In inglese, il termine "contrails" indica l'abbreviazione di "condensation trail" ovvero "scia di condensazione".
Le scie di condensazione sono le scie rilasciate dagli aerei, formate dal vapore acqueo e gas di scarico immessi nell'atmosfera fredda dai motori caldi degli aerei. La loro formazione è legata a specifiche condizioni atmosferiche:
1) Temperatura inferiore a -40 °C
2) Umidità relativa non inferiore al 70%
3) Quota di almeno 8000 metri
Il video qui sotto mostra una lunga scia bianca generata dal passaggio di un aereo e ripresa da un altro aereo in volo, il quale si trova ad una quota di 10.0058 metri. Fuori dal finestrino la temperatura dell'aria è pari a - 49 °C.
La scia ripresa è una scia chimica o una scia di condensazione? In questo caso non si può rispondere con certezza.
In altri casi, invece, ci sono pochi dubbi riguardo l'origine naturale di una scia lunga e bianca avvistata nel cielo. Questo ad esempio avviene quando vediamo un aereo volare ad una quota inferiore degli 8000 metri mentre rilascia una scia. Non si tratta sicuramente di una scia di condensazione.
Oppure quando vediamo delle scie lunghe e persistenti in una giornata nella quale i radiosondaggi indicano che non ci sono le condizioni necessarie per la formazione di scie di condensazione. Se le condizioni non si sono verificate e noi comunquesia notiamo delle scie nel cielo, queste sicuramente non sono scie di condensazione.
Fino a circa un anno fa, per disinformare sul fenomeno era sufficiente dire che le scie chimiche sono una "leggenda metropolitana", che "in rete gira la voce del complotto delle scie degli aerei", che "è tutto normale" oppure che "è semplice vapore acqueo" per convincere molte persone del fatto che tutte le scie nel cielo siano scie di condensazione.
Oggi, invece, sempre più persone si rendono conto della realtà del fenomeno e questo grazie al passaparola. Come creare quindi maggiore disinformazione? Come poter convincere la gente che sia tutto normale? Non basta più affermare: "io sono un meteorologo, state tranquilli, è tutto normale" oppure "è solo una bufala". La gente non è stupida ed è capace di guardare il cielo con i propri occhi. Certe frasette tranquillizzanti oppure denigratorie non funzionano più. Cosa fare quindi per disinformare chi ancora non conosce il fenomeno e per cercare di convincere che quelle scie siano un fenomeno del tutto naturale?
Semplice: disinformare a piccole dosi utllizzando spiegazioni strampalate ma comunicate attraverso mezzi di comunicazione ritenuti "scientifici" dalla maggior parte della popolazione.
Un esempio? Focus, la rivista pseudo-scientifica, in almeno due occasioni ha pubblicato un piccolo articolo nel quale si afferma che le scie di condensazione si possono formare anche a 4000 metri di quota e ad una temperatura di -25 °C. La stessa falsa informazione è stata pubblicata da I viaggi di Repubblica.
C'è addirittura qualcuno che in giro per il web insinua che le scie di condensazione si possono formare anche al suolo. Certo, in parte è vero, infatti i più importanti studi sulle contrails sono stati effettuati osservando le scie di condensazione ad altezza suolo. Però a Fairbanks, in Alaska!
Pelù: "Mi devi promettere una cosa."
Fazio: "Dimmi."
Pelù: "Che prima o poi parlerete delle scie chimiche."
Fazio: "Parleremo delle scie chimiche..."
Pelù: "Chiedi a Mercalli"
Fazio: "Poi durante la pubblicità mi dici a quali ti riferisci..."
L'intervista integrale a Pelù, è disponibile online a questo indirizzo:
http://www.chetempochefa.rai.it/TE_videoteca/1,10916,1088253,00.html
Fonte: corriere.it
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES — Dicono certi esperti che, in un solo volo di andata e ritorno fra Londra e New York, un aereo lascia per i cieli tante porcherie inquinanti quante potrebbe lasciarne una famiglia media, se tenesse acceso il riscaldamento di casa per un anno intero. E se davvero è così, i cieli d'Europa possiamo immaginarli come affollati di termosifoni e di famiglie medie: 10 milioni di voli nel 2006, anche 33.000 voli in un solo giorno, e una scia di emissioni che aumenta sempre più, sempre più nera. E sempre più rumorosa. Dal Co2, il biossido di carbonio, agli ossidi di azoto, all'inquinamento acustico, se uno vuol preoccuparsi c'è solo da scegliere. Gli aerei, negli ultimi 80-90 anni, hanno reso più affascinante e più produttiva la nostra vita quotidiana, hanno cambiato in meglio la nostra storia: ma sulle loro ali, come sulle ruote delle automobili, viaggiano da un paese all'altro anche fantasmi che si chiamano gas serra o riscaldamento della terra.
Qualche dato tratto dall'ultimo rapporto dell'Agenzia europea dell'Ambiente, diffuso proprio l'altro ieri: dal 1990 al 2005, le emissioni di Co2 causate solo dai voli nazionali nei 15 stati della zona Euro sono aumentate del 44%; ma se si considerano tutti i voli europei, si scopre che l'aumento delle emissioni ha toccato il 73%. Al nuvolone nero contribuiscono anche gli errori umani, come le carenze del controllo aereo: nel 2006, nei voli europei si è registrato in media un «allungamento » di
Altri dati, spesso citati dalle imprese aeronautiche, assicurano invece che si deve agli aerei non più del 3% delle emissioni di Co2. Sia come sia, le previsioni parlano chiaro: il traffico passeggeri sui voli nazionali nella Ue continuerà ad aumentare di circa il 4,5% all'anno, e alla fine risulterà raddoppiato nel periodo 2000-2020. Morale: entro il 2020, le emissioni di Co2 dal traffico aereo europeo toccheranno i 284 milioni di tonnellate, il doppio di oggi. Se agli aerei si aggiungono auto, navi e treni, tutti i mezzi di trasporto produttori di gas serra, si comprende meglio il grido allarmato che lanciano gli esperti dell'Agenzia europea dell'ambiente, cioè gli stessi custodi designati dalla Ue: «C'è bisogno di fare molto ma sta accadendo troppo poco».
Ritardi e contraddizioni si spiegano bene; la materia è dannatamente complessa, l'industria aeronautica assicura 3 milioni di posti di lavoro nella Ue, e contribuisce al 2,5% circa del Pil europeo. Ma in realtà, un piano politico per ripulire i cieli esiste da anni. A dicembre, grazie a un compromesso, ha avuto il sì dei ministri della Ue. E ora, nel 2008, dovrebbe avere il suo varo definitivo, per entrare poi in vigore dal 2012. Due, i cardini: le compagnie aeree in arrivo o in partenza dalla Ue dovranno limitare le emissioni ai livelli del 2004-2006; e dovranno entrare almeno in parte nel cosiddetto «mercato dei permessi», che già si applica ad altre industrie, secondo il principio «chi inquina, paga ». Dovranno cioè comprare all'asta alcuni «permessi di emissione»: ma solo, pare, nel 10% dei casi, perché negli altri i casi i permessi saranno gratuiti come accade per certe raffinerie il cui lavoro è giudicato indispensabile. Su questo, divampa la discussione all'Europarlamento. «L'aviazione civile è sovvenzionata da decenni, ora è giusto che paghi per i permessi di emissione soprattutto sui voli brevi e medi dove si può anche scegliere il treno, meno inquinante — dice Paolo Costa, presidente della Commissione parlamentare trasporti —. E poi, negli Usa già da anni adoperano la leva fiscale sul cherosene ». «No, pagare per i permessi sarebbe solo una tassa», dissente Philippe Eydaleine, vicepresidente del settore europeo dell'Air France-Klm.
Accanto alla politica, si muove anche la scienza. Il maggior progetto di ricerca della Ue, appena lanciato, si chiama Clean Sky e coinvolge 54 industrie di 16 paesi. Costerà 1,6 miliardi di Euro (800 milioni finanziati dalla Ue), studierà gli aerei «ad ala intelligente » o quelli fabbricati con materiali superleggeri. Obiettivi: dimezzare Co2 e rumore esterno, ridurre dell'80% gli ossidi di azoto. Nella speranza, chissà, di spegnere un po' di quei termosifoni accesi su per i cieli d'Europa.
Luigi Offeddu
05 marzo 2008
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Riassumendo.
- In 15 anni le emissioni di Co2 in Europa sono aumentate del 73%.
- Un “allungamento” medio di
- Il traffico passeggeri sui voli nazionali nella Ue continuerà ad aumentare di circa il 4,5% all'anno
- Le compagnie aeree in arrivo o in partenza dalla Ue dovranno limitare le emissioni ai livelli del 2004-2006
- Il progetto Clean Sky costerà 1,6 miliardi di Euro e come avrà come obiettivi: Co2 e rumore esterno, ridurre dell'80% gli ossidi di azoto.
- Gli aerei inquinano e l’inquinamento fa male alla nostra salute;
- Ogni giorno vediamo delle lunghe scie bianche nel cielo rilasciate dagli aerei;
- L’ENAC sostiene che l’incremento di scie non è dovuto all’incremento del traffico aereo civile;
- Un volo a/r Londra-New York inquina come un anno di termosifoni accessi di casa nostra;
PECHINO, 1 febbraio - Per avere una cerimonia di apertura perfetta, le autorità cinesi fermeranno anche la pioggia. Lo ha affermato un ricercatore dell'ufficio meteorologico di Pechino durante una conferenza stampa, in cui i risultati in questo campo fin qui ottenuti sono stati definiti "soddisfacenti": «I nostri esperimenti nella mitigazione della pioggia leggera sono stati ottimi - ha spiegato Zhang Quian, che può fregiarsi dell'inusuale titolo di "capo della manipolazione del tempo" - mentre con quella più forte ci sono ancora problemi».
COME FERMARE LA PIOGGIA - Il metodo utilizzato dai meteorologi cinesi consiste nel cospargere le nubi di sostanze chimiche prima che inizino a scaricare il loro contenuto di pioggia: «Per nuvole con temperatura superiore allo zero abbiamo usato ioduro di argento - ha spiegato Quian - che accelera la collisione delle goccioline d'acqua nelle nuvole creando una stratificazione che sopprime le nuvole. Se la temperatura è sottozero invece utilizziamo azoto liquido, che aumenta il numero di goccioline ma ne riduce le dimensioni, diminuendo le precipitazioni».
VIA L'8 AGOSTO - La cerimonia di apertura delle Olimpiadi è in programma l'8 agosto, e si terrà nel nuovo stadio olimpico che è privo di copertura. Un'altra missione impossibile a cui stanno lavorando i meteorologi cinesi è la programmazione dell'ascesa della torcia Olimpica sul monte Everest qualche settimana prima: «Stiamo cercando di individuare il giorno ottimale - ha spiegato l'esperto - in cui non ci sia troppo vento».
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Fonte: lastampa.it
Pechino torna a respirare: la pioggia artificiale, ottenuta "bombardando" le nuvole, ha funzionato. Da giorni la capitale cinese era avvolta da un mix di polvere e smog: solo nella notte di lunedì si erano depositate nella parte settentrionale del Paese oltre 300mila tonnellate di sabbia proveniente dal deserto del Gobi. Per sconfiggere la cappa nociva, il cielo è stato bombardato con ioduro d'argento.
La soluzione trovata non risolve però il problema dell'inquinamento, che affligge da tempo la città dei prossimi Giochi olimpici. Secondo il premier Wen Jiabao, "le tempeste di sabbia che si sono abbattute su Pechino rappresentano un duro monito per l'eccessivo inquinamento nel Paese" e necessitano di un preciso e tempestivo intervento del governo.
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Riportiamo la risposta di sciesardegna.it all'articolo di Focus sulle scie chimiche.
Nel seguente articolo vengono menzionati:
- Relazione del 1999 del Parlamento europeo su H.A.A.R.P. (.pdf)
- Articolo del "Il sole 24 Ore" (.jpg)
16 dicembre 2007
dell’Ing. Aeronautico Luigi Fenu
Comitato Regionale Scie Sardegna
www.sciesardegna.it
Qualche giorno fa, giorno mentre mi trovavo in edicola per cercare una rivista specializzata di MTB, il mio sguardo è caduto sulla copertina del nuovo numero di FOCUS; su una fotografia “civetta” vi era la didascalia:
“MISTERI/COMPLOTTI: chi fa queste scie? Sono pericolose?
Il tema dell’articolo sembrava interessante, anche se sono del parere che argomenti come questo delle scie d’aereo, che implicano SERIE competenze tecniche e scientifiche, rischiano troppo spesso di essere, anche volutamente, banalizzati. Trascinato da un’onda di ottimismo ho deciso di dare un po’ di fiducia al giornalista Paolo Toselli ed ho acquistato la rivista.
Durante la lettura dell’articolo m’imbatto subito su una suddivisione marcata tra due entità non meglio definite:
I COMPLOTTISTI vs GLI ESPERTI
Onde evitare equivoci cerco nel famigerato vocabolario Wikipedia per capire qualcosa di più sulle teorie dei cosiddetti complottisti o cospirazionisti:
“La parola "cospirazione" deriva dal latino conspirare ("respirare assieme"), e nell'uso contemporaneo indica una situazione dove due o più persone si accordano per compiere un atto illegale o immorale. Le componenti essenziali sono il coinvolgimento di almeno due persone, la segretezza e l'intento malizioso.”
Subito mi rendo conto della pericolosità di questa categoria di persone e rimango in uno stato di allerta durante la lettura. Chi sono costoro, mi chiedo? Per avere un quadro completo delle due categorie analizzo anche la parola “esperto”:
Un esperto è una persona alla quale, per motivo di professione oppure per una comunque acquisita competenza ed esperienza su una data materia, viene richiesto di fornire pareri scientifici su argomenti di dettaglio. L'opposto di esperto è conosciuto come dilettante.
Continuo la lettura prestando maggiore attenzione alle parole rilasciate dagli esperti (mai nell’articolo si dice chi siano questi esperti)… e, seppure con qualche perplessità, arrivo alle righe conclusive dove sono esposte le dichiarazioni dell’esperto climatologo David Travis. Il quale, nel 2001, dimostrò che nei 3 giorni di sospensione dei voli sugli USA, dopo gli attentati dell’11 settembre, la temperatura media sul Nord Atlantico era aumentata di quasi 1°C, perché il cielo era più limpido.
Improvvisamente mi sovviene un ricordo: tale dichiarazione era stata riportata il 4 Febbraio 2007 da “Il Sole 24 Ore” dopo il vertice di Parigi sul clima; il quotidiano aveva riservato un’intera pagina all’argomento con il titolo: “L’inquinamento che ci aiuta: senza aerosol e scie degli aerei, il riscaldamento sarebbe peggiore”.
Non riuscendo assolutamente ad immedesimarmi nella mente di un climatologo, mi sono posto le seguenti domande:
1) Sono così bravi i climatologi da riuscire a prevedere la temperatura nei tre giorni successivi con una precisione di un grado centigrado?
2) Possono i climatologi fare un’analisi statistica ed estrapolare dei risultati prendendo come campione SOLO tre giorni?
Credo che queste poche righe siano sufficienti a far inorridire non tanto uno scienziato, ma un qualsiasi attento lettore che capisca un po’ di meteorologia, in quanto basterebbe fare un piccolo bilancio tra l’Anidride Carbonica emessa nell’atmosfera (già ad una certa quota) ed il pulviscolo immesso come residui di combustione, per capire che anche le normali scie sono ESTREMAMENTE dannose per l’effetto serra.
