alcuna preferenza tra stabilità nelle ricorrenze climatiche e alternarsi di eventi estremi. In che modo il corpo umano in generale riuscirà ad abituarsi e con quali tempi? Potrebbero nascere nuove meteoropatie da aggiungere a quelle già presenti o al contrario potrebbero essere eliminate alcune?

I cambiamenti climatici hanno effetti diretti e indiretti sulla salute della popolazione. Questi sono i più importanti effetti previsti:

  • Aumento della mortalità e delle malattie connesse alle ondate di calore
  • Riduzione della mortalità legata agli inverni più miti
  • Aumento della umidità atmosferica
  • Modificazione della concentrazione di inquinanti atmosferici soprattutto in ambiente urbano
  • Variazione nei periodi produzione di pollini e spore e quindi della comparsa di manifestazioni allergiche
  • Aumento nei disastri causati da eventi estremi
  • Maggiore frequenza di morti e feriti per alluvioni
  • Variazione nella distribuzione ed incidenza delle malattie trasmesse con cibo, acqua e vettori (malaria, leismaniosi, dengue)
Non si tratta quindi di nascita di nuove meteoropatie, ma piuttosto della maggiore incidenza di alcune rispetto ad altre che prima non erano presenti o avevano scarsa incidenza.

2) Il ritardo o lo sfasamento con cui si sta manifestando la stagione invernale 2006/2007 quali ripercussioni ha avuto e sta portando sull'essere umano?

Il principale problema è relativo a una variazione nei calendari pollinici e quindi in problemi per le persone allergiche. Il brusco arrivo delle basse temperature inoltre può aver provocato problemi per la mancanza di una graduale transizione che permette all'organismo di acclimatarsi adeguatamente.

3) Il riscaldamento globale, rivisto a livello locale quindi Italiano, potrebbe portare più benefici o più svantaggi sul nostro corpo?

Penso che complessivamente gli svantaggi siano superori ai vantaggi. Infatti ad una riduzione della mortalità invernale legata a temperature più miti, potrebbe associarsi un maggiore frequenza delle ondate di calore, modificazione dell’ecologia e dell’attività dei vettori e dei parassiti infettivi riduzione della produzione di cibo a causa del clima e delle malattie, aumento del livello del mare aumento dell’inquinamento atmosferico.

4) E' risaputo che le variazioni dei fattori climatici portino ad altrettante variazioni anche sullo stato piscologico dell'uomo. Quali sono le situazioni meteorologiche che portano più facilmente a modificare lo stato mentale e non salutare dell'uomo? E' possibile prevenire il degeneramento in atteggiamenti depressivi che nascono per il "mal di tempo"? Se si, come?

I meccanismi di risposta che determinano alterazioni dello stato psicologico non sono ben chiari. Si tratta di risposte estremamente soggettive che non trovano spiegazioni scientifiche al momento in grado di chiarire i meccanismi di causa-effetto. Si ipotizzano risposte alla carica ionica della atmosfera, variazioni della produzione di ormoni e di neurotrasmettitori, riduzione della soglia del dolore. Si consiglia pertanto di contattare i medici specialisti sulla base del sintomo presentato (insonnia, ansia, irritabilità, inappetenza). Stati depressivi tipici del periodo autunnale sono legati alla riduzione delle ore di luce e sono trattatati con esposizioni per alcune ore a luce artificiale. Sono però rari alle nostre latitudini e più frequenti nei paesi scandinavi.

 

Fonte: www.inmeteo.it

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categorie: news, scie chimiche
giovedì, 15 febbraio 2007

Aerei di linea??
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categorie: video, scie chimiche
mercoledì, 14 febbraio 2007

Denuncia Codacons

La denuncia presentata dal presidente regionale del Codacons Vitto Claut rileva come nell'atmosfera vengano rilasciate sostanze nocive e cancerogene

Esposto sulle ''scie chimiche'' degli aerei

A produrle sarebbero i cargo militari riconducibili all'attività della Base di Aviano

 

Una denuncia-querela contro ignoti per chiedere certezze e tutela della salute. Una salute che, per chi vive in provincia di Pordenone e in particolare nell`area limitrofa ad Aviano, potrebbe essere in pericolo. A lanciare l`allarme è il presidente regionale del Codacons, Vitto Claut, che ha presentato al procuratore della repubblica di Pordenone, Luigi Delpino, un esposto nel quale chiede analisi e accertamenti sul fenomeno delle ``scie chimiche``. Si tratta di tracce prodotte da aerei cargo militari - secondo il legale è presumibile che siano riconducibili all`attività della Base Usaf nel territorio - che depositerebbero sostanze nocive e cancerogene nell`atmosfera e di conseguenze nei terreni.

