E’ di oggi la notizia che secondo esperti Onu le polveri sottili “fanno bene” poiché riducono il cosiddetto “effetto serra”.
Le polveri sottili scaraventate in aria da eruzioni vulcaniche, ciminiere di centrali elettriche, industrie, scarichi di automobili e combustioni varie stanno riducendo di circa la metà il riscaldamento del pianeta provocato dall'uomo. Se non fosse per questo incredibile quanto paradossale «sconto» dell'effetto serra antropico, le temperature medie della Terra sarebbero già salite di 2 gradi anziché di 1, con tutte le conseguenze catastrofiche sullo scioglimento dei ghiacci polari e montani, l'aumento del livello dei mari, l'inondazione delle terre e il moltiplicarsi dei fenomeni estremi che alcuni studiosi prevedono per la seconda metà del nostro secolo.
Gli stessi processi di combustione che generano i gas serra (primo fra tutti l'anidride carbonica), producono anche una particolare tipologia di polveri sottili riflettenti. E mentre i gas serra hanno l'effetto di trattenere nell'atmosfera una parte della radiazione solare, le polveri riflettenti la rimandano indietro verso lo spazio. Polveri con comportamento analogo sono immesse nell'atmosfera dalla continua attività vulcanica, ma anche da altri meccanismi naturali come l'azione del vento sul terreno e l'evaporazione dei sali dagli oceani. Gli scienziati dell'Ipcc valutano che il riscaldamento provocato dai gas serra prodotti dall'uomo sia di circa 3 watt per metro quadrato: come se avessimo acceso una piccola lampadina su ogni metro quadro di superficie terrestre. A prima vista può sembrare poca cosa, ma se si pensa che i metri quadri della Terra sono circa 510 mila miliardi, si arriva a una potenza totale in watt paragonabile a quella di tutti i sistemi energetici installati dall'uomo. Quanto basta per spostare il delicato equilibrio del sistema climatico. Ad attenuare del 50% questo surplus di riscaldamento, arrivano le polveri sottili. Fanno sicuramente male ai polmoni e provocano gravi malattie e decine di miglia di «morti anticipate» ogni anno. Tuttavia (è una constatazione, non certo un'attenuante) finora hanno calmierato l'effetto serra.
(28 gennaio 2007, http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2007/01_Gennaio/28/vulcani_smog.shtml )
Tra un po’ ci diranno che tutti quegli aerei sulle nostre teste sono per il bene del pianeta e l’unico scopo delle loro scie bianche è quello di arrestare l’aumento del clima terrestre provocato dalle nostre cattive abitudini:
Il problema alla base di tutto è l'aumento vertiginoso delle automobili in circolazione, cresciute al punto tale da sovracompensare la stessa diffusione delle tecnologie anti-inquinamento. Sul banco degli imputati salgono anche le cattive abitudini dei cittadini. In Europa il 50% degli spostamenti è inferiore ai
(27 gennaio 2007, http://www.sabaudiain.it/notizia.php?id=1169884800)
Tornando alla notizia di oggi, ma siamo proprio sicuri che sia una nuova di zecca e che non sia riciclata?
Sono centinaia le particelle della taglia di un micron a entrare nella grande coltre di polvere sospesa che dà luogo a quello che i ricercatori chiamano "nubi marroni atmosferiche". Questa massa di inquinanti può «ridurre di almeno del 10% la media della radiazione solare che raggiunge la superficie terrestre, producendo un effetto di raffreddamento globale che si oppone all'effetto serra», spiega Lau. Ma questo non significa che il mondo scientifico dà il benvenuto alla coltre di smog, piuttosto che «il pericolo potenziale potrebbe essere molto più grande di quanto non si sia calcolato finora». Anche perché le nubi di polveri influenzano non solo la radiazione solare ma anche il sistema delle precipitazioni: «Nonostante l'areosol faccia crescere il numero di nuclei di condensazione delle nubi - aggiunge il capo del laboratorio Nasa - prolunga nello stesso tempo la vita delle nuvole e inibisce la
realizzazione delle gocce di pioggia».
«I dati da satellite - spiega Paolo Gobbi del Cnr - rivelano che una fitta, inquinata coltre si spande dovunque sul globo, dalle regioni popolate delle Alpi, dell'Himalaya, del pacoifico e l'Atlantico. Le nubi atmosferiche marroni si formano sopra gli Usa, l'Europa meridionale, l'Amazzonia, l'Africa meridionale e gran parte del sudest asiatico». Una vera e propria copertura che finisce per riflettere radiazioni luminose e termiche nello spazio – spiega - ma anche ad assorbire «il 25% della radiazione solare intercettata», diminuendo la febbre del pianeta.
(17 novembre 2005, http://www.stampa.cnr.it/documenti/cnrWeb/2005/Nov/18_nov_05_14.htm )
Quindi, secondo il capo del laboratorio Nasa l’aerosol influisce sulle precipitazioni piovose?
Più aerosol = meno pioggia?
E’ quindi per questo motivo che quando si vedono numerose scie precedere un fronte nuvoloso alla fine non piove mai?

Scie bianche nel cielo.
Scie a quote basse.
Scie persistenti.
Scie che formano reticolati.
Scie che non rispettano le leggi naturali della fisica.
Scie bianche nel nostro cielo.
C’erano oggi e c’erano anche ieri.
Scie sulle nostre teste.
Ma che cosa sono?