Inoltre, non tutti sanno che non è vero che i voli si interruppero l’11 settembre. Vi sono molte testimonianze documentate delle telefonate allarmate di cittadini statunitensi che, nonostante il blocco dei voli sul territorio nazionale, continuavano a vedere sorvolare i loro cieli da aerei non identificati. Pertanto, lo scienziato in questione dovrebbe rifare i suoi conti.
A parte queste dichiarazioni dello scienziato climatologo, il fatto inquietante, che mi lasciò davvero perplesso e dubbioso come studioso della materia, è come mai un redattore di un giornale così letto a livello nazionale, avesse voluto sparare a caratteri cubitali un titolo che attirava lo sguardo e aveva lo scopo evidente di tranquillizzare gli impauriti e gli scettici. La cosa è facilmente interpretabile nel seguente modo: “Tranquilli, il riscaldamento globale si può combattere: continuiamo a consumare e a inquinare senza preoccuparci”. Dopo aver scritto alla redazione del “Il Sole 24 Ore” per una rettifica immediata, e non aver ricevuto alcuna risposta in merito, ecco che mi ritrovo qui, a distanza di quasi un anno, che si ha ancora il coraggio di pubblicare simili notizie su una rivista scientifico-commerciale.
Dopo questo flash, che mi ha riportato alla realtà dei fatti, rileggo a ritroso con più attenzione l’intero articolo di FOCUS. Riporto l’intera frase:
“Per fare chiarezza sull’argomento, l’USAF ha redatto un documento che risponde punto per punto alle insinuazioni: le scie più contorte sono quelle deformate dai venti; i disegni a griglia sono dovuti al sistema di navigazione USA (e non solo), formato est-ovest e nord-sud che s’intersecano a quote differenti”.
Da questa frase si comprende che gli Americani, e non solo, navigano spostandosi da EST verso OVEST e da NORD verso SUD. Sono proprio strani; se così fosse sarebbe un bel problema. Sarebbe come dire che per andare da Cagliari verso Roma il pilota deve prima dirigersi verso Lamezia (rotta Ovest - Est) e poi virare a Nord verso Roma.
Il signor Pitagora, nel 572 a.C., ci ha insegnato che in un triangolo rettangolo l’ipotenusa è più piccola della somma dei cateti. Esistono un’infinità di rotte, e quindi di aerovie che sfruttano tutta la scala degli angoli sessagesimali da 0° (rotta Nord) a 359°, e come se non bastasse si usano anche le sottomisure dei gradi: i primi e i secondi. In particolare, se un pilota ha deciso di andare a Roma partendo da Cagliari, gli consiglio, a seconda del Flight Level, di mantenere la Rotta M126 o la rotta UM159 aerovie all’incirca a 40°.
Ecco un’altra frase di FOCUS:
“Gli scienziati dicono in coro: che il fenomeno delle scie chimiche non esiste: esistono solo le scie normali, quelle che rilasciano tutti gli aerei in volo tra 8 e 12 Km di quota in determinate condizioni di temperatura (di solito -40°C) e umidità relativa (60-70%). Le scie non ci sono sempre. Si formano quando il vapore acqueo e’ “sovrassaturo”: in tal caso condensa, generando microgocce che diffondono la luce, spiega Antonio Zecca, docente di fisica all’Università di Trento. Semplificando, si vedono meglio quando il tempo sta passando dal bello al brutto. L’effetto può persistere per ore, spandendosi per migliaia di Km2 e creando nubi indistinguibili dai cirri naturali.”
A questo punto la mia curiosità è irrefrenabile; dò un’occhiata ai siti ufficiali dei cospirazionisti: cito, per fare un esempio, il nostro www.sciesardegna.it, e leggo l’esposizione relativa al fenomeno della condensazione. Mi rendo subito conto che i cospirazionisti concordano pienamente con gli scienziati. In particolare, i primi mi precisano che nel caso in cui i gas combusti dei motori a getto siano immessi in un’atmosfera con elevati valori di umidità relativa superiori al 60-70% (non è affatto necessario avere un’atmosfera soprassatura come dicono gli scienziati), e se le temperature sono inferiori ai meno 40°C (tutto ciò per la particolare consistenza e tipo di nubi), è ammissibile la formazione di scie persistenti le quali sono costituite interamente da cristalli di ghiaccio (non da goccioline!!!!). Ciò significa che si assiste al fenomeno della sublimazione o brinamento, cioè alla trasformazione diretta del vapore in ghiaccio. Pertanto anche i cospirazionisti ammettono l’esistenza di scie persistenti e usano come riferimento il termine coniato dai meteorologi cirrus aviaticus in quanto queste scie persistenti sono simili ai cirri naturali (nubi della regione superiore interamente costituite da cristalli di ghiaccio).
Dalle mie nozioni di fisica mi viene in mente subito la relazione che esiste tra la Temperatura, Pressione e Densità dell’aria: mi chiedo subito come mai quando si parla di persistenza di scie si tralasci un parametro importante come la pressione. I cospirazionisti non si sono affatto dimenticati, e come hanno fatto gli americani dell’US AIR FORCE Global Weather Center, eseguono le loro analisi sul campo analizzando e confrontando i radiosondaggi, che forniscono i parametri reali dell’atmosfera (pressione, umidità, temperatura, etc.), con le osservazioni sul posto.
A questo punto riscontro una indubbia e maggiore professionalità nel riportare concetti fisici complessi e dati nei cospirazionisti che non negli esperti citati da FOCUS (ma chi sono?) o nei giornalisti scientifici, i quali non eseguono analisi ma si limitano a contestare senza controparte alcuni articoli presi qua e là sui vari siti internet!!!.
Ma sono ben altre le scie cui si riferiscono i cospirazionisti: sono scie rilasciate a bassa quota in un’atmosfera dove i limiti dei parametri di temperatura, di umidità e di pressione sopra citati (su cui, ripetiamo, sono d’accordo anche gli scienziati) non vengono soddisfatti.
Ci sarà mai qualcuno che oserà spiegare ai pericolosissimi cospirazionisti questa delicata discrepanza?
Forse ci ha provato, in un momento di smarrimento, il TG1 in data 10 maggio 2007 con un servizio in cui sottolinea che i Russi sono dei maestri nell’evitare la pioggia per salvare importanti manifestazioni internazionali (http://www.youtube.com/watch?v=5Ml8zP5-OSA&eurl).
Onde evitare di dare giudizi prematuri sull’articolo mi addentro nel paragrafo:
“Il quartier generale di tutto questo sistema si troverebbe in Alaska: qui ci sono, infatti, la installazioni di Haarp (High Frequency Active Auroral Reserch Program), un programma di ricerca sulla ionosfera avviato nel 1990 dalla Difesa USA in collaborazione con molte università. In realtà si tratta di un centro che si occupa di comunicazioni militari e civili e di sistemi di navigazione marittima. Ma, secondo i cospirazionisti, il suo vero scopo è l’alterazione delle condizioni atmosferiche e il controllo mentale delle masse attraverso onde elettromagnetiche.”
L’argomento a questo punto è davvero complesso. Ma entriamo nel merito:
Il progetto H.A.A.R.P., è stato avviato dal Ministero della Difesa USA in collaborazione con molte Università: spesso si tende a mitigare alcuni progetti criminosi militari con la simbiosi tra le forze militari e l’Università!!! Da esperienze personali posso garantire che in alcune di queste collaborazioni si studiano e si realizzano progetti criminosi, proprio perché sono quelli in cui i budget sono tutt’altro che limitati. Ma ecco subito un vecchio documento dell’Unione Europea, riportando alcune parti della delibera UE:
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14 gennaio 1999 A4-0005/99 DOC_IT\RR\370\370003 PE 227.710/def. |
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Aspetti giuridici delle attività militari |
Sembrerebbe che il progetto criminale non interessi solo il Ministero della Difesa Americano e l’Università, ma il mondo intero!
Come mai i giornalisti e gli scienziati non si chiedono il perché sia stata scelta come sede dell’impianto l’Alaska? Se non erro il progetto base deriva dal brevetto (United States Patent 4,686,605) dell’11 Agosto 1987 dello scienziato Eastlund, acquistato dal Governo degli Stati Uniti d'America, dal titolo “Method and apparatus for altering a region in the earth’s atmosphere, ionosphere, and/or magnetosphere”.
Un’attenta analisi del brevetto, disponibile su internet (almeno guardatelo giornalisti di FOCUS!!), evidenzia che il centro in Alaska si occupa di tutt’altro che di comunicazioni militari e civili e di sistemi di navigazione marittima; basti pensare che per alimentare le antenne è stato necessario costruire una centrale termoelettrica a gas metano che sfrutta i giacimenti presenti nel sottosuolo.
A questo punto è davvero importante rinfrescare la definizione di “cospirazione”:
“Le componenti essenziali sono il coinvolgimento di almeno due persone, la segretezza e l'intento malizioso.”
Interessandomi per mestiere al problema delle scie d’aereo, ed entrando in contatto con i cosiddetti cospirazionisti, posso dire di aver incontrato SOLO persone molto inquiete e preoccupate, che hanno esposto le loro conoscenze e le loro indagini con tante analisi e prove lasciandosi talvolta scappare, (consisterebbe in questo l’illegalità?), qualche ipotesi riguardo al perché di queste operazioni. La componente essenziale della segretezza penso che in questo caso non sia soddisfatta, visto che loro esibiscono, purtroppo solo sul web, le loro prove; dico purtroppo in quanto i vari articoli presentati alla stampa locale e, soprattutto, nazionale, spesso non vengono accolti magari perché ritenuti scomodi. Maliziosi, nel senso di intesi a fare del male? E per quale motivo! Per seminare terrore fra la gente? E a che scopo? Non certo a scopo di lucro, visto che loro si autofinanziano e spendono molto del loro tempo a studiare e ad aggiornarsi.
Al contrario, in questo articolo di FOCUS, il problema diventa più serio: come mai la rivista si è occupato per la terza volta in poco tempo dell’argomento, affermando ogni volta che si tratta di pure invenzioni? Se così fosse, che motivo ci sarebbe di continuare ad insistere? La teoria cospirazionista cadrebbe da sola… E invece no, perché quegli aerei continuano a passare…
Infine chiedo: chi sono questi ESPERTI citati dal giornalista, che dovrebbero essere i nemici dei cospirazionisti? Sono forse quelli dell’USAF, di cui FOCUS mette addirittura il link a fine articolo, per informarsi meglio?
Carissimi giornalisti di FOCUS, nella vostra redazione ci sono persone che svolgono il proprio lavoro con scarsa professionalità, e anziché eseguire un serio lavoro di ricerca e di studio si limitano a leggere in maniera superficiale i contenuti di alcune pagine web. E il risultato dell’indagine non può che essere oltre che banale, fuorviante per un lettore poco attento o ignorante in materia.
O forse tutto questo può essere riassunto con un’altra bella parola che vi piace tanto: DISINFORMAZIONE, perché questo è quello che state facendo, con le vostre scarse competenze tecniche. VOLUTAMENTE date notizie sbagliate, facendo passare per illegale e immorale il semplice diritto di domandarsi ed esigere risposte certe da chi dovrebbe occuparsi seriamente della sicurezza e incolumità dei cittadini.
Se foste seri professionisti e persone che ragionano con la propria testa, tirereste voi le somme per affermare con coraggio chi è dilettante, e soprattutto chi è davvero che cospira con le sue azioni immorali e maliziose.
Ing. Aeronautico Luigi Fenu
Comitato Regionale Scie Sardegna