L`OSSERVAZIONE. ``Da più di un anno - spiega l`avvocato - mi sono accorto, e non sono il solo, della presenza nel cielo di scie diverse da quelle prodotte da voli di linea e anche da aerei militari. Allora ho cominciato a documentarmi e ho scoperto una cosa che ha fatto crescere in me una tremenda preoccupazione per la salute dei cittadini della nostra provincia e che mi ha spinto a presentare la denuncia``.

LE SCIE. Quello che l`avvocato ha scoperto, e che ha riportato nell`esposto allegando documentazione cartacea oltre a immagini e filmati, è l`esistenza di scie chimiche, ``ovvero scie, si presume, composte da sostanze chimiche nebulizzate nell`aria tramite sistemi di irrorazione montati su aeroplani che non appartengono al normale traffico aereo``. La loro diversità è visibile a occhio nudo. ``A differenza di quelle prodotte dal normale traffico aereo - spiega Claut - queste non si dissipano in pochi secondi o minuti, ma permangono nel cielo espandendosi sino a generare una formazione nuvolosa che tende a ricoprire tutta l`area interessata. Tendono inoltre a collocarsi a reticolo o a scacchiera senza alcuna giustificazione in un normale traffico aereo``.

LO STUDIO. Partendo da queste osservazioni il legale ha raccolto materiale per capirne di più e ha scoperto che questo tipo di fenomeno è studiato in diverse parti del mondo e che, stando a riprese e testimonianze, queste scie vengono rilasciate da aerei cargo che volano a bassa quota e non compaiono nelle ordinarie mappe di volo. I primi studi scientifici sono stati effettuati in Canada alla fine degli anni 90 su campioni di acqua prelevati nelle aree dove si avvistarono le prime scie. Nel 2005 - dopo che anche in Italia sono stati osservati simili fenomeni - il Cnr ha compiuto analisi su campioni di pioggia. In entrambi i casi è stata rilevata una concentrazione molto al di sopra della norma di sostanze come quarzo, ossido di titanio e idrossido di bario, ritenute pericolose per la salute.


I PRECEDENTI. ``Sull`argomento - mette in evidenza Claut - sono già state presentate tre interpellanze parlamentari: due in Italia nel 2003 e una a livello europeo. Ciononostante le informazioni fornite dagli organismi ufficiali risultano insufficienti o in alcuni casi nulle e questo fa crescere la preoccupazione e i dubbi sul fenomeno. In provincia di Pordenone questi timori sono accresciuti dalla presenza della Base di Aviano``.

LA RICHIESTA. Tutte queste ragioni hanno spinto il presidente del Codacons, preoccupato soprattutto per le conseguenze che potrebbero derivare per la salute dei cittadini, a presentare l`esposto alla procura di Pordenone. Nella denuncia Claut chiede che sia svolta un`apposita perizia sulla composizione delle acque, del terreno, delle colture, nonché delle infrastrutture ``specie nel territorio circostante la base di Aviano - e comunque nel circondario di Pordenone - per valutare l`eventuale presenza di percentuali sopra la soglia di sicurezza di alluminio, bario e di altre sostanze``. L`esposto dell`avvocato arriva in un momento delicato visto che la Base di Aviano è stata al centro delle polemiche che hanno interessato la decisione di ampliare la Base di Vicenza. ``Mi rendo conto che questo mio atto potrebbe essere strumentalizzato - dice Claut -, ma francamente al momento non mi interessa. Ritengo più importante che si discuta di questo problema e si facciano tutte le verifiche del caso per accertare la sicurezza della salute pubblica``.

 

Fonte: www.codacons.it, articolo dell'11 febbraio 2007

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categorie: news, scie chimiche
martedì, 13 febbraio 2007

Video musicale sulle chemtrails

Fonte: www.doolittleproductions.com
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categorie: video, scie chimiche
lunedì, 12 febbraio 2007

Scie di condensazione ??


Foto by glowingtones, licenza CC BY-ND


Foto by danielgreene, licenza CC BY-NC-ND


Meduse nel cielo:








Foto by Jonas B, licenza CC BY